domenica 5 Luglio 2020
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    Effetti psicologici del Coronavirus: ci studia una sancascianese di 29 anni durante un dottorato in Germania

    Eleonora Bartoli è alla Goethe Universität di Francoforte: il questionario include sezioni riservate a brevi racconti. Potete partecipare anche voi da qui

    SAN CASCIANO – Eleonora Bartoli, sancascianese di 29 anni, sta svolgendo un dottorato in psicologia alla Goethe Universität di Francoforte.

    Insieme alla collega Mariam Fishere, ha ideato il progetto “Covid-19 Narratives – CoViNa Study”, dedicato agli effetti psicologici del Coronavirus e messo a punto durante la quarantena, tra una Skype call e uno Zoom meeting.

    Lo studio nasce dalla volontà di favorire il benessere delle persone, costrette dalla pandemia a fronteggiare importanti adattamenti.

    “La diffusione del virus – sottolinea Eleonora – ha coinvolto tutti in tutto il mondo. D’improvviso ci siamo trovati confinati a casa, lontani da familiari e amici, o viceversa costretti a condividere spazi limitati, in situazioni pericolose (per esempio di violenza domestica) o con problematiche diverse dal normale, come la gestione esclusiva dei figli”.

    “Chiunque – aggiunge – poteva essere veicolo del virus, così tutti andavano tenuti a distanza perché potenzialmente pericolosi”.

    “Infine – afferma – ci ha incuriosito l’impatto delle misure di social distancing su Paesi con abitudini diverse rispetto alle distanze fisiche, come Italia, Egitto e Germania”.

    Il questionario include sezioni riservate a brevi racconti. Infatti, negli studi tra Firenze, Parigi e Francoforte, Eleonora ha approfondito la conoscenza della ricerca e della medicina narrativa.

    “Le cosiddette narratives – precisa – sono l’occasione per condividere esperienze stressanti che non sempre trovano uno spazio di espressione adeguato nella quotidianità. Chi racconta elabora il ricordo di questi episodi, attribuendovi nuovi significati ed emozioni”.

    Gli obiettivi della ricerca sono molteplici: “Vorremmo capire meglio gli effetti del virus sulla salute psicologica nelle diverse culture e nel tempo”. Per questo, viene chiesto a chi partecipa di farlo nuovamente dopo sei mesi.

    “Ci piacerebbe – riprende – scoprire come percorsi di vita e approcci differenti nei confronti della pandemia possano incidere sul benessere di ognuno. Infine, vorremmo comprendere in che modo raccontare l’esperienza ne influenzi l’elaborazione”.

    Finora, due terzi dei partecipanti sono donne. Il 70% sono egiziani, mentre gli italiani e i tedeschi rappresentano rispettivamente l’8 e il 22%.

    “A livello personale – evidenzia – penso che partecipare sia un’occasione per rielaborare esperienze private in uno spazio riservato. A livello scientifico, un campione importante permette di ottenere dei risultati solidi, che rappresentino al meglio la varietà della popolazione”.

    Come varie sono le esperienze di vita di ciascuno, lo sono altrettanto i risvolti psicologici che questa vicenda può assumere.

    “L’emergenza Coronavirus può essere considerata un’esperienza potenzialmente traumatica – riassume Eleonora – ma mentre alcuni potrebbero aver vissuto la quarantena come un periodo insopportabile, altri potrebbero averlo considerato addirittura piacevole. In modo analogo, la fase di riduzione delle restrizioni può esser stata vista con gioia, ma anche con ansia e paura”.

    “Onestamente – confessa – non vedo l’ora di analizzare i dati, perché sono curiosa di ciò che verrà fuori”.

    “La varietà delle ripercussioni psicologiche è ampia – conclude – e richiede costanti adattamenti nel tempo, al mutare e al progredire della situazione: adattamenti che non sempre sono semplici e non lo sono nello stesso modo per tutti”.

    • Per partecipare al questionario compilabile online: clicca qui.
    • Pagina Facebook dedicata al progetto: clicca qui.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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