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mercoledì 8 Dicembre 2021
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    Via a obbligo Green pass, Confesercenti Toscana: “Importante per negozi e ristoranti”

    "Se non si raggiunge il livello massimo delle vaccinazioni - dice il presidente regionale Gronchi - ci saranno conseguenze negative per tutto il mondo della piccola impresa commerciale"

    FIRENZE – Oggi, venerdì 15 ottobre, il “D Day” per l’obbligo di presentazione nei luoghi di lavoro del green pass, con il QR code che sarà la chiave per entrare in tutti gli ambienti, fabbriche, uffici e altro, che si aggiungono così ai bar o ristoranti che già dovevano richiedere la certificazione.

    “Confesercenti Toscana e le sedi territoriali – si legge in una nota dell’associazione di categoria – si sono spese in queste settimane per spiegare e indirizzare associati e aziende per affrontare con ordine la scadenza”.

    E torna a farlo con il presidente dell’associazione regionale Nico Gronchi confermando come “il Green pass per i mesi autunnali e invernali sarà importante per le attività commerciali e della ristorazione, pensando in particolare alla possibilità ridotta di usare gli spazi esterni”. 

    “Se non si raggiunge il livello massimo delle vaccinazioni – ribadisce Gronchi – ci saranno conseguenze negative per tutto il mondo della piccola impresa commerciale”.

    “Siamo sempre stati a favore della campagna di vaccinazione – sottolinea – e riteniamo utile in generale l’uso del Green pass che sta diventando una sorta di passe-partout per scongiurare la chiusura della attività commerciali ma non ci nascondiamo le difficoltà dei prossimi giorni e delle prossime settimane”.

    “Dalle procedure dei controlli del green pass per i nostri dipendenti – elenca – alla eventuale mancanza di personale dovuto alla assenza dai posti di lavoro del personale no vax”.

    L’aspetto pratico e operativo sulle singole aziende è un aspetto che Confesercenti valuta con preoccupazione: “La possibilità di sostituzione dei dipendenti senza green pass, prevista per le PMI – continua ancora il presidente Gronchi – non va oltre i 20 giorni, un lasso di tempo certamente non sufficiente a formare ed inserire un nuovo lavoratore, ammesso che se ne trovino disposti a lavorare per un periodo così breve”.

    “Per questo – incalza – è necessario un intervento urgente in sede di conversione che faciliti l’accesso alle sostituzioni, equipari i costi a quelli del lavoro stagionale ed allunghi i 20 giorni previsti dalla norma”.

    Nico Gronchi torna poi sullo sforzo da cui non si deve derogare: “Il nostro auspicio è che l’estensione del Green Pass ai dipendenti dia alla campagna vaccinale l’accelerazione necessaria a raggiungere gli obiettivi e quindi a superare – in un arco di tempo ragionevole – la necessità stessa della certificazione verde. Oggi valuteremo quello che accadrà”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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