spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
martedì 28 Giugno 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ai 50 anni de La Racchetta

    “L'insegnamento che deriva da quanto accaduto negli ultimi 2, 3 anni ci ricorda che siamo di fronte a sfide sempre più globali. Non esiste più un problema che si possa risolvere da soli”

    SCANDICCI – L’importanza del territorio e del nostro volontariato, le nostre eccellenze. La festa per i cinquant’anni de La Rocchetta, a Scandicci, sabato 14 e domenica 15 maggio ha celebrato l’orgoglio e la soddisfazione di un’intera comunità.

    Che ha incassato i complimenti anche del capo di Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, intervenuto all’assemblea dell’associazione che svolge attività di antincendio boschivo, protezione civile, pubblica utilità e supporto alle istituzioni locali per la salvaguardia del territorio toscano.

    Sul palco l’assessora regionale Monia Monni, il sindaco di Scandicci Sandro Fallani e il sindaco di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti, in qualità di delegato Anci per la Protezione Civile.

    Curcio ha sottolineato l’importanza di “avere contezza di quanto accade sul territorio, dovendo poi condividere strategie e regole”, secondo la “visione” che fu di Giuseppe Zamberletti nel 1980 e di cui La Racchetta è “testimonanza”.

    L’associazione nacque a Scandicci per iniziativa di alcuni amici nel 1972, in risposta ai frequenti incendi di quel periodo sulle colline scandiccesi.

    Oggi è presente in 8 province, con 32 sezioni, conta 1.800 volontari, ed ha un parco mezzi composto da 130 mezzi attrezzati AIB, 45 auto, furgoni e trasporti persona.

    “Questo è il percorso giusto” continua Curcio, che mette accanto ai cinquant’anni de La Racchetta anche “l’insegnamento che deriva da quanto accaduto negli ultimi 2, 3 anni: ci troviamo di fronte a sfide sempre più globali, non esiste più un problema che si possa risolvere da soli”.

    Di qui l’importanza “dell’approccio di protezione civile e, per le istituzioni,  l’importanza di trovare il modo per stare sempre più vicino a chi mette a disposizione le proprie energie per far crescere il Paese”.  


     
    Monia Monni si è detta “particolarmente contenta di essere presente a festeggiare i primi 50 anni di vita dell’associazione che nasce a Scandicci ma che ormai rappresenta un’importante realtà regionale del sistema dell’antincendio boschivo e della protezione civile regionale”.

    “Voglio cogliere l’occasione – ha aggiunto Monni – per ringraziare tutte le volontarie ed i volontari de La Racchetta per il lavoro svolto in questi decenni. In particolare per quello che hanno portato avanti negli ultimi due anni di pandemia, che li ha visti in prima linea in tante attività”.

    “Inoltre – ha proseguito – sono molto orgogliosa degli obiettivi raggiunti da questa associazione in termini di crescita di iscritti, di presenza capillare sul territorio regionale, e di capacità operative. E ne sono felice perché questi obiettivi potranno consentire a La Racchetta di candidarsi a diventare un pezzo importante del nostro sistema di protezione civile regionale e della colonna mobile toscana”.

    La presidente de La Racchetta, Michela Borsò, ha passato in rassegna i livelli istituzionali presenti esprimendo l’orgoglio dell’associazione: “Siamo consapevoli della mole di impegni che quotidianamente si trovano a gestire e per questo li ringraziamo per poter essere con noi in una occasione così importante. La loro presenza rappresenta un bellissimo ringraziamento per tutti i nostri volontari, persone che prestano servizio per un grazie senza nessuna remunerazione e ci servirà da stimolo ulteriore per affrontare le sfide che il futuro ci pone davanti”.

    “Siamo onorati che un’associazione così importante per la sicurezza del territorio e dei cittadini sia nata a Scandicci, e che proprio da noi abbia scelto di festeggiare il cinquantesimo compleanno – ha affermato il sindaco Sandro Fallani – sarebbe però riduttivo parlare solo della preziosa e puntuale attività dei volontari all’interno del nostro comune, dal momento che in questi decenni la Racchetta è diventata punto di riferimento fondamentale per le emergenze e non solo in tanti altri territori, a partire dai colli fiorentini del cui coordinamento di Protezione civile facciamo parte, dalla Città metropolitana e in generale in tutta la Toscana”.

    “Questa importanza – ha precisato – non è riconosciuta solo da noi, le presenze di questi due giorni danno il senso di un ringraziamento che accomuna istituzioni e cittadinanza per questo primo mezzo secolo d’impegno”.

    “Il nostro sincero ringraziamento con l’augurio di altri cento giorni come questo da festeggiare” queste le parole di Paolo Masetti, che ha definito La Racchetta “un modello esemplare di come il ruolo del volontariato possa essere decisivo per la tutela e la difesa del territorio. È su realtà come questa che si regge il sistema della protezione civile regionale e nazionale: realtà fatta di competenza, passione, dedizione e amore per l’ambiente e il bene comune”.

    “Oggi purtroppo – ha concluso Masetti – ci troviamo sempre più spesso a fronteggiare eventi estremi e in questo quadro il rapporto e il supporto del volontariato è per noi fondamentale. Però sappiamo bene che come istituzioni dobbiamo stare accanto alle associazioni non solo nel momento del bisogno, ma accompagnarle costantemente nella crescita e nel radicamento nel territorio. E’ quello che Anci Toscana si impegna da sempre a fare, ma non si parte certo da zero: la Toscana è un esempio per tutti e l’attività del La Racchetta sta a dimostrarlo”. 

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...