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venerdì 3 Febbraio 2023
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    La pet therapy a scuola: i cani dentro all’istituto Marco Polo di Firenze

    Il preside Ludovico Arte: "Stiamo lavorando da anni alla creazione di un contesto libero e accogliente"

    FIRENZE – I cani che collaborano con progetti di pet therapy entrano in classe, incontrano gli studenti, si rapportano con loro per poi far valutare da un gruppo di esperti gli effetti sullo stress, l'umore, la percezione di sé nei ragazzi.

     

    Un innovativo progetto sperimentale è partito questa mattina all'Istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo di Firenze, molto frequentato anche dai "nostri" ragazzi chiantigiani.

     

    Alle 9 in un’aula della scuola che non a caso si chiama Liberamente, hanno fatto il loro ingresso i cani di Antropozoa, associazione di professionisti degli interventi assistiti con gli animali.

     

    Una volta a settimana fino alla fine dell'anno scolastico Polpetta e Galileo (cani che già operano da tempo nella complessità degli interventi assistiti in luoghi delicati come ospedali, centri per minori e servizi di salute mentale per minori) accompagnati dai loro operatori specializzati nella relazione di aiuti, varcheranno le porte della scuola coinvolgendo gli studenti della classe 1D in un incontro in cui i ragazzi diventano conduttori degli animali, instaurano con loro un rapporto diretto mettendo alla prova le proprie emozioni e la propria capacità di conduzione.

     

    Dopo un'ora di questa bella relazione, i cani escono dall'aula e gli studenti si confrontano “a caldo” con un esperto di pet therapy e uno psicologo che già lavora da tempo all'interno dell'istituto scolastico per rivivere e raccontare insieme ciò che il rapporto con l'animale ha stimolato.

    Il progetto è stato fortemente voluto dal professor Ludovico Arte, preside dell'ITT Marco Polo.

     

    “Stiamo lavorando da anni alla creazione di un contesto libero e accogliente, dove provare a fare educazione a tutto campo. Le scuole spesso si occupano solo della dimensione cognitiva e trascurano quella emotiva e relazionale” racconta il preside.

     

    L’ITT Marco Polo ha al suo interno un’équipe di 4 psicologi coordinati da Matteo Marini, una nutrizionista, due educatori, una tutor dell'’apprendimento oltre ad una serie di progetti di peer education. L’obiettivo è quello di creare una rete di aiuto per i ragazzi, al fine di accompagnare nel miglior modo possibile la delicata fase dell’adolescenza.

     

    “La collaborazione con Antropozoa – prosegue il preside – ci consente di mettere in campo un laboratorio sulle emozioni originale e particolarmente interessante. Siamo convinti che gli animali, agendo su un piano istintivo, possano aiutare i ragazzi a conoscersi meglio, a individuare le proprie insicurezze e a trovare un maggiore equilibrio personale”.

    “Gli studi e la pratica – spiega la dottoressa Francesca Mugnai, massima esperta di pet therapy in Italia, presidente di Antropozoa e coordinatrice del progetto – dimostrano come il rapporto con l'animale abbia un ruolo formativo di enorme rilevanza nello sviluppo mentale di un ragazzo: favorisce una vera e propria ginnastica cognitiva attraverso gli stimoli, richiamando la sua attenzione, ponendogli dei problemi e suggerendogli delle soluzioni. Questa relazione rafforza la sicurezza affettiva, riduce lo stress, diminuisce il senso di vulnerabilità. L’animale diviene un “ponte affettivo” che il bambino utilizza nei momenti di transizione e difficoltà per evitare di chiudersi in sè stesso”.

    Spesso i cani di Antropozoa sono entrati nelle aule scolastiche o in ambienti comunitari e familiari difficili per stimolare, incoraggiare, migliorare la percezione del sé, tirare fuori emozioni spesso trattenute.

     

    In questo caso invece il cane entra in un ambiente scolastico senza particolari problematiche emerse con la finalità di “mettere in azione” le risorse emotive, culturali, individuali di cui sono portatori gli studenti della scuola superiore: attraverso la presenza di un cane si possono sentire più motivati e incoraggiati nelle loro capacità emotive, attivando così risorse interne tali da modificare la percezione di sé rispetto all’altro, aumentare la motivazione all'apprendimento, collaborare in maniera attiva col il gruppo e incrementare la capacità di riconoscimento della propria posizione emotiva in un preciso momento.

     

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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