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martedì 28 Giugno 2022
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    Caro energia, la Regione Toscana istituirà un osservatorio

    Un occhio alla tenuta dell’economia - e i prezzi finali per le famiglie – e l’altro sulle emissioni in atmosfera e la transizione ecologica verso fonti rinnovabili

    FIRENZE – Schizza in alto il prezzo dell’energia, con aziende di diversi settori preoccupate dalle conseguenze e il rischio che i rincari possano frenare la ripresa e il Pil che era tornato a crescere.

    La giunta toscana ha deciso così di dar vita ad un osservatorio, per monitorare la situazione ed offrire, con il supporto di Irpet (l’istituto regionale per la programmazione economica), i dati necessari per disegnare politiche dedicate.

    Un occhio alla tenuta dell’economia – e i prezzi finali per le famiglie – e l’altro sulle emissioni in atmosfera e la transizione ecologica verso fonti rinnovabili. 

    “L’aumento del costo dell’energia sta diventando un problema sempre più grande per le imprese toscane – commenta l’assessore allo sviluppo economico della Toscana, Leonardo Marras – Siamo in costante dialogo con i settori più esposti, ma la situazione rischia di mettere in ginocchio il sistema economico nel suo complessoDobbiamo anzitutto avere dati chiari e certi su chi consuma cosa e quanto. E lo faremo, già dai prossimi mesi, grazie all’aiuto di Irpet”. 

    Ma i dati raccolti serviranno anche a gettare uno sguardo verso il futuro.

    “Vogliamo capire cosa potrà cambiare variando l’attuale ricetta energetica attuale”, spiega l’assessore all’ambiente e alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile, Monia Monni.

    “In questo modo – aggiunge – potremo simulare gli scenari connessi alle ricadute della transizione energetica: un aiuto nella programmazione futura”.

    Con approfondimenti, magari, per tipologia di impresa. 

    Dall’industria del vetro alla carta, dalla chimica alla siderurgia numerose sono le incertezze per il futuro, su una partita che si gioca essenzialmente sui tavoli internazionali dove tensioni geopolitiche – ma anche squilibri tra domanda ed offerta o fattori legati ad una transizione energetica già in atto, maggiori tasse sulle fonti fossili e limiti produttivi delle rinnovabili – hanno fatto impennare i costi. Del gas, ad esempio. Un quadro complesso e in evoluzione.   

    Già alla vigilia di Natale il presidente della Toscana Eugenio Giani aveva scritto una lettera al ministro dello sviluppo economico Giorgetti.  

    “Alcune aziende – aveva lanciato l’allarme il presidente, riferendosi in particolare alle vetrerie – sono già di fronte alla scelta di dover spegnere i forni e mandare in cassa integrazione i propri dipendenti, con alte probabilità di non poter ripartire. Altre non sono neanche in condizione di spegnere temporaneamente i forni, se non al prezzo di danneggiarli irrimediabilmente”.

    In Germania e Francia, ricordava Giani, lo Stato sta già intervenendo a sostegno.  

    “La nuova disciplina europea in materia di aiuti di Stato a favore del clima – scrive sempre Giani – prevede la possibilità di concedere sgravi alle industrie energivore esposte alla concorrenza extra-Ue”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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