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lunedì 27 Maggio 2024
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    Glifosate, Confagricoltura Toscana: “Basta pregiudizi, si può usare”

    Presa di posizione destinata a far molto discutere del presidente Marco Neri: "Chiarito che non è pericoloso"

    TOSCANA – “E' auspicabile che la politica a cominciare da chi governa la nostra Regione adesso abbandoni atteggiamenti fondati sulle presunzioni e si affidi alle certificazioni elaborate dalla scienza e eviti, finalmente e definitivamente, ai nostri agricoltori di usare un erbicida efficace e non pericoloso per la salute delle persone come il glisofate”.

     

    Così il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, lancia il proprio appello alla Regione Toscana. Ed è un appello che, visto il suo contenuto e il tema trattato, è destinato a far molto discutere

     

    “E' di qualche giorno fa – ricorda Neri – lo studio dell'Epa ( Environmental protection agency), cioè l’agenzia statunitense per la tutela dell’ambiente, sul glisofate che elimina in maniera definitiva ogni pre-giudizio e ogni dubbio sulla pericolosità di questa sostanza. Sarebbe quindi utile che anche chi ha il diritto-dovere di prendere decisioni politiche ne tragga le dovute conseguenze”.

     

    “L’agenzia Usa – continua Marco Neri – ha infatti precisato che non vi sono motivi di preoccupazione quanto a rischi di tipo alimentare per alcun segmento della popolazione, neanche seguendo le ipotesi più prudenziali applicate nelle valutazioni. E non si tratta di un giudizio estemporaneo ma di rilevazioni scientifiche che già avevano trovato riscontro negli studi dell’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), dalla BFR (l’Agenzia per la sicurezza alimentare tedesca) e delle autorità canadesi per la salute (Health Canada). C'è cioè una comunità scientifica internazionale che in luoghi e tempi diversi ha fatto studi che hanno prodotto tutti lo stesso identico risultato sulla non pericolosità del Glisofate. Di questo ora c'è solo da prendere atto”.

     

    “Sarebbe quindi utile che anche le istituzioni pubbliche nazionali e regionali – conclude Neri – prima di ricorrere alla demonizzazione di alcune modalità produttive, affrontino le questioni in maniera razionale così da impostare le proprie decisioni al rispetto degli studi prodotti dalla comunità scientifica internazionale”.

    di REDAZIONE

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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