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martedì 21 Maggio 2024
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    Ansie e paure ai tempi del Coronavirus: sul Gazzettino i consigli di due psicologi

    Il dottor Tommaso Ciulli e la dottoressa Laura Berti ci danno tutta una serie di spunti per affrontarle

    Negli ultimi giorni abbiamo, tutti noi, assistito al presentarsi di una situazione al di fuori del nomale. Al di fuori di quanto immaginabile fino a qualche mese fa.

     

    Inoltre la situazione è andata mutando negli ultimi giorni e ore in modo repentino e senza precedenti. È probabile che tutto ciò abbia generato degli effetti psicologici in molti di noi.

     

    Possiamo aver provato emozioni che consideriamo spiacevoli; come paura, ansia e preoccupazione. Ma possono anche essersi presentati effetti fisici, quali insonnia, inappetenza, sensazione di sentirsi fiacco o, all’opposto, agitato.

     

    La lista di sintomi psicologici o fisici potrebbe essere lunga poiché dipende molto da come ognuno di noi sta vivendo nella propria vita questa situazione e non sarebbe strano se qualcuno avesse sperimentato o stia sperimentando somatizzazioni di qualche tipo.

     

    Prima di tutto ci preme puntualizzare che qualsiasi reazione psicologica derivante da tutto ciò è più che normale e comprensibile. Siamo essere umani ed è così che funzioniamo. È una situazione nuova e anche difficilmente interpretabile.

     

    Proprio per questo, il nostro cervello si sforza ancora di più per cercare spiegazioni precise, puntuali; rischiando però di incappare in un ciclo d’ansia nel momento in cui non si trova quanto si va cercando. In merito alle emozioni di ansia e paura, va sottolineato che, in quanto emozioni, non sono negative di suo, ma siamo noi che gli attribuiamo questo significato.

     

    Al contrario, invece, ci sono generalmente utili. Il punto è da cosa sono mediate queste emozioni. Oggi usiamo i social, guardiamo i telegiornali ed abbiamo accesso illimitato ed istantaneo a tante informazioni.

     

    Purtroppo però, possiamo però anche essere sovraesposti alle informazioni (Infodemia) e questo, adesso, crea una confusione che può portarci a provare ansia e preoccupazioni che vanno sopra la soglia di utilità, creando in noi solo altra ansia e preoccupazione non costruttiva.

     

    Quindi, la raccomandazione è limitarsi ad informarsi dai canali ufficiali e dalle pagine istituzionali. Se stando sui social, ci rendiamo conto che nell’arco dei minuti iniziamo a sperimentare un crescendo di varie emozioni quali ansia, frustrazione, rabbia; togliamo il telefono o spegniamo il computer, cercando un’attività molto semplice da fare in sostituzione: vedere un film, leggere un libro o fare le parole crociate.

     

    Se siamo immersi in un turbinio di informazioni, teniamo a mente questi punti:

     

    1) La fonte è attendibile? Se la risposta è NO allora lasciamo perdere

     

    2) cerchiamo di evitare la ricerca compulsiva di informazioni. Chiedersi se la ricerca che stiamo facendo ci è utile o sta solo aumentando le nostre emozioni spiacevoli.

     

    3) Razionalizziamo le informazioni che ci arrivano. Ci soni utili? Come sopra, qual è la fonte? Ci danno veramente qualcosa in più rispetto a quello che sapevamo prima?

     

    4) Diffondiamo, in modo ragionato e responsabile, informazioni affidabili. Rischiamo di generare ansia e preoccupazione nell’altro. Non agiamo di impulso facendo girare vocali, foto, video, messaggi non utili.

     

    5) Parliamo con chi ci sta accanto (o via chat, whatsapp o altro) di come ci sentiamo, di cosa ci sta passando per la testa in quel momento, scriviamolo nero su bianco. Scrivere può evitare un rimuginio eccessivo. Se stiamo rimuginando da più di due minuti, probabilmente non è utile.

     

    Ma oltre ad ansia e paura, possiamo iniziare a sperimentare anche frustrazione e rabbia, ed ognuno di noi può reagire in modi anche molto diversi.

     

    Per prima cosa, serve cercare di capire da cosa sono originate queste emozioni. È possibile che derivino dall’impossibilità di uscire, dal dover stare chiusi in casa, dalle limitazioni lavorative o quotidiane.

     

    A monte di questi stati c’è sempre un intenso rimuginio, chiediamoci quanto è utile pensare e ripensare a tutto. Fermiamoci sul presente e pensiamo a cosa potremmo fare in questo momento, anche e soprattutto di piacevole.

     

    Ricordiamoci che quando siamo molto intenti a rimuginare o presi dalle emozioni, è probabile che si trovino difficoltà a pensare a cosa potremmo fare di alternativo.

     

    Alla fine dell’articolo, si può consultare una lista di attività piacevoli ed utilizzarla come promemoria per attività da poter svolgere in qualsiasi momento.

     

    Possiamo stampare o scrivere questa lista, mettendola in giro per casa. Possono sembrare cose “piccole” ma sono utili a mantenere certi equilibri ma soprattutto come detto poco sopra, non vengono in mente quando servono.

     

    Applichiamo quello che viene definito problem solving.

     

    Se ci sentiamo invasi da forti emozioni il primo passo è definire qual è il problema, nelle parti più specifiche, immaginare una serie di soluzioni – anche le più assurde – selezionarne alcune, metterne in atto una e poi valutare se ciò ha risolto il problema. In caso negativo, prendere in esame le altre ipotesi e ripetere da capo.

     

    Rimaniamo sulle abitudini: anche se potremmo restare in pigiama tutto il giorno, curiamo comunque l’aspetto personale, facciamo la doccia e cambiamoci i vestiti, curiamo la casa, facciamo una lista delle cose che potremmo fare di stanza in stanza e cose ordinarie.

     

    Manteniamo gli orari di sonno-veglia e dei pasti. Se possibile, facciamo dei programmi a breve, medio e lungo periodo mettendoci degli obiettivi raggiungibili anche in giornata. Manteniamo i contatti sociali con telefonate, whatsapp, skype.

     

    Chiamiamo quell’amico/a, parente che volevamo sentire e che non abbiamo mai sentito per questioni di lavoro. Usciamo sul terrazzo, in giardino; nei limiti concessi dai decreti, apriamo le finestre.

     

    Non scordiamoci di mettere tra le possibili routine anche piccoli allenamenti ed in questo ci possono aiutare alcune applicazioni per smartphone o video tutorial nelle quali possiamo trovare allenamenti da poter fare in casa. Bastano attività anche di pochi minuti.

     

    Se il Comune di residenza organizza delle attività di volontariato, possiamo cercare informazioni riguardo alle modalità, alle tempistiche ed ai servizi.

     

    Infine, come suggerito dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), se vi sentite emotivamente molto provati da tutto ciò, potete contattare un professionista psicologo e/o psicoterapeuta.

     

    Ad oggi è possibile usare tecnologie quali Skype o Whatsapp per delle sessioni a distanza.

     

    La lista delle attività piacevoli

     

    Guardare un film

     

    Costruire un modellino

     

    Sistemare il giardino

     

    Fare ginnastica

     

    Fare un gioco da tavolo

     

    Telefonare a qualcuno

     

    Suonare uno strumento musicale

     

    Imparare a fare qualcosa guardando dei tutorial su youtube

     

    Giocare al PC

     

    Disegnare o dipingere

     

    Risolvere un rebus

     

    Preparare un pasto/dolce osservando un tutorial su internet

     

    Meditare

     

    Pregare

     

    Farsi la barba

     

    Ascoltare musica

     

    Curare il proprio aspetto fisico

     

    Ridipingere una parte della casa

     

    Fare dei piccoli lavoretti di casa

     

    Scrivere una poesia

     

    Giocare a carte

     

    Leggere un libro

     

    Fare volontariato

     

    Tenere un diario

     

    Iniziare una serie televisiva, concedendosi un paio di episodi al giorno

     

    Leggere il giornale/quotidiano

     

    Seguire dei corsi online

     

    Cucire o imparare a cucire

     

    Stirare o imparare a stirare

     

    Mettere in ordine casa (cantina, cucina, camera da letto, i vestiti, le foto sul PC, ecc.)

     

    Farsi una lunga doccia o bagno

     

    Tommaso Ciulli e Laura Berti

    di TOMMASO CIULLI – LAURA BERTI

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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