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martedì 18 Giugno 2024
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    San Giovanni di Dio: nuove tecnologie nel laboratorio di analisi di Torregalli

    Esami del sangue più veloci e riduzione dei costi di assistenza e manutenzione

    FIRENZE – Un migliore utilizzo del personale tecnico e una maggiore velocità di esecuzione degli esami: sono i due principali vantaggi del nuovo sistema analitico di ultima generazione di cui si è dotato il laboratorio del San Giovanni di Dio per le analisi del sangue.

     

    Punto di riferimento per tutto il territorio di Firenze e provincia, grazie alla nuova strumentazione installata, il laboratorio di analisi può contare sulla riduzione degli strumenti (da 8 a 6) con una conseguente riduzione dei costi di assistenza e manutenzione.

     

    A consentire anche un migliore utilizzo degli operatori, importante è stata la riduzione, resa possibile dalla nuova tecnica, del numero dei tecnici impiegati nell’esecuzione (da 3 a 2). I nuovi strumenti sono programmati per l’accensione automatica e quindi all’arrivo in laboratorio, gli operatori li trovano pronti all’uso. Le principali manutenzioni sono eseguite in automatico in giorni predefiniti.

     

    “Si tratta di un sistema di ultima generazione ben performante sia qualitativamente che quantitativamente – dichiara Americo Giovanni Taricone, dirigente medico e referente Dipartimentale Rischio Clinico del San Giovanni di Dio – Come tutti i sistemi complessi ha bisogno di un’attenzione maggiore e di una preparazione tecnica che i miei colleghi hanno ottenuto sia con l'aiuto della ditta fornitrice ma soprattutto con la loro preparazione di base”.

     

    Il nuovo sistema analitico comprende due catene di tre strumenti collegati tra di loro da un caricatore automatico. La presenza di questo tipo di caricatore ha favorito molto la gestione quotidiana dei campioni il cui caricamento in precedenza veniva eseguito in maniera manuale. Le due catene sono interscambiabili e sono state programmate per poter essere considerate l’una il back up dell’altra in caso di fermi macchina. La tecnica del nuovo sistema analitico, inoltre, ha messo in evidenza varianti emoglobiniche – forme mutanti, cioè, di emoglobina – che prima non erano visibili.

     

    “Questo perché – spiega Taricone – la strumentazione che utilizzavamo e che è in utilizzo alla maggior parte dei laboratori, non era in grado di evidenziarle. Il fatto è che tali varianti emoglobiniche, pur non avendo alcun significato clinico – non determinano anemia, infatti – rappresentano un rilievo di laboratorio che va segnalato”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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