mercoledì 14 Aprile 2021
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    Negli ospedali della Ausl Toscana Centro sono 450 i ricoverati nei letti Covid (70 in terapia intensiva)

    Ecco come funziona tutto il complesso sistema di monitoraggio dei posti letto nei 13 presidi ospedalieri (più Careggi) delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Un puzzle da comporre ogni giorno

    FIRENZE – Un coordinamento di rete inter ed extra ospedaliera a supporto dei singoli presidi afferenti all’Ausl Toscana Centro, ma anche in stretta collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi nell’ottica di una reciproco sostegno nella gestione dell’emergenza Covid.

    Questo è il modello avviato da tempo dall’Asl Centro, in cui gli stessi Dipartimenti aziendali comunicano in sinergia tra loro. In questa “terza ondata” pandemica questo tipo coordinamento continua ad essere applicato per gestire al meglio la pressione dei ricoveri negli ospedali, che nelle ultime settimane ha registrato un progressivo aumento in tutta l’area vasta.

    Ad oggi i pazienti ricoverati in area medica sono circa 450 e circa 70 in terapia intensiva in tutti i presidi aziendali.

    Nelle zone di Prato, Pistoia ed Empoli si è verificato un incremento di circa 250 posti letto Covid nelle ultime settimane.

    Nel momento in cui si genera una pressione sui posti letto in uno specifico ospedale per la gestione dei ricoveri Covid, ma anche no Covid, viene sostenuto nell’ambito della rete ospedaliera da altri presidi.

    E’ il caso ad esempio dell’ospedale SS Cosma e Damiano che ha attivato 50 posti letto Covid per supportare il San Jacopo di Pistoia e rafforzare la rete ospedaliera aziendale.

    “La nostra azienda si configura come una struttura orizzontale, già organizzata per essere flessibile. E’ una rete planare a cerchi concentrici, che si integra a più livelli sia all’interno dello stesso presidio, ma anche con gli altri ospedali” sottolinea il dottor Giancarlo Landini, direttore Dipartimento specialistiche mediche.

    “Il Dipartimento di area medica – spiega – ha già un numero di letti variabili, non specialistici, da utilizzare secondo le varie esigenze. Con l’arrivo della pandemia abbiamo agito fin da subito in un’ottica multidisciplinare, i nostri professionisti sono abituati a questo tipo di gestione. Il metodo di lavoro ad alta intensità è già portato avanti da tempo dalle nostre medicine interne”.

    La stretta collaborazione tra tutti e 13 presidi ospedalieri, ognuno nella loro rispettiva funzione, permette di continuare a gestire con grande professionalità degli operatori questa fase epidemica e di garantire adeguata assistenza sanitaria a tutto il territorio di riferimento.

    E’ attivo anche un continuo monitoraggio dei posti letto con l’Ospedale Careggi, per valutare le esigenze ed intervenire a sostegno della rete.

    “E’ quello che gli infermieri “bed manager” rilevano più volte al giorno – aggiunge il dottor Paolo Zoppi, direttore Dipartimento Infermieristico e Ostetrico Asl Centro – in collaborazione stretta e continua con le Direzioni Sanitarie degli ospedali ed i medici dei Dipartimenti coinvolti”.

    “Questo puzzle – prosegue -fatto di tanti pezzi in continua trasformazione e mai uguali, viene ricomposto come sintesi generale da una responsabile presso il Dipartimento Infermieristico, esaminato dalla Direzione aziendale collegialmente con le direzioni mediche ed infermieristiche degli ospedali, due volte al giorno”

    “Sulla base dell’immagine che si compone giorno per giorno – conclude Zoppi – vengono assunte le decisioni che devono comunque essere tempestive ed efficaci nel contempo. Tutto questo è reso possibile grazie alla creazione di una rete flessibile ed integrata che condivide non solo risorse ma anche e soprattutto strumenti, competenze e l’obiettivo della miglior assistenza possibile ai nostri cittadini”.

    “Il dipartimento di chirurgia – sono parole del dottor Stefano Michelagnoli, direttore Dipartimento chirurgico Ausl Toscana Centro – collabora a sostenere lo sforzo del dipartimento di medicina affiancando i colleghi internisti nelle loro attività Covid e non Covid”.

    “E’ inoltre molto impegnato – rimarca – nel cercare di mantenere una offerta chirurgica adeguata a tutti i pazienti con patologia urgente e non differibile sfruttando a pieno la mobilità delle equipe sia all’interno della nostra rete ospedaliera utilizzando gli ospedali attualmente meno coinvolti dall’impatto Covid (ad esempio Borgo San Lorenzo e Torregalli) e anche utilizzando ampiamente le sale operatorie delle strutture private accreditate messe a disposizione del dipartimento”.

    Un altro elemento di forza è il ruolo svolto dall’ospedale Serristori di Figline che continua ad essere punto di riferimento per il ricovero dei pazienti Covid della zona sud est di Firenze, in stretta sinergia con l’ospedale Santa Maria Annunziata.

    L’ospedale Serristori assume di fatto il nuovo ruolo di ospedale destinato a ricoveri medici internistici dei pazienti con un’equipe medica ed infermieristica dedicata, in stretta collaborazione con i medici di medicina d’urgenza territoriale, del pronto soccorso e in sinergia con gli specialisti di altri presidi ospedalieri, in particolare il più vicino Santa Maria Annunziata.

    In questo modo sono garantiti i necessari standard assistenziali ai pazienti ricoverati senza necessità di spostamenti degli stessi.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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