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martedì 7 Febbraio 2023
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    Sacchetti per frutta e verdura (e non solo) a pagamento: Unicoop Firenze precisa

    "Prevista la possibilità alla cassa di togliere il centesimo se il prodotto non è imbustato"

    FIRENZE – Davanti al fiorire (a tratti a dir poco grottesco) di polemiche attorno all'entrata in vigore della legge che prevede il pagamento dei sacchetti per imbustare, ad esempio, la frutta e la verdura al supermercato, ecco arrivare le precisazioni di Unicoop Firenze.

     

    Che prima di tutto ricorda cosa dice la legge entrata in vigore dal 1° gennaio del 2018, ovvero l’articolo 9-bis della legge di conversione n. 123 del 3 agosto 2017 (il Decreto Legge Mezzogiorno) che stabilisce che "le borse di plastica non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite".

     

    Per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma sono previste multe che vanno da 2.500 a 25.000 euro. Ma le sanzioni possono arrivare anche fino a 100.000 euro in caso di "ingenti quantitativi" di buste fuorilegge.

     

    "Di fronte alle richieste di soci e consumatori di portare da casa o riutilizzare buste proprie per i prodotti freschi – ricorda Unicoop Firenze – è di nuovo la legge a dare risposta: con una circolare il ministero dell'Ambiente ha già fatto sapere che, per motivi igienici, i sacchetti non potranno essere portati da casa o riutilizzati. Naturalmente è prevista la possibilità alla cassa di togliere il centesimo se il prodotto non è imbustato".

     

    Dal 1 gennaio 2018 quindi, nei negozi Unicoop Firenze sacchetti bio a 1 centesimo per i prodotti sfusi dell’ortofrutta, i prodotti serviti al banco carne e al banco pesce e per le richieste di soci e clienti in cassa.

     

    "La cifra più bassa possibile – rimarca la cooperativa – che copre solo una parte del costo effettivo,, per ridurre al minimo il disagio di soci e clienti, spingendo così anche catene concorrenti a praticare lo stesso prezzo".

     

    "I sacchetti per i reparti freschi – prosegue – non sono in realtà una novità per Unicoop Firenze che già da maggio 2017, ha provveduto alla completa eliminazione delle buste tradizionali e all’introduzione del Mater Bi di ultima generazione anche nei reparti sfusi: in anticipo rispetto agli obblighi di legge e facendosi carico dell’intero costo, la cooperativa ha infatti introdotto i sacchi leggeri e ultraleggeri utilizzati per il trasporto di merci e prodotti di gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria, biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%".

     

    "L’Osservatorio di Assobioplastiche – precisa Unicoop Firenze – che ha svolto una prima ricognizione di mercato della grande distribuzione relativamente al prezzo dei sacchetti biodegradabili e compostabili, stima che il consumo di sacchi per ortofrutta e per il cosiddetto secondo imballo (quello dei prodotti che prima vengono incartati, come carne, pesce, gastronomia, panetteria) si aggiri complessivamente tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi all'anno".

     

    "Secondo i dati dell'analisi Gfk-Eurisko presentati nel 2017 – dice ancora – le famiglie italiane effettuano in media 139 spese all'anno nella grande distribuzione. Ipotizzando che ogni spesa comporti l'utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti, che al costo un centesimo applicato dalla Cooperativa, si traducono in 4,17 euro l’anno".

     

    "Quello che per molti è una novità di oggi – rivendicano – per Unicoop Firenze è una scelta che risale addirittura al 2009, quando Unicoop Firenze ha scelto i sacchetti biodegradabili al posto degli shopper tradizionali alle casse. Una decisione che, in termini ambientali, in otto anni ha prodotto numeri di successo. Oggi il 70% dei clienti Unicoop Firenze ha imparato a usare borse riutilizzabili".

     

    "Inoltre – concludono – dal 2009, la cooperativa ha di fatto prodotto e fatto produrre 4.900 tonnellate in meno di rifiuti di plastica e ha emesso nell'ambiente 3.000 tonnellate di anidride carbonica in meno rispetto a quanto sarebbe successo in assenza di queste scelte ecosostenibili. L’introduzione del Mater-Bi per l’ortofrutta invece è cominciata nel 2012 con la sperimentazione in alcuni punti vendita e dal 2014 hanno i sacchetti compostabili tutti i punti vendita di Unicoop Firenze".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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