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sabato 10 Giugno 2023
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    Sangue, Avis Toscana: “Sofferenza diffusa, il sistema va messo in sicurezza”

    I dati presentati all'assemblea regionale dell'associazione: donazioni totali in calo del 3,9%, ma in Avis cresce il numero delle donne under 25

    FIRENZE – Calano le donazioni totali di sangue in Toscana: nel corso del 2022 sono state raccolte 203.640 unità contro le 211.892 dell’anno precedente, pari a una diminuzione del 3,9 %.

    Avis conta però su aspetti incoraggianti come la crescita delle donne donatrici nella fascia under 25 e quella generale dei nuovi iscritti ad Avis Toscana (+ 1,1%).

    Sono i dati resi noti in occasione della 52esima Assemblea regionale Avis Toscana, a Follonica. Alla due giorni prendono parte gli assessori regionali Serena Spinelli (sociale), Simone Bezzini (salute), Alessandra Nardini (istruzione) e Leonardo Marras (attività produttive), il presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, il consigliere regionale e vicepresidente della commissione sanità Andrea Ulmi, la consigliera regionale e membro della commissione sanità Donatella Spadi, il sindaco di Follonica Andrea Benini, la direttrice del Centro regionale sangue Simona Carli, la direttrice sanitaria dell’Asl Toscana Sud Est Simona Dei e tanti protagonisti del sistema sangue toscano.

    Il calo delle donazioni si relaziona ad una flessione generale del numero dei donatori in Toscana, così come – viene rilevato – diminuisce anche la quota delle donazioni pro capite.

    In questo contesto Avis Toscana continua a rappresentare il 52% della raccolta totale, mentre il 37% arriva da altre associazioni e l’11% da non associati.

    Emergono anche alcune note positive. La prima consiste nella crescita del numero dei nuovi soci donatori Avis (+1,1 %): i 7.018 nuovi ingressi rappresentano il 9,8% della forza associativa di Avis Toscana (71.425 donatori attivi).

    L’altra bella novità è rappresentata dalla composizione dei donatori. Qui, sempre per quel che concerne la situazione specifica di Avis, il primato delle donne nella fascia d’età 18–25 è netto: rappresentano il 53% dei soci donatori ed il 52,6% dei nuovi soci. Una tendenza, quest’ultima, confortante nell’ottica di un più ampio coinvolgimento delle giovani generazioni.

    “Quella che presentiamo – il commento della presidente di Avis Toscana Claudia Firenze – è l’istantanea di una sofferenza diffusa, corredata da qualche spiraglio che infonde speranza per il futuro, specie in relazione al dato sulle giovani donne”.

    “Questi numeri – prosegue – certificano l’esistenza di fattori di criticità trasversali a tutto il segmento trasfusionale toscano e devono indurre una riflessione urgente sulle contromisure necessarie per garantire la tenuta del sistema. La carenza di sangue, plasma ed emoderivati merita di essere affrontata tramite passaggi come quello di oggi, mettendo a confronto decisori pubblici, associazioni e trasfusionisti per tratteggiare un orizzonte d’intervento concreto e condiviso. Serve uno scatto in avanti e serve adesso, specie rispetto alla donazione di plasma”.

    Tra le priorità, in questo senso, si evidenzia la necessità di dotarsi di strumenti e sinergie capaci di assicurare l’autosufficienza del sistema, unita a misure capaci di rendere l’accesso alla donazione ancora più semplice, a partire da una maggiore flessibilità dei centri trasfusionali anche nella riorganizzazione di orari e aperture.

    “Quella di Avis in Toscana – dichiara l’assessora regionale alle politiche sociali e per il Terzo settore Serena Spinelli – è una grande comunità unita da un impegno solidale, che svolge un ruolo centrale per la donazione del sangue e del plasma, affinché arrivi nei nostri ospedali a chi ne ha bisogno. Un ringraziamento per questo e in particolare alle migliaia di volontari e volontarie che la animano, anche con tante attività che contribuiscono alla coesione del nostro tessuto sociale. E’ importante lavorare insieme per sostenere il sistema e rinnovare l’appello a donare, che può salvare la vita agli altri e fa bene anche a noi stessi”.

    “Per quanto riguarda la donazione del sangue, la Toscana è una delle regioni più virtuose: autosufficiente per gran parte dell’anno, seppur con momenti di sofferenza in estate – sottolinea l’assessore al Diritto alla salute della Toscana, Simone Bezzini – Dobbiamo dunque pensare subito da ora, tutti insieme, a strategie che ci permettano di essere autonomi ed autosufficienti nel lungo periodo. Nei primi mesi del 2023 abbiamo assistito ad una ripresa delle donazioni, grazie anche alle tante iniziative messe in campo insieme ad Avis ma anche ad Unicoop Firenze ed Unicoop Tirreno. Con il Centro regionale sangue stiamo lavorando per risolvere alcune criticità, per costruire un sistema a misura di donatore, con orari flessibili. Un ringraziamento va comunque ai 115 mila donatori che ogni giorno compiono un atto gratuito, anonimo, responsabile e volontario”.

    “Chiaramente – aggiunge l’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini – la riduzione delle donazioni è un dato preoccupante. Però voglio anche sottolineare un altro dato: l’aumento delle giovani donne donatrici; questo evidenzia come promuovere soprattutto verso le giovani generazioni la cultura del dono, far crescere in loro il seme della solidarietà, sia fondamentale, significa andare nella giusta direzione. Per questo ci tengo a ringraziare, ancora una volta, Avis per le azioni che ha già messo in campo in questo senso, dall’educazione delle bambine e dei bambini attraverso il gioco con “Capitan Avis”, alla sensibilizzazione delle studentesse e degli studenti nelle mense universitarie grazie alla collaborazione con l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario. Questo non è il momento di allentare l’attenzione, dobbiamo provare a fare di più per promuovere le donazioni”.

    “Grazie ad Avis e a tutti i vostri volontari – dice il presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo – Insieme alle altre associazioni rappresentate la colonna portante per la nostra sanità. Il sangue è alla base del nostro sistema sanitario, rappresenta il carburante dei nostri ospedali. In Toscana possiamo contare numeri che ci collocano tra le regioni più virtuose. Un vero esercito di bontà e altruismo. Ma dobbiamo impegnarci tutti impegnarci affinché risalgano e crescano i numeri. Dobbiamo parlarne tutti, lanciando messaggi positivi, soprattutto alle nuove generazioni. Dobbiamo anche, dove possibile, migliorare le procedure, e le modalità di accesso al servizio trasfusionale. Associazioni, Regione e Asl, stanno lavorando insieme, come sempre”.

    “Da parte della politica l’attenzione è massima – conclude – con sensibilità e la consapevolezza che il vostro ruolo sia un tassello fondamentale del mosaico. Il consiglio regionale si impegnerà a sostenere, con le risorse che avrà a disposizione, le campagne di sensibilizzazione verso la donazione di sangue promosse dalle associazioni di volontariato”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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