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martedì 18 Giugno 2024
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    Disturbi del comportamento alimentare: a Empoli c’è il centro specializzato

    Seguiti 369 pazienti. Il direttore sanitario: "Più trattamenti ambulatoriali e meno ricoveri". Il lavoro dell'équipe multidisciplinare

    FIRENZE E TOSCANA – Nella Casa della salute di Empoli è operativo un Centro per il trattamento dei disturbi alimentari (DCA), coordinato dal dottor Stefano Lucarelli. La struttura è parte del Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’AUSL Toscana centro diretto dal dottor Giuliano Casu.

     

    Le problematiche correlate al comportamento alimentare sono da tempo all’attenzione dei professionisti del settore e richiedono l’intervento di una équipe multidisciplinare per giungere ad una diagnosi precoce e quindi ad una tempestiva presa in carico per evitare complicanze mediche e la eventuale cronicizzazione.

     

    E’ necessario quindi trattare questi disturbi precocemente e tempestivamente, con metodi e trattamenti adeguati attraverso un approccio multidisciplinare integrato in strutture di cura specializzate come il Centro di Empoli che offre trattamenti ambulatoriali intensivi e continuità delle cure per tutte le fasce di età. L’équipe dei professionisti è composta da psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e dietisti. I disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa e alimentazione discontrollata (in inglese BED – Binge eating disorder) costituiscono una emergenza sanitaria e sociale per gli effetti devastanti sulla salute e sulla vita di adolescenti, giovani ed adulti.

     

    Si tratta di una condizione complessa caratterizzata dalla presenza di un rapporto anomalo con il cibo, da una estrema preoccupazione per la forma fisica e da una alterata percezione del proprio corpo; tutte condizioni che possono compromettere gravemente la salute di tutti gli organi ed apparati del corpo. Nei primi otto mesi del 2018, nel Centro empolese sono state effettuate 241 prime visite (169 per adulti e 72 per minori). 1.183 sono state le visite di controllo (948 per gli adulti e 235 per minori).

     

    Sempre nello stesso periodo, sono state effettuate 1.629 valutazioni da parte dei dietisti e 263 prestazioni di psicoterapia individuale. I ricoveri in struttura riabilitativa per l’infanzia e adolescenza sono stati 11 e 9 per gli adulti.Attualmente il Centro segue 369 pazienti adulti di cui 92 con diagnosi di anoressia nervosa, 102 con diagnosi di bulimia nervosa e 175 pazienti con diagnosi di BED.

     

    “Per i pazienti per i quali si registra una mancata risposta ai trattamenti ambulatoriali – spiega il dottor Lucarelli – in presenza di rischio fisico o psichiatrico o se sono poco motivati e complianti, si ricorre ad un ricovero in una struttura residenziale riabilitativa. L’Azienda sanitaria ha stipulato una convenzione con la Casa di cura Villa dei Pini di Firenze, organizzata con una équipe multidisciplinare che prende in carico il paziente ed effettua la pianificazione alimentare, il monitoraggio del peso e l’assistenza durante i pasti oltre ad interventi psicologici e psicoeducativi individuali e di gruppo.” Questo tipo di intervento viene effettuato in stretta collaborazione con gli operatori del Centro per favorire ed agevolare la continuità assistenziale sia durante il ricovero che nella fase post-dimissione.  

     

    “L’obiettivo del Dipartimento di salute mentale e dipendenze – aggiunge il dottor Casu – è costruire un percorso unico aziendale per questa area. Finora mancava, alle persone con disturbi alimentari e alle loro famiglie, un riferimento unitario che si facesse carico di queste gravi patologie secondo il modello della continuità terapeutica: il gruppo curante deve sempre essere lo stesso nei diversi momenti dell’intervento terapeutico (attività ambulatoriali, percorsi di ricovero o riabilitativi, intervento sulle famiglie). Un importante contributo nella fase progettuale e organizzativa è venuto dalle Associazioni degli utenti e dei familiari con le quali il Dipartimento mantiene un continuo e produttivo rapporto di confronto e collaborazione.”

     

    Il Centro disturbi alimentari collabora anche con l’Ospedale Serristori sia per la gestione dei pazienti in Day Hospital che in degenza. Il percorso per i minori è effettuato in stretta collaborazione con l’ospedale pediatrico Meyer, sia a livello di accesso al Pronto Soccorso per i casi in urgenza che a livello di degenza per i pazienti ricoverati per cure salva vita e per l’avvio del percorso riabilitativo. Importante la collaborazione con la Chirurgia bariatrica dell’ospedale Santa Maria Nuova a Firenze: quando al paziente viene riscontrato un discontrollo alimentare si procede con l’invio al centro DA empolese per seguire un percorso multidisciplinare ed effettuare la preparazione all’eventuale intervento chirurgico.

     

    Tutti i pazienti, dopo le dimissioni da una struttura riabilitativa o da un reparto ospedaliero sono rinviati al Centro DA per proseguire un programma individuale di trattamento. “Il percorso clinico diagnostico assicurato ai pazienti, – sottolinea Emanuele Gori, direttore sanitario dell’AUSL Tc-  ha permesso una marcata riduzione delle ospedalizzazioni garantendo al paziente ed ai familiari la completa presa in carico. Per quanto riguarda i trattamenti ambulatoriali, rispetto al 2017 si è registrato un incremento superiore al 40%. Un settore quindi in evoluzione, per il quale l’Azienda è impegnata nell’organizzazione dell’apertura di un secondo Centro specializzato all’Ospedale Piero Palagi in modo da poter offrire ai pazienti due punti di accesso nella nostra area territoriale che possono garantire oltre all’appropriatezza anche una maggiore prossimità ed accessibilità alle cure.”

     

    Come si accede alle cure:L’accesso al Centro DA di Empoli avviene attraverso un CUP dedicato al numero 0571 – 878571 per la prenotazione della prima visita. Il paziente sarà valutato da uno psichiatra o neuropsichiatra infantile nel caso di minore. Saranno concordati appuntamenti successivi per la fase di valutazione/diagnostica (valutazione dietetica, somministrazione di test, eventuali colloqui psicologici di approfondimento con il paziente e/o con i familiari).

     

    La fase di valutazione si conclude nell’arco di un mese, dopodiché il paziente viene rivalutato. Nel caso in cui sia diagnosticato un disturbo alimentare sarà proposto un percorso di cura ed i trattamenti necessari. Il progetto di cura è personalizzato per età,tipologia del disturbo e relative comorbilità, gravità e stato del contesto ambientale.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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