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mercoledì 28 Settembre 2022
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    A Gaiole in Chianti la conferenza dal titolo “Romani nel Chianti: le iscrizioni di Monti”

    Venerdì 16 settembre alle 18.30 alle Ex Cantine Ricasoli, nell'ambito della mostra "I Romani del Chianti / Romans in Chianti" visitabile fino al 18 settembre

    GAIOLE IN CHIANTI – È in programma venerdì 16 settembre, alle ore 18.30, alle Ex Cantine Ricasoli di Gaiole in Chianti la conferenza dal titolo “Romani nel Chianti: le iscrizioni di Monti.”

    Chantal Gabrielli, storica ed epigrafista dell’Università di Firenze, di recente ha studiato le due iscrizioni di Monti, ricavandone preziose informazioni.

    Ne parlerà durante questa conferenza organizzata alle Ex Cantine Ricasoli dove le due iscrizioni sono esposte, nell’ambito della mostra “I Romani del Chianti /Romans in Chianti”, organizzata dal Comune di Gaiole con la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e della Florida State University. La mostra rimarrà visitabile fino al 18 settembre.

    Agli inizi del Novecento il disfacimento di un muro presso la pieve di San Marcellino a Monti permise di recuperare tra le macerie due epigrafi romane, riconosciute come tali e pubblicate nella raccolta delle iscrizioni latine (Corpus inscritionum latinarum).

    Si trattava di un’ara e di una base di statua, entrambe iscritte, che illuminano un momento importante della storia del territorio in epoca romana, quando a Monti esisteva un articolato complesso edilizio – probabilmente una villa – che visse e fu frequentata almeno fino alla tarda antichità.

    In anni recenti i dintorni della chiesa sono stati oggetto da parte dell’Università di Siena di ricerche archeologiche di superficie e di scavo che hanno rivelato resti dell’esteso edificio sul quale insiste la chiesa stessa.

    Diversi elementi architettonici di marmo della villa, come capitelli e colonne, sono stati riutilizzati nelle strutture della chiesa e le due epigrafi sono conservate in essa, dove gli abitanti le hanno sempre viste, magari ignorandone l’origine.

    La conferenza è anche l’occasione per salutare questa importante mostra, in attesa del Museo “Alle origini del Chianti”, che ne prenderà presto il posto.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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