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sabato 1 Ottobre 2022
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    Iniziata la rassegna del Chianti Classico a Greve. Il sindaco: “Greve guardi ai Comuni del senese”

    GREVE IN CHIANTI – E anche la 43esima edizione dell'Expo del Chianti Classico di Greve in Chianti è ufficialmente iniziata, alle 17.45 di oggi, con il taglio del nastro da parte del sindaco di Alberto Bencistà.

     

    Poi, dopo un rapido giro degli stand, accompagnati dai vessilli dei rioni di Greve e dalle note della street band, la presentazione ufficiale. Sul palco, accanto a Bencistà, il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Sergio Zingarelli.

     

    "Inauguriamo un Expo – ha esordito Bencistà – all'insegna del moderato ottimismo, sia a livello di mercato vitivinicolo che turistico. Voglio subito dire che l'Expo è una manifestazione per la quale l'impegno del Comune è oltremodo rilevante: fino ad oggi siamo riusciti orgogliosamente a mantenere l'equilibrio economico con forze nostre".

     

    Poi ha fatto un po' di conti… in piazza: "La manifestazione costa 67mila euro. Si lavora con gli incassi degli espositori (11.800 euro, ogni stand costa a loro solo 200 euro per quattro giorni) e con la vendita dei bicchieri. Non abbiamo contributi da altri enti. C'è la collaborazione del Consorzio Gallo Nero, ma c'è soprattutto un grande lavoro del comune, dei suoi dipendenti, in particolare, e la voglio ringraziare pubblicamente, della splendida Alessandra Molletti".

     

    Poi ha parlato di rifiuti e inceneritori, in quella piazza che lo vide a capo della protesta contro quello di Testi: "A ottobre riceveremo una delegazione di San Francisco, città con l'80% di raccolta differenziata, e la porteremo in Regione e al Senato".

     

    Perché ormai su questo tema lo sguardo di Bencistà vola oltre Greve: "La battaglia continua. Non si tratta solo di Greve ma di cambiare strada radicalmente".

     

    Poi ha parlato di Chianti, spostando l'asse grevigian0 sull'area senese e non verso quella fiorentina (ovvero San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa): "Faccio un esempio – ha detto precisando – che non è una proposta politica: ci sono 4 Comuni con al dizione "in Chianti" e tutti in territorio del Chianti Classico: Greve, Castellina., Radda, Gaiole. Non possono trovare forme di collaborazione? So che su queste proposte ci sono molte difficoltà, ma se vogliamo dare un'identità forte a questo territorio non possiamo continuare a ragionare come è stato fatto fino ad oggi. Ovviamente non si tratta di fare qualcosa contro qualcuno. Si deve collaborare fra Comuni e territori: ma si collabora meglio se si rafforzano le identità e le strutture amministrative".

     

    "Stamani un visitatore mi chiedeva: come si fa a intenderci su cosa sia questo Chianti? Io credo che sia una delle questioni più importanti. Il Comune di Greve si è impegnato nella battaglia in difesa del brand Chianti. Che si identifica territorialmente con i confini del Consorzio Gallo Nero che, non a caso, è sul palazzo comunale come una sorta di secondo stemma".

     

    Poi ha preso la parola il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, Sergio Zingarelli: "Sono venuto qui la prima volta lo scorso anno, fresco di nomina, alla mia prima uscita ufficiale. Oggi mi trovo con una situazione pre vendemmia ben diversa dal 2012, quando c'era pessimismo. Quest'anno, con gli scongiuri del caso, la situazione è ottimale. Aspettiamo l'uva in cantina ma possiamo dire che ci aspetta una grandissima vendemmia sia a livello qualitativo che quantitativo".

     

    Poi ha fatto un breve excursus dei grandi cambiamenti degli ultimi dodici mesi: "E' stato un anno di presidenza del Chianti Classico con tante cose: proprio oggi è stato definitivamente approvato il nuovo disciplinare con il re-styling del Gallo Nero, simbolo di identità e di appartenenza. Altra grande novità, per la quale oggi è finito l'iter burocratico, è l'introduzione della Gran Selezione che si colloca all'apice della piramide qualitativa del Chianti Classico".

     

    Poi la chiusura parlando di mercati e di marketing: "Lavoriamo su tanti mercati, Usa, Canada e Germania per il nostro vino sono il top. Lavoriamo insieme alle aziende alla diffusione anche in Paesi ancora immaturi sul vino italiano, come la Cina, dove torneremo per la terza volta a novembre. Lì siamo al settimo posto come Paese esportatore, dobbiamo lavorare. Infine ufficializzo anche un investimento importante a livello promozionale: nei prossimi Campionati del mondo di ciclismo, saremo uno dei maggiori sponsor".

     

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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