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sabato 13 Agosto 2022
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    La giunta ha spiegato i problemi urbanistici e giudiziari che ne ostacolano l’apertura

    Un’assemblea molto partecipata, con tante facce giovani in platea. E’ quella che ha visto, mercoledì 5 dicembre, il sindaco Alberto Bencistà e la giunta grevigiana spiegare alla cittadinanza i motivi per i quali, nonostante i lavori siano stati quasi del tutto completati (manca solo l’ascensore), la nuova biblioteca comunale in piazza Terra Madre sia ancora chiusa.

     

    E’ stato il primo cittadino a fare tutto il complesso excursus di un immobile che è entrato in scena nel 2006, quando si decise di cambiare idea su quello che era stato pensato all’inizio come polo espositivo. Inserita nel più complesso piano di recupero del centro storico (“che ha svariati problemi – ha sottolineato Bencistà – anche se stasera non li affronteremo”), la biblioteca ha visto iniziare i lavori nel 2008.

     

    “La nostra giunta – ha detto il sindaco – entra in carica nel giugno del 2009, quando i lavori del primo lotto (per un importo 380mila euro) non sono ancora completati. Questi lavori terminano nell’estate del 2010. Il resto dei lavori, secondo e terzo lotto, oggi terminati (per l’importo di un milione di euro), li abbiamo portati avanti noi in mezzo a mille difficoltà”.

     

    Le prime avvisaglie che qualcosa non andava sono arrivate nel giugno 2010 “quando – ha sottolineato il sindaco – il una lettera il collaudatore dice di non essere in grado di collaudare le opere di urbanizzazione (l’incarico lo aveva avuto nel 2007). Sottolineando, fra le altre cose, che alcuni interventi sono stati realizzati in un sito individuato come potenzialmente inquinato dalla Provincia di Firenze (a causa delle vecchie cisterne di gasolio del Consorzio Agrario, n.d.r.)”.

     

    E’ solo il primo campanello d’allarme in una vicenda che, purtroppo, poi ne ha sentiti squillare altri. “La Regione – ha ricordato il sindaco – che finanziava il 60% dell’opera, pressava per sapere a che punto eravamo. Abbiamo risposto  che, nonostante le dimissioni del collaudatore, andavamo avanti. Il secondo e il terzo lotto dei lavori sono partiti (e terminati) grazie ad una nostra assunzione di responsabilità: invece di dire fermiamo tutto, per non rischiare di compromettere il finanziamento, siamo andati avanti”.

     

    Nel frattempo la Magistratura inizia a indagare su quell’area, dove è compresa la biblioteca: “Noi non sapevamo su cosa e in che modo indagassero i pm – ha spiegato Bencistà – fino ad alcune settimane fa, quando è stata notificata la conclusione delle indagini. Che si sono concluse con ipotesi di reato nei confronti di 14 persone: progettisti, direttore dei lavori, imprese, dipendenti comunali. Siamo in attesa di vedere cosa succede, ma non possiamo certo ignorare quello che sta facendo la Magistratura”.

     

    Fra le ipotesi di reato “quelle che ci preoccupano di più – ha detto Bencistà – sono quelle relative alla vendita, da parte del Comune, dei garage sotterranei e quella relativa al fatto che questa area era stata inserita nell’Elenco dei Siti Inquinati della Provincia di Firenze. Elenco dove è tuttora, visto che non è stata effettuata nessuna bonifica. Infine un altro capo di imputazione fa riferimento al presunto utilizzo di calcinacci e rifiuti per il sottofondo invece di materiale idoneo”.

     

    Come se non bastasse poi, c’è il problema dei problemi: “Dal 1985 – ha ricordato Bencistà – vige la Legge Galasso, che dice che nelle zone sottoposte a vincolo, se non c’è l’autorizzazione paesaggistica, non si può costruire. E se si è costruito non si può sanare, si può solo demolire. La biblioteca è stata costruita sulla base di una delibera, quella del 2006, che carente di autorizzazione paesaggistica non è adeguata. Come tutte le costruzioni che non hanno il nullaosta paesaggistico dovrebbe essere demolita. Siamo andati in Soprintendenza, in Regione, la Soprintendenza ha scritto al Ministero. Fino ad arrivare a un pronunciamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: la sanatoria è esclusa”.

     

    Così, mentre da un lato il percorso giudiziario seguirà il suo iter, dall’altro la giunta deve pensare a cosa fare per non compromettere quest’opera pubblica già terminata, arredata e pronta per vivere assieme alla comunità.

     

    L’amministrazione comunale darà quindi il via a un percorso in autotutela per l’ annullamento di tutti gli atti   attraverso i quali è stata realizzata la biblioteca comunale, in relazione alla mancanza della preventiva autorizzazione paesaggistica. Nell’ambito di questo percorso la Commissione Comunale per il Paesaggio valuterà se e in quali termini siano stati lesi gli elementi di tutela del paesaggio. E se verrà accertata l’insussistenza di vulnus ai valori paesaggistici, il pronunciamento della Commissione concorrerà a rafforzare l’ipotesi di non annullamento degli atti. Le determinazioni conclusive che l’amministrazione comunale assumerà  verranno poi trasmesse alla Soprintendenza che, in qualità di ente preposto alla tutela del vincolo paesaggistico, potrà anche decidere diversamente.

     

    “L’ipotesi della demolizione – ha evidenziato ancora il sindaco – non la prendiamo nemmeno in considerazione: sarebbe una tragedia per il Comune, ci sarebbero soldi da restituire alla Regione, sarebbe un cataclisma. Detto questo, è alla Soprintendenza che spetta l’ultima parola . E una cosa deve essere chiara a tutti: questo edificio non sarà mai sanato. La speranza però è che non venga demolito”.

     

     “E’ evidente – ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici, Simone Secchi – che tutte le strade possibili, compresa quella di evidenziare la buona fede di chi ha gestito gli atti, sono state tentate dall’amministrazione comunale”.

     

    “Ora – ha concluso il sindaco – la nostra preoccupazione è di mettere a disposizione questa struttura, per cui sono stati spesi 1.400.000 euro, a disposizione dei cittadini. Possiamo azzardare l’ipotesi di un paio di mesi sul percorso che dobbiamo fare per aprire, continuando ad assumerci delle responsabilità: ci stiamo lavorando giorno e notte”.

     

    Poi, come ha tenuto a precisare il vicesindaco Paolo Sottani di fronte alla vasta platea di giovani intervenuti, “sulla gestione avremo bisogno dell’aiuto di tutti. Sarà molto più costosa e complessa rispetto a quella della biblioteca attuale. Avremo bisogno di collaborazione: c’è un’associazione che è nata, se qualcuno è interessato può già farsi avanti”.
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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