giovedì 24 Settembre 2020
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    Centrale a Testi: l’assessore ai lavori pubblici Paolo Stecchi ripercorre la vicenda Metaenergia

    Date, atti e soggetti coinvolti nell’iter che ha portato l’amministrazione comunale a respingere la richiesta della società di costruire una centrale termoelettrica a Testi

    GREVE IN CHIANTI – L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Greve in Chianti, Paolo Stecchi, torna a ribadire la posizione contraria dell’amministrazione comunale rispetto alla richiesta di Metaenergia per la costruzione della centrale termoelettrica a Testi.

    Progetto che ha da poco incassato il no dalla maggioranza del consiglio comunale di Greve in Chianti.

    L’assessore pone l’accento sul percorso della vicenda mettendo in fila date e soggetti coinvolti, conferma e spiega le ragioni del no dell’amministrazione comunale. Assumendo un tono molto critico nei confronti della minoranza.

    “Metaenergia arriva a Greve in Chianti – inizia Stecchi – e compra il Diritto di Superficie dell’Area di Testi di proprietà della Volta Spa nel dicembre 2017. E acquisisce anche una Convenzione, con relativo Piano attuativo, firmata con il Comune di Greve nel 2009 (scadenza 2022), che prevede la realizzazione di una Centrale a Turbogas, che era già stata realizzata e smantellata dalla società che deteneva il Diritto di Superficie prima di Metanenergia”.

    “La Centrale – ricorda Stecchi – era prevista addirittura già nel 2007, in un protocollo d’intesa firmato fra diversi Comuni per la realizzazione, a Testi, di un Polo produttivo di eccellenza che prevedeva la realizzazione di un Termovalorizzatore e di una Centrale a Turbogas che dovevano servire allo stabilimento Sacci per continuare a sopravvivere”.

    “La Centrale a Turbogas – rimarca – avrebbe dovuto alimentare sia il Termovalorizzatore che lo stabilimento della Sacci. Al contrario la Centrale prevista da Metaenergia nascerebbe per servire solo a sé stessa”.

    Ma cosa è successo dal 2007 ad oggi?

    “La Centrale a Turbogas – risponde l’assessore – è stata smantellata e dal Piano Interprovinciale dei Rifiuti è stata cancellata l’ipotesi di costruzione del Termovalorizzatore prevista nell’area di Testi, facendo così di fatto perdere validità al Protocollo d’Intesa del 2007″.

    “Ad oggi – viene all’attualità – Metanergia ha in mano una Convenzione, valida fino al 2022, che prevede la costruzione di una Centrale a Turbogas al servizio di un Termovalorizzatore, che non sarà più realizzato, e dello stabilimento della Sacci ora Buzzi che purtroppo in questo momento è fermo”.

    L’assessore tiene a precisare che “Metaenergia non ha mai voluto e non vuole ad oggi realizzare una Centrale come quella che era stata autorizzata”.

    Fino ad ottobre 2019 la questione è stata trattata in termini tecnici: “Sono stati gli uffici tecnici del Comune – continua Stecchi – a fornire le risposte ai quesiti posti da altri Enti, ribadendo ogni volta che per realizzare il progetto che Metaenergia proponeva sarebbe stato necessario la presentazione di una Variante al Piano Attuativo che era in essere con la Convenzione del 2009. Solo dopo che il Tribunale Amministrativo della Toscana e la Regione Toscana hanno dato ragione agli uffici Tecnici del Comune di Greve in Chianti, Metaenergia ha presentato in data 3 ottobre 2019 variante al piano attuativo. Solo in questo momento la questione è diventata di competenza della giunta e del consiglio comunale”.

    L’assessore torna dunque a ribadire le motivazioni che stanno alla base del non accoglimento della richiesta da parte della giunta comunale grevigiana.

    “Il progetto è contrario al programma elettorale con cui il sindaco è stato eletto con il 67% dei voti – precisa – nel corso del percorso partecipativo che ha coinvolto la cittadinanza la richiesta di Metaenergia ha ricevuto tutti pareri contrari, compresa una raccolta di 400 firme. Al contrario ha ricevuto un solo parere favorevole proposto dall’ingegnere Bindi, che guarda il caso è consulente della stessa società Metaenergia”.

    Inoltre il sito di Testi in questi giorni è sottoposto a bonifica con lo smantellamento del gassificatore.

    “Il progetto – rincara Secchi – non arreca alcun vantaggio né allo stabilimento della Buzzi, né alla frazione del Passo dei Pecorai e né al Comune di Greve ed è completamente diverso da quello con cui è stata realizzata la Centrale a Turbogas oramai smantellata”.

    Quanto all’atteggiamento dei consiglieri di minoranza, ovvero Fabio Baldi, Simone Secchi (Viva – Cittadini per Greve in Chianti), Marco Raveggi e Claudio Gemelli (Per il Cambiamento, centrodestra), che hanno abbandonato la sala del consiglio comunale la sera della votazione, l’assessore è durissimo dicendo che “sono venuti meno ai loro doveri verso tutti coloro che li hanno eletti”.

    “I consiglieri Baldi e Secchi hanno poi suggerito – aggiunge – che la questione doveva essere risolta al momento dell’approvazione del nuovo Piano Regolatore, avvenuta agli inizi del 2019, cancellando da quell’area la possibilità edificatoria”.

    “Peccato però – dice – che si dimentichino di dire che la Società Metaenergia ha, ancora oggi, un contratto, la Convenzione del 2009, in essere e valido fino al 2022. Come potrebbe il Comune stracciare unilateralmente un contratto senza finire in tribunale?”.

    “E, cosa che trovo assolutamente inadeguata al loro ruolo, al momento del voto – conclude –  durante l’ultima seduta del consiglio comunale in cui si chiedeva se approvare o respingere la richiesta di Metaenergia, hanno preferito sottarsi alle loro responsabilità e abbandonare la sala dove avrebbero dovuto assolvere al compito di rappresentanti della comunità, contribuire alla vita pubblica, esprimersi, scegliere. Invece abbiamo assistito ad una fuga dai loro doveri”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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