venerdì 25 Settembre 2020
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    Centrale termoelettrica a Testi: “Percorso portato avanti all’oscuro del consiglio fino a dicembre 2019”

    Viva-Cittadini per Greve in Chianti replica al sindaco Sottani: "Compiuti atti che espongono il comune a gravi responsabilità e a possibili conseguenze economiche ingenti!"

    GREVE IN CHIANTI – Viva-Cittadini per Greve in Chianti replica al sindaco Paolo Sottani, rendendo ancora più rovente questo luglio-agosto sul tema centrale termoelettrica a Testi.

    # Il no alla nuova centrale termoelettrica a Testi votato a maggioranza dal consiglio comunale

    “Il sindaco – iniziano i consiglieri Simone Secchi e Fabio Baldi – sostiene che le opposizioni, uscendo dall’aula, si sarebbero sottratte alle proprie responsabilità. Caro sindaco, qui non si tratta delle responsabilità di un voto, ma di quelle di un percorso che è iniziato nel 2017 ed è stato portato avanti all’oscuro del consiglio comunale fino a dicembre dello scorso anno”.

    “Un periodo – riprendono – in cui l’amministrazione ha confermato la destinazione dell’area a centrale termoelettrica con l’approvazione nel 2019 del Piano Strutturale e del Piano Operativo. Un periodo in cui la giunta ha trovato come unica soluzione alla richiesta di realizzare la centrale termoelettrica quella di richiedere una variante al Piano Attuativo ancora vigente. Quella stessa richiesta di procedere alla variante che il consiglio Comunale ha contraddittoriamente negato con la delibera del 30 luglio”.

    “Questo – accusano – a nostro avviso significa esporre il comune a gravi responsabilità e a possibili conseguenze economiche ingenti! In merito al no alle centrale, su cui non abbiamo dubbi, facciamo presente che quelle stesse forze politiche che oggi si dichiarano “responsabili” sono all’origine della scelta di realizzare a Testi la centrale termoelettrica e l’inceneritore. Quelle stesse forze politiche che hanno confermato la centrale nel 2019”.

    “Noi crediamo quindi che responsabile è chi fa le scelte al momento giusto – incalzano – ed evita di fare facile populismo affrontando invece le questioni con serietà, competenza e consapevolezza”.

    Precisano anche, in conclusione, che “in merito alla nostra decisione di abbandonare la seduta, questa è la più forte manifestazione di dissenso per la gestione di un intero percorso in cui noi, se avessimo governato, ci saremmo comportati ben diversamente”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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