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giovedì 30 Giugno 2022
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    Il sindaco di Greve Alberto Bencistà lancia l’idea di una futura unione fiorentino-senese

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    “Nei confronti della futura Città Metropolitana il Chianti sarà una periferia, pregiata ma pur sempre una periferia. Sarà quindi necessario ricompattarla quest’area, che io considero delineata dai confini di produzione del Chianti Classico Gallo Nero a cavallo fra Firenze e Siena. Renderla più coesa e pronta ad affrontare le sfide del futuro”.

     

    A dirlo è stato il sindaco di Greve in Chianti Alberto Bencistà, in chiusura del dibattito sulla Città Metropolitana che, mercoledì 7 novembre, ha portato in palazzo comunale il vicesindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente dell’Unione dei Comuni montani della Toscana Oreste Giurlani e Valdo Spini, uno dei maggiori esperti in Italia sul tema.

     

    “Spero che i sindaci dei quattro Comuni del Chianti senese – ha proseguito Bencistà – riflettano sulla possibilità di aderire alla Città Metropolitana; e spero che insieme a noi, sindaci dei quattro Comuni del Chianti fiorentino, si possa avviare la discussione verso un futuro grande Comune chiantigiano. Che ci raggruppi tutti”.

     

    Perché il primo cittadino grevigiano sul tema ha le idee molto chiare: “Cercheremo di dare il meglio su una riforma che non è per niente convincente; per noi la Città Metropolitana doveva essere la grande Firenze, senza Pistoia e Prato, Ma tant’è: la nuova struttura dovrà avere una guida certa, che non può essere che Firenze. Il sindaco della Città Metropolitana non potrà essere che il sindaco di Firenze. E un grande Chianti “a otto comuni”, in questo nuovo contesto istituzionale, potrebbe lavorare al meglio per valorizzare quest’area speciale della Toscana”.

     

    Se Valdo Spini ha ricordato tutto il percorso fatto (e quello che c’è ancora da fare) dal punto di vista istituzionale, le valutazioni di Nardella sulla riforma sono state caustiche: “Il Governo e il Parlamento hanno perso una grande occasione, proponendo una riforma che porta a un riassetto sconclusionato. Non hanno avuto il coraggio di dire che le Province erano ormai sorpassate e andavano abolite”.

     

    “Ma adesso – ha proseguito – dobbiamo confrontarci in questo quadro, senza rigurgiti campanilistici. I cittadini ci aspettano al varco, dobbiamo dare un senso alla Città Metropolitana lavorando su obiettivi concreti: pianificazione territoriale (senza però togliere le responsabilità urbanistiche ai singoli Comuni, la legge del resto non lo prevede); politiche del welfare; sviluppo economico. Senza che debba costare un euro in più ai cittadini”.

     

    “La Città Metropolitana – ha concluso – dovrà avere una guida che, per legge, è Firenze. E fondamentale sarà il ruolo dei sindaci, gli “azionisti” della CM: adesso, lavorando sullo Statuto, è il momento di migliorare un progetto istituzionale pieno di lacune. Questo nuovo ente dovrà essere strumentale all’attività dei Comuni, dovrà essere in grado di avvicinare le periferie in maniera migliore di quanto abbiano fatto, ad esempio, le Province”.

     

    E proprio i Comuni periferici sono la grande preoccupazione di Giurlani: “Voglio proprio vedere come si farà con una Città Metropolitana a 73 Comuni. Ho grandi e fondati timori che di questi territori non si occuperà più nessuno: non lo facevano le singole Province, figuriamoci sse potrà farlo la nuova Città Metropolitana”.

     

    C’è comunque un grande lavoro alle porte, sul quale la politica avrà un ruolo preponderante. E fra le conclusioni del sindaco Bencistà una è stata riservata anche al rapporto fra Partito democratico e Città Metropolitana: “Larga parte della dirigenza del Pd fiorentino e Toscano dimostra ritardi estremi sul tema, e un conservatorismo che non fa presagire nulla di buono. Lo stesso sindaco di Firenze Matteo Renzi, al quale scrissi una lettera due anni fa sollevando la questione, ha dimostrato scarsa attenzione: adesso però siamo arrivati alla sfida finale, e io mi batterò con tutte le forze anche all’interno del Partito democratico, per una visione moderna del rinnovato quadro istituzionale”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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