GREVE IN CHIANTI – “Soul and heart”, anima e cuore di un territorio che porta la filosofia slow, il tema della lentezza e della sostenibilità, simboleggiata da una lumaca color arancio, in tutti gli aspetti del vivere quotidiano.
Dalla governance istituzionale alla qualità delle relazioni umane, dalla rigenerazione urbana alla valorizzazione delle risorse ambientali, dalla tutela delle identità locali alla creazione di nuove opportunità culturali e turistiche legate all’outdoor, ispirate dalle tradizioni, dalla cultura della memoria e orientate al futuro attraverso l’affermazione dei valori democratici, tra i quali spicca, oggi più mai, il bisogno di cooperazione e di pace.
“Soul and heart” è la prima frase che si è letta sul desk dell’accoglienza, allestita dal Comune di Greve in Chianti, davanti al centenario Cinema Teatro Boito, nel centro del capoluogo.
L’espressione che dà nome al libro di Paolo Saturnini “Anima e cuore – il manuale del sindaco slow”: ovvero del primo sindaco a credere nella “grandezza naturale” di una piccola realtà urbana e rurale come Greve in Chianti che nella semplicità, nell’autenticità, nella verità dell’esperienza umana, che si intreccia armoniosamente a quella ambientale, fonda il suo baricentro culturale, sociale, economico, la sua strada per la crescita sostenibile.
La prima Cittaslow che diede i natali al movimento internazionale del buon vivere, sorto nel 1999.
Un manuale contenente la linea di pensiero, pubblicato per l’occasione dal Comune anche nella versione in lingua inglese che riavvolge il nastro e riporta alle origini del movimento fondato dal sindaco grevigiano, scomparso prematuramente nel 2020.
E’ così che il sindaco Paolo Sottani, insieme all’assessore al turismo Giulio Saturnini e alla presidente del consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi, ha accolto e dato il benvenuto a circa duecento persone provenienti da quindici diversi Paesi del mondo in rappresentanza del network internazionale, oggi costituito da circa 300 Paesi di 33 diverse nazionalità, di cui un centinaio italiani, che si è ritrovato a Greve in Chianti per dare vita e condividere le finalità della rete mondiale nell’ambito dell’Assemblea Internazionale delle Cittaslow, edizione 2026, promossa e organizzata dall’amministrazione grevigiana.
Un viaggio consapevole, profondo, lento intorno al mondo, contro il carattere effimero di un sistema globale che corre veloce, si esaurisce nel tempo di un reel e brucia ogni tappa del vivere civile. Un percorso aperto e trasversale compiuto dalle diverse delegazioni istituzionali provenienti da vari paesi tra cui Africa, Norvegia, Cina, Stati Uniti, Polonia, Cipro, Spagna, Francia, Olanda, Turchia, Corea, Germania.
Condotta e introdotta dal segretario generale Piergiorgio Oliveti, ha offerto alle realtà italiane e internazionali di presentare e condividere le loro migliori pratiche nel campo della sostenibilità. Un’occasione per lanciare, con il neoeletto presidente Filippo Sacchetti, sindaco di Sant’Arcangelo di Romagna, votato nel corso dell’assemblea, che ha preso il posto di Mauro Migliorini, il nuovo manifesto delle città slow caratterizzato da esperienze, progetti e investimenti sostenibili.
Tante lingue, un obiettivo comune ed un unico neologismo coniato per l’occasione: “restanza”, ad indicare la necessità di garantire il diritto a tutte le persone di ogni età, provenienza ed estrazione sociale di restare nei propri luoghi, di poter scegliere di restare o partire.
Uno dei temi che ha accompagnato la discussione collettiva è stato il riconoscere il limite come principio di futuro, il lavorare per costruire possibilità traendole dalle fragilità, il valorizzare la cura del tempo, dei luoghi, delle relazioni e della pace.
Tante le nazionalità che sono state premiate da Giuseppe Roma, coordinatore del comitato scientifico delle Cittaslow, come l’esperienza cinese che misura il reale benessere tenendo conto della sostenibilità ambientale, meritevole per due progetti presentati: uno sul Pil ecologico, indicatore economico che integra il prodotto interno tradizionale calcolando i costi dell’inquinamento e il consumo delle risorse naturali, l’altro sull’adozione di mense scolastiche a km zero al servizio di 100mila bambine bambini in 50 diverse scuole.
Altre realtà hanno presentato progetti e interventi di trasformazione di spazi urbani dismessi e rinati sottoforma di sentieri pedonabili e ciclabili, di luoghi dall’anima sociale e culturale, attraverso l’attuazione di azioni di coesione sociale che affidano ai giovani la custodia della sostenibilità come principio chiave del vivere bene e della cura della comunità.
“Il manifesto che abbiamo presentato e approvato qualche ora fa – ha dichiarato il sindaco Sottani – si focalizza sul principio del limite, ovvero una comunità che riconosce il limite sa distinguere la crescita dalla distruzione, l’innovazione dal consumo cieco, il turismo dalla trasformazione dei luoghi, lo sviluppo dalla perdita irreversibile di beni comuni, il limite riguarda l’acqua, l’aria e il suolo, l’energia, il paesaggio, il cibo, la biodiversità, il tempo di vita, la salute e l’attenzione alla fiducia e le relazioni”.
“In una parola – ha sottolineato – la dignità della vita. Una città che consuma tutto ciò che possiede consuma anche il proprio futuro, una città che governa il limite crea condizioni di durata Cittaslow quindi assume il limite come criterio di governo, entra nei piani energetici, nella gestione dell’acqua, nella riduzione degli sprechi, nella cura del suolo, nella mobilità, nelle filiere alimentari nella tutela del paesaggio e nella capacità di affrontare le crisi. La città lenta sceglie ciò che merita di crescere come qualità della vita, fiducia, servizi, accessibilità, bellezza quotidiana, sostenibilità basata sulla natura, conoscenze, relazioni, responsabilità”.
Altri temi fondamentali, emersi dal nuovo documento, ruotano intorno ai concetti di comunità e locale. Per l’esattezza sono 15 i punti che sintetizzano il manifesto Cittaslow del XXI secolo e che fanno leva sull’equilibrio ambientale e sociale, sull’amicizia civile, sul valore dell’educazione per ogni ordine di scuola, sulla tutela del paesaggio e i temi del riuso, del riciclo, dei mercati e le produzioni locali dal campo alla tavola e sull’efficacia della conoscenza che passa attraverso il ruolo della scelta.
Quando pensiamo alle città Slow pensiamo e attuiamo città che tessono relazioni e non si limitano ad essere solo superficie. Nel manifesto è evidenziato l’importanza della difesa della cultura locale come punto cardine per una comunità coesa, aperta, capace di tutelare i propri valori e di confrontarli con il mondo.
“Cittaslow è soprattutto un approccio rispetto al futuro finalizzato a tutelare i valori veri e profondi della persona – ha aggiunto la presidente del consiglio regionale della Toscana Saccardi – nei giorni scorsi, in consiglio regionale, abbiamo condiviso una bellissima riflessione sull’enciclica di Papa Leone “Magnifica Humanitas” rispetto al ruolo dell’intelligenza artificiale, credo che i concetti in essa contenuti sottolineino che tutto questo fa naturalmente parte della crescita, della tecnologia e dello sviluppo ma per evitare il rischio che tali opportunità diventino criticità occorre tutelare i valori connessi all’esistenza umana, quelli che stanno alla base della costruzione di un governo improntato a tutti i principi che Cittaslow sta portando avanti”.
Città Slow lavora alla rinascita dei piccoli paesi e alla rivitalizzazione delle aree che possono essere raggiunte a piedi, in bicicletta, con mezzi pubblici, riducendo la dipendenza dall’auto privata e favorendo la socialità, garantendo i servizi essenziali delle comunità in cui gli abitanti sono soggetti vivi, non passivi, capaci di scelta, cura, conoscenza, partecipazione e trasformazione.
“Sono felice – ha concluso il sindaco Sottani – che la rete internazionale si sia riunita a Greve, luogo in cui 27 anni fa vide la luce grazie all’allora sindaco Paolo Saturnini, le nostre Cittaslow oggi si promuovono e crescono come luoghi di coinvolgimento, partecipazione, cittadinanza attiva, qualità democratica. Le città lente si costruiscono insieme agli abitanti”.
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