GREVE IN CHIANTI – La Cassazione ha dato il via libera al referendum contro la legge sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole (legge 104/2026).
Manca tuttavia il vaglio della Corte costituzionale che dovrà stabilire l’ammissibilità del quesito prima che i cittadini e le cittadine possano esprimersi alle urne.
Intanto il Comune di Greve in Chianti ha deciso di tirare dritto per la propria strada e continuare ad investire sull’educazione affettiva, estesa da quest’anno anche alla primaria di Strada in Chianti, dopo aver realizzato progetti mirati nella primaria di Panzano e nella scuola secondaria di primo grado di Greve dove il percorso proseguirà con l’approvazione dei genitori che hanno raccontato l’esperienza dei loro figli.
C’è stata grande emozione negli spazi della casa del popolo di Panzano in Chianti in occasione dell’iniziativa di restituzione che si è tenuta qualche giorno fa al fianco delle esperte Marta Monnecchi, Lia Cestra, Delia Mini, con la partecipazione dei genitori e delle insegnanti della scuola primaria di Panzano che hanno potuto conoscere e condividere gli esiti del percorso educativo, realizzato nel corso dell’anno alla “Dante Alighieri” di Panzano.
Un progetto avviato per iniziativa del Comune di Greve in Chianti, e nello specifico dell’assessore alle politiche educative Giacomo Amalfitano, che ha posto al centro del cammino scolastico degli studenti e delle studentesse dell’istituto comprensivo di Greve in Chianti un ciclo di incontri incentrato sul tema dell’educazione affettiva.
L’intervento ha coinvolto 80 bambini e bambine, corrispondente al totale degli iscritti alla primaria, ed è stato realizzato con il sostegno dell’Unione Viticoltori di Panzano.
Il progetto di educazione affettiva si è attuato in varie forme e ha proposto circle time, ascolto reciproco, giochi sulle emozioni condivise, spazi di confronto del proprio vissuto, interazioni corporee, ascolto di canzoni, visioni di filmati e letture di testi.
All’iniziativa di restituzione ha preso parte anche la vicesindaca, nonché assessora alla valorizzazione delle frazioni Monica Toniazzi che ha rimarcato che parallelamente “il Comune ha lavorato alla creazione di uno spazio genitori che ha proposto un ciclo di incontri e attività laboratoriali anche nelle frazioni su alcuni dei temi che stanno più a cuore alle famiglie e che proseguirà anche per il prossimo anno con l’obiettivo di affrontare in un dialogo aperto alla nostra comunità la necessaria questione dell’educazione affettiva”.
“Ci piacerebbe che l’educazione affettiva diventasse materia didattica in ogni classe, in tutti gli ordini scolastici perché riteniamo che il prendersi cura di sé e degli altri risponda ad un bisogno reale che emerge fin dalla tenera età – affermano Letizia Bartoli, Davide Calfa, Ilenia Falai e Serena Gusmeri – come genitori siamo molto attenti alla tematica e crediamo che si possa introdurre un cambiamento radicale nel riconoscimento delle proprie emozioni, i nostri figli hanno tratto beneficio da questi piccoli semi che sono stati piantati per imparare ad empatizzare, rapportarsi con gli altri, gestire le dinamiche del conflitto con un approccio diverso, più inclusivo, rispettoso, sensibile all’ascolto”.
“Con questo progetto – ha commentato l’assessore Amalfitano – si è lavorato nel creare un ambiente non giudicante che ha accolto emozioni, pensieri, riflessioni, spazi di ascolto vero che hanno permesso alle bambine e ai bambini di sentirsi liberi di esprimersi, di dire quello che sentono. Questo è ciò che continueremo a fare nelle nostre scuole con le risorse che metteremo a disposizione per estendere il progetto nella scuola primaria di Strada e proseguire il cammino nella media di Greve”.
“Stiamo valutando su richiesta di altre scuole di attivare ulteriori percorsi – ha aggiunto – Voglio rivolgere un ringraziamento alle nostre esperte, alle insegnanti e ai genitori per la collaborazione e il prezioso supporto ed in particolar modo alle bambine e ai bambini che hanno partecipato con tanto entusiasmo e gioia”.
“Il percorso è stato realizzato in stretta collaborazione con l’istituto comprensivo di Greve e nasce dall’idea – ha dichiarato il sindaco Paolo Sottani – che la comunità possa rafforzarsi e generare benessere collettivo se sceglie di investire sui benefici di un lavoro educativo, attento e capillare, che miri a costruire relazioni basate sul riconoscimento delle emozioni, sul senso di cura, sulla solidarietà e sull’ascolto dei bisogni dei bambini e delle bambine”.
L’iniziativa si è conclusa con un intreccio di parole ed uno scambio di emozioni “liberate” dai genitori e dalle insegnanti, dalle bambine e dai bambini presenti all’incontro, disposti in cerchio e guidati materialmente dallo scioglimento di un gomitolo.
Ogni partecipante, slegando il proprio tratto di filo, ha condiviso con gli altri concetti, speranze e riflessioni che hanno fatto crescere l’empatia e la convinzione che aprirsi e affidarsi all’ascolto siano alleati infallibili contro il disagio emotivo. A tutte le età.
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