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venerdì 19 Luglio 2024
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    Greve in Chianti, il sindaco: “Ecco perché ci hanno assegnato le Spighe Verdi”

    "Un lavoro di squadra, in sinergia con il tessuto produttivo. In un percorso che da tempo si pone l'obiettivo di tendere al miglioramento della qualità della vita e dell'ambiente"

    GREVE IN CHIANTI – L’amministrazione comunale grevigiana è entrata per la prima volta nella rete dei comuni italiani premiati per la sostenibilità con l’assegnazione delle Spighe Verdi, il riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education che corrisponde alle Bandiere blu per le località turistiche balneari.

    A conquistare l’organizzazione Fee Italia e Confagricoltura sono le peculiarità e le caratteristiche di un comune, a vocazione agricola e turistico culturale, attento alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità e impegnato nella gestione virtuosa del territorio.

    Lo confermano i numeri e le specificità del Comune di Greve in Chianti illustrate dal sindaco Paolo Sottani.

    “Il nostro – inizia Sottani – è uno dei paesaggi più vari ed eterogenei della Toscana, caratterizzato da alta collina, collina boscata, coltivata e fondovalle in cui sussistono 3.000 ettari di superficie coltivata con vite, olivo, frutta, seminativi e caratterizzato dalla presenza di oltre 500 aziende produttrici di cui 126 operano in regime biologico e 150 sono le aziende che effettuano vendita diretta”.

    Sono questi alcuni degli elementi che hanno permesso al comune di entrare nel network prestigioso delle “Spighe Verdi”.

    Tra gli aspetti che qualificano le buone pratiche del territorio grevigiano ci sono anche “la presenza di numerose aziende dotate di impianto a biomassa per il riscaldamento e la produzione di energia e il percorso effettuato sulla raccolta differenziata che è in costante crescita”.

    “Si tratta di un lavoro che parte da lontano – aggiunge il primo cittadino grevigiano – in sinergia con tutte le imprese che operano nel nostro territorio con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile, valorizzare il patrimonio rurale e tendere costantemente al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente”.

    Nello specifico sono 311 le imprese agricole agroforestali e zootecniche con un’estensione media di 10 ettari.

    Sono 217 le aziende che coltivano vite su circa 1.800 ettari di superficie coltivata, 264 quelle che coltivano ulivi su 840 ettari di superficie coltivata, 65 gestiscono frutteti su una quarantina di superficie coltivata e altrettante sono le imprese che si occupano di seminativi su un’estensione di 80 ettari di superficie coltivata. Sono 27 sono le aziende che si occupano di e-commerce.

    Quanto alle strutture ricettive, che complessivamente superano quota 200, sono prevalenti le attività agrituristiche, le case vacanza e i B&B. Il totale dei posti letto, disponibili nel territorio, è pari a 2.589, mentre i ristoranti sono 71.

    L’organizzazione che assegna il riconoscimento ha tenuto in considerazione alcuni specifici indicatori tra cui la partecipazione pubblica, il corretto uso del suolo, la presenza di produzione agricole tipiche, la qualità dell’offerta turistica, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata, la cura della rete urbana, l’accessibilità, la valorizzazione delle aree naturalistiche e paesaggistiche l’educazione allo sviluppo sostenibile, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura.

    “Per ottenere risultati di eccellenza e benefici in termini ambientali, paesaggistici ed economici è importante lavorare in squadra con il tessuto produttivo e in rete e con gli altri comuni – conclude il sindaco – ad esempio con gli enti toscani insigniti del riconoscimento Spighe Verdi come Fiesole e Castellina in Chianti potremo attivare un’inedita collaborazione e legarla ai due distretti biologici, quello di Fiesole e quello del Chianti, condividendone progetti, azioni e interventi mirati”.

    La commissione che ha certificato il Comune di Greve in Chianti Spiga Verde 2023 è costituita da rappresentanti del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, del Corpo forestale dello Stato, dell’Ispra, del CNR, di Confagricoltura e della Fee Italia.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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