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lunedì 6 Febbraio 2023
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    Greve in Chianti, VIVA si astiene in consiglio sulla cittadinanza onoraria al milite ignoto

    "Come si fa nel 2021 ad esaltare il ricordo di atti di valore militare in guerra, senza considerare se la guerra in questione è stata “strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”

    GREVE IN CHIANTI – Durante il consiglio comunale grevigiano di giovedì 29 luglio è stata discussa una delibera per conferire la cittadinanza onoraria di Greve in Chianti al Milite Ignoto.

    Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza e di centrodestra. Si sono astenuti i consiglieri di  VIVA – Cittadini per Greve in Chianti, dopo aver letto e fatto mettere a verbale un documento.

    “Condividiamo l’intento di ricordare i milioni di soldati mandati a combattere nelle guerre del secolo scorso e rimasti anonimi – si legge – Non vogliamo però che si sposti l’attenzione sulla subordinazione, l’obbedienza cieca agli ordini, il valore militare, perché si rischia di identificarsi con la retorica fascista del credere, obbedire, combattere”.

    “Diciamo con franchezza – riprendono – che le moltitudini di uomini arruolati con la coscrizione obbligatoria, non avevano nella maggior parte dei casi alcuna consapevolezza del perché dovevano combattere e perché dovevano considerare nemici persone sconosciute. Ma non avevano scelta perché sfuggendo agli obblighi di leva rischiavano prigione e punizioni anche per i loro familiari”.

    “I regnanti dell’epoca e i vari governi – prosegue VIVA – ancora per tutta la prima guerra mondiale, mandavano in guerra queste persone considerandole carne da cannone e ci sembra quindi limitativo concentrare l’attenzione sui militi ignoti senza mettere a fuoco anche le responsabilità di chi approfittò della loro condizione di sudditanza, causando le mattanze più spaventose di tutti i tempi”.

    “Anche il concetto di “Patria” è ambiguo – rimarcano – prima di tutto perché ognuno ha la sua Patria e oggi civiltà significa integrarsi con le esigenze delle “Patrie” altrui. E poi non è detto che in caso di conflitto “la nostra Patria” sia necessariamente dalla parte della ragione come abbiamo visto con evidenza nel caso delle guerre di aggressione compiute dall’Italia nella seconda guerra mondiale”.

    “Condividiamo quindi la volontà di ricordare i soldati rimasti ignoti – ribadiscono – ma non con l’intento di celebrarli, perché non possono essere assunti ad esempio o modello di comportamento. L’obbedienza non è più una virtù : ce l’ha insegnato il Processo di Norimberga e ce l’ha spiegato con chiarezza don Lorenzo Milani“.

    “Se poi andiamo sul sito del “Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia” – tengono a sottolinare – che ha indetto l’iniziativa di proporre a tutti i Comuni d’Italia il conferimento della cittadinanza onoraria al “Milite Ignoto”, e leggiamo nella sezione “Medaglie” le motivazioni delle decorazioni, vediamo che i decorati sono stati scelti senza alcuna considerazione per il contesto bellico in cui il militare ha manifestato il suo valore”.

    “Troviamo quindi militari sul fronte greco nel 1941 – riprendono – comandanti di vascello che si distinguono nella repressione dei moti del settembre 1866 a Palermo, comandanti di reggimenti mandati in Africa contro l’Eritrea, ufficiali dell’ARMIR, l’armata che affiancava l’esercito nazista nell’aggressione contro la Russia…”.

    “Ricordiamo queste centinaia di migliaia di poveri italiani con rispetto e compassione – tengono a dire –  lontano però dalla retorica offensiva che nel 1921 motivò la decorazione del Milite Ignoto con la Medaglia d’Oro al Valor Militare: con questi toni: Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria“.

    “Come si fa – domandano in conclusione – nel 2021 ad esaltare il ricordo di atti di valore militare in guerra, senza considerare se la guerra in questione è stata “strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, come ammonisce l’art. 11 della Costituzione”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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