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domenica 29 Gennaio 2023
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    Senza freni: “Quello di Sottani un progetto di centrodestra. Io? Fondo una nuova rivista”

    GREVE IN CHIANTI – Un'intervista senza freni, come spesso ne ha fatte in questi anni. Ma a venti giorni dalle elezioni il sindaco uscente Alberto Bencistà si toglie davvero tutti i "sassolini" dalle scarpe. Anzi… i macigni.

     

    Fino a dichiarare le sue intenzioni di voto per le amministrative del 25 maggio: che sono ben lontane da quel Partito democratico del quale, ad oggi, fa parte. Ma andiamo per ordine.

     

    Sindaco, ha deciso per chi votare alle elezioni amministrative?

    "Intanto dico che non ho nessuna intenzione di votare la lista di Paolo Sottani ovviamente, intanto perché non ho tendenze masochiste. Tutta la campagna delle primarie e quella attuale infatti, il duo Saturnini-Sottani l’ha impostata tentando di demolire l’attività dell’amministrazione da me presieduta. In omaggio al principio della cosiddetta discontinuità. Avrei invece votato la lista se dalle primarie fosse risultata vincitrice Monica Toniazzi, che ha rappresentato l’ultimo tentativo del Pd grevigiano di darsi una faccia presentabile e un programma davvero innovativo".

     

    Insomma, il dente è avvelenato…

    "Ovviamente non è tanto una questione personale, anche se questi aspetti contano, ma il giudizio politico su una lista, un programma, un progetto, che si configura come un progetto di larghe intese alla grevigiana, con evidenti connotati politici di centrodestra. Basti citare l’adesione di Giuliano Sottani, ma anche del Psi grevigiano che si è sempre caratterizzato su posizioni craxiane (con me infatti se ne sono andati…)".

     

    Non le manda proprio a dire quindi…

    "Per niente. Desidero anche riconfermare una mia valutazione sul ruolo di Marco Carrai: che non ha svolto certo lavoro di manovalanza, ma essendo il vero uomo forte grevigiano, è nell’ordine naturale delle cose che le decisioni politiche importanti passino attraverso la sua approvazione. E così è stato: l’operazione ha visto in Marco Carrai il protagonista principale e intorno a questo progetto si sono poi organizzate le figure secondarie. Del resto a greve, nel Pd e non solo, non si muove foglia che Marco non voglia…".

     

    Insomma, ma per chi voterà allora?

    "Intanto aspetto di leggere i programmi delle due liste che sicuramente riscuotono la mia attenzione: cioè quella che ha per candidato Giulio Pecorini, e l’altra del MoVimento 5 Stelle che ha come candidato Claudio Gurrieri. Leggerò con attenzione i programmi perché, a parte le persone presenti nelle liste, spero e auspico che il loro sia quel programma innovativo per il quale si era impegnata la parte del Pd rappresentata da Monica. E anche perché spero che al di là della contingenza elettorale, fra queste forze si realizzi poi quell’unità di azione che non è stato possibile realizzare dal punto di vista della presentazione di una lista unitaria".

     

    Quale la sua valutazione, a cinque anni dalla sua elezione, dello stato della politica grevigiana?

    "Io valuto con preoccupazione la presenza di veri e propri “clan” familiari: la famiglia Pierini fra i socialisti, la presenza di padre e figlio Saturnini, oppure un forte attivismo di mogli, figli, figlie di vari candidati. Lo ritengo un aspetto preoccupante, poiché il principio fondamentale dovrebbe  essere che se c’è uno della famiglia non vi sono altri. Perché se questo familismo politico si somma alla crisi dei partiti, il rischio è quello di un restringimento della democrazia molto preoccupante. E invece c’è bisogno di far circolare aria, idee e persone: la mia difficoltà principale di questi anni è stata quella di scontrarmi con il pensiero dominante dello sviluppo, dell’inceneritorismo, e così via… . Il mio contributo a maggior ragione va nella direzione opposta rispetto a queste tendenze, sperando di incontrare non tanto il consenso, ma la voglia della comunità chiantigiana di guardare al futuro con più coraggio e meno conformismo".

     

    E delle liste presentate, cosa ci dice?

    "Penso che la lista del Pd sia una lista modesta, anche se vorrei usare un termine più pesante ma mi limito. Immagino le difficoltà che possono aver trovato nel fare una lista che rispondeva a requisiti politici non condivisi da tanta parte del Partito democratico grevigiano.  Inoltre il non ripresentarsi di alcuni assessori come Simone Secchi o Simona Forzoni, anche per ragioni loro personali, rappresenta un impoverimento rispetto alle potenzialità dell’attività amministrativa: questi due assessori sono stati davvero all’altezza della situazione. E comunque è evidente che Forza Italia è fuori gioco, mentre rimane questo grosso interrogativo su quella che ormai era… la Lista Stecchi".

     

    In che senso scusi?

    "Non tanto sulle note vicende che l'hanno portata all'esclusione, ma per il fatto sconvolgente della presenza dell’architetto Fabio Zita, dirigente della Regione Toscana, e redattore insieme all’architetto Andrea Cappelli del Piano Strutturale e del Ruc di inizio anni Duemila. E’ la conferma che intorno all’urbanistica si sono coalizzati fin dall’inizio del mio mandato quegli interessi e quelle aspettative che avevano contribuito negli anni precedenti a una forte cementificazione del territorio di Greve in Chianti. E’ evidente, e risulterà in maniera sempre più chiara, che lo sviluppo distorto dal punto di vista urbanistico ed edilizio trova le sue origini nel Piano Strutturale e nel Ruc del 2002 e 2003. Attribuisco quindi la responsabilità politica al sindaco di allora (oggi segretario Pd) Paolo Saturnini e, ovviamente, alla parte tecnica che lo ha redatto. Ne discende come logica conseguenza che il ritorno di Paolo Saturnini nel Pd, la presenza del tecnico redattore nella Lista Stecchi, i ragionamenti di Paolo Sottani sulla necessità di una ripresa del settore dell’edilizia e di una visione dell’urbanistica in continuità con le scelte di Saturnini, che siamo di fronte a un progetto politico di restaurazione, di ritorno a un modello che ha provocato tanti guasti anche in Chianti. Ed è quindi una motivazione forte, almeno dal mio punto di vista, per non votare quella lista".

     

    Insomma, con Sottani non ci va proprio leggero…

    "Valuto i fatti. Ad esempio a proposito di un diverso modello socio economico, ho letto la lettera di Paolo Sottani sul primo maggio. Bisognerà che esca un po’ dalla affermazioni generiche, ad esempio sullo snellimento della burocrazia, che sottintende in realtà una critica al sottoscritto come se la crisi dell’edilizia fosse stata inventata a Greve in Chianti. La presa di posizione dei sindacati delle scorse settimane sul cotto è inoltre l’ennesima dimostrazione del deficit di cultura imprenditoriale presente nel nostro territorio: la maggior parte dei problemi della crisi del cotto è dipesa dalle mancanze da parte dei proprietari delle aziende. Ovviamente in presenza di una crisi oggettiva. Trovo non corretto quindi da parte delle organizzazioni non citare il ruolo che ho svolto".

     

    Ma lei ha deciso cosa farà “da grande”?

    "Ho già annunciato che uscirò con il progetto di una rivista trimestrale, che si chiamerà “Quaderni chiantigiani”, che si occuperà del territorio soprattutto dal punto di vista ambientale, della legalità. E di un ragionamento su un modello che non chiamo né di sviluppo né di crescita, socio economico e culturale, che rispetti questi valori. La redazione è già quasi completata: Rossano Ercolini, Paul Connet, Maria Grazia Mammuccini, Simone Secchi, don Andrea Bigalli e tanti altri nomi. L’obiettivo  è che prima dell’uscita della rivista avvenga una discussione pubblica sugli argomenti e, in seguito all’uscita, ci sia un ampio confronto. Io ritengo che una parte dei problemi che ho incontrato, oltre che sui deficit del Pd, in particolare quello chiantigiano, siano stati determinati dalla mancanza di una cultura ambientalista. E quindi l’obiettivo è quello di dare un contributo a tutte le forze politiche, sociali, alle istituzioni che vorranno dialogare con la rivista. La prima riunione del gruppo di redazione è prevista per fine maggio, dopo le elezioni".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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