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mercoledì 29 Giugno 2022
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    La studentessa Eleonora Merciai racconta la storia di Testi grazie alle fotografie

    Testi e istantanee nella tesi di laurea nella quale ha scelto di narrare il percorso ambientale e occupazionale dell'ex cementificio del Passo dei Pecorai

    GREVE IN CHIANTI – Immagini e storie di luoghi e persone che ricostruiscono, documentano, registrano con la forza della narrazione visiva la realtà dell’ex cementificio di Testi, al Passo dei Pecoari.

    E’ un obiettivo speciale, guidato dalla passione per l’arte fotografica, quello messo all’opera dalla laureanda Eleonora Merciai.

    Con la produzione di originali istantanee di architettura e immagini di dettagli e ritratti umani, puntato sul percorso produttivo e occupazionale degli ultimi anni dell’ex cementificio di Testi, nel territorio di Greve in Chianti al confine con il comune di San Casciano. Per tanti chiantigiani, semplicemente, “la Sacci”.

    Chi ha scelto di affidare il punto di arrivo del proprio percorso universitario alla cronaca di un fatto del territorio legato all’insediamento produttivo di Testi è la studentessa, originaria di Bagno a Ripoli, classe 2000, iscritta all’Università Laba Libera Accademia Belle Arti di Firenze con indirizzo Fotografia.

    La giovane è alle prese con la stesura della tesi, con la quale ha scelto di raccontare la vicenda che per oltre un anno ha tenuto banco nel territorio toscano. Si tratta di un progetto inedito e articolato che accosta e cerca l’armonia e i punti di contatto tra testi e foto.

    “L’obiettivo è quello di ricostruire con un reportage testuale e fotografico – spiega Eleonora Merciai – ciò che i lavoratori del cementificio hanno vissuto, con un particolare focus dedicato alle vicende degli ultimi due anni”.

    Le fotografie sono state scattate tra gennaio e febbraio di quest’anno ed illustrano visivamente l’architettura e la vita dell’insediamento in termini di macchinari, oggetti e persone.

    Gli scatti riproducono gli interni e gli esterni del cementificio.

    “Per il reportage – specifica – mi sono lasciata ispirare da alcuni maestri della fotografia come Francesco Rucci, Tano D’Amico e Uliano Lucas, autori di scatti relativi alle vicende degli operai italiani dagli anni ’70 del 1900 in poi”.

    E’ il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, ad esprimere apprezzamenti alla laureanda.

    “Mi complimento con Eleonora – chiosa il sindaco – per aver scelto di raccontare una storia umana attraverso la fotografia. E aver incentrato l’argomento nevralgico della propria tesi sul percorso di un sito industriale così complesso, dal punto di vista storico, occupazionale, ambientale e paesaggistico”.

    “Sarà molto utile – conclude il sindaco – ai fini della riqualificazione dell’area conoscere l’osservatorio della giovane e scorgere magari attraverso i suoi occhi le possibilità di compatibilità ambientale ed economica dell’intervento”.

    Il tradizionale copricapo di alloro incoronerà Eleonora Merciai entro la primavera 2022, periodo in cui la studentessa ha previsto di portare a compimento i suoi studi.

    Il cementificio visto da dentro

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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