giovedì 16 Luglio 2020
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    “Metaenergia a Greve in Chianti, torniamo a parlare della questione. Nascosta e screditata dal Comune”

    "Necessario riprendere questo “nuovo cammino” che era stato iniziato grazie alla ferma opposizione della società che si era vista messa da parte dal Comune"

    Sono passati ormai quasi tre mesi da quando l’emergenza Covid-19 ha costretto alle limitazioni e sospensioni delle attività produttive e della vita sociale.

    Era il pomeriggio del 4 marzo quando il sindaco comunica a Metaenergia, con una tempestività sorprendente, l’annullamento della tanto attesa assemblea pubblica prevista per quel giorno alle ore 21.

    # “Centrale Metaenergia: caro ingegnere, Greve e il Chianti non si fanno comprare!”

    Ora con la ripresa delle attività produttive si rende necessario riprendere questo “nuovo cammino” che era stato iniziato grazie alla ferma opposizione della società che si era vista messa da parte dal Comune nel dare una corretta informazione alla cittadinanza.

    Metaenergia ha svolto, principalmente nel mese di febbraio scorso, una azione di informazione massiccia e capillare alla popolazione attraverso volantinaggi e manifesti in tutti i centri abitati del Comune e con articoli sulla stampa locale.

    La risposta dei cittadini è stata sorprendente, in molti si sono resi conto di come il Comune abbia voluto tener nascosta questa iniziativa per screditarla e liquidarla rapidamente con motivazioni infondate e pretestuose.

    Mi auguro che si possa trovare, con gli opportuni criteri di sicurezza, l’occasione per iniziare a dare alla cittadinanza quella corretta informazione che è mancata, in modo che i cittadini siano consapevoli della reale natura del progetto, delle sue positive ricadute sul territorio e sui rischi a cui l’amministrazione tutta andrebbe incontro nel caso si opponesse alla costruzione della centrale.

    Faccio notare solo un aspetto economico legato a questa vicenda. A seguito del ricorso presentato dal Comune il TAR bocciava la richiesta del Comune nei confronti di Volta di risarcimento dell’importo corrispondente alle opere di mitigazione (2.876.000 euro) stabilendo che l’Ente non ha diritto a richiedere il pagamento, ma unicamente la realizzazione delle opere (obbligo di fare e non di pagamento).

    Contro questa sentenza il Comune presentava ricorso al Consiglio di Stato, la cui udienza decisoria, causa emergenza Covid-19, è stata spostata a settembre 2020.

    E’ evidente che se la sentenza del Consiglio di Stato dovesse dar ragione al Comune, cosa secondo me altamente improbabile, non ci sarebbero le condizioni da parte di Volta per risarcire il Comune, viste le proprie condizioni patrimoniali.

    Pertanto, il Comune, in ogni caso, si troverebbe con un buco di bilancio di circa 3 milioni di euro, che in questo periodo di profonda crisi economica, rappresenterebbe un peso insopportabile per il Comune stesso.

    E’ importante, altresì, ricordare che Metaenergia onorerebbe la Convenzione, già stipulata da Volta e tuttora valida, disponendo a favore del Comune dell’ingente importo previsto che potrebbe essere impiegato convenientemente per sostenere e sviluppare le aziende del territorio soprattutto nell’attuale persistente crisi.

    La realizzazione delle centrale porterebbe, inoltre, alla creazione di 7 nuovi posti di lavoro diretti ed una stima di 3/5 indiretti: in una situazione di recessione come quella in cui siamo entrati, la prospettiva dovrà necessariamente essere rivalutata con grande attenzione.

    Ingegner Giordano Bindi

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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