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martedì 7 Febbraio 2023
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    I migranti nelle scuole grevigiane per raccontare i loro viaggi della speranza

    L'assessore Esposito: "I ragazzi hanno avuto modo di conoscere il valore dell'accogliere senza pregiudizi"

    GREVE IN CHIANTI – Modi semplici, sguardi profondi, sorrisi appena accennati. Ali, Singh, Iqbal, Muhammad sono entrati in classe con pudore e dignità e gradualmente si sono rivelati.

     

    Hanno raccontato le loro storie intrise di paura, fame, povertà affrontate e sofferte nei paesi di origine. E’ in queste terre difficili, rese invivibili dalla presenza di guerre e conflitti politici, che ognuno di loro, impiegati nella ristorazione, nell’edilizia e nel settore agricolo, ha lasciato un mestiere e si è separato dalla famiglia per mettersi in viaggio e cercare altrove un’opportunità di vita migliore.

     

    Vite e percorsi differenti, intrecciati da un destino comune, la ricerca della speranza a bordo di un gommone. 

     

    E’ attraverso il ricordo di questa terribile esperienza umana, individuale e collettiva allo stesso tempo, che alcuni migranti, parte del gruppo dei richiedenti asilo, ospiti al Ferrone nell’ambito del piano di accoglienza sostenuto dalla Prefettura di Firenze, hanno trovato un’occasione speciale per integrarsi nel tessuto locale.

    Creare un momento di dialogo, di interazione e di condivisione attraverso il contatto diretto con gli studenti.

     

    E’ l’obiettivo dell’’iniziativa che il Comune di Greve in Chianti ha organizzato in collaborazione con la dirigenza scolastica per sensibilizzare e coinvolgere i ragazzi della scuola secondaria di primo grado "Giovanni da Verrazzano" e della primaria "Domenico Giuliotti" in un percorso di conoscenza e approfondimento del fenomeno delle migrazioni.

     

    L'INCONTRO – Fra i quattro migranti ospiti al Ferrone e i ragazzi delle scuole grevigiane

     

    “Il racconto dei migranti – ha commentato l’assessore alla pubblica istruzione e alle politiche per l’integrazione Maria Grazia Esposito – accompagnati dal loro referente, Astrit Meta della cooperativa Il Cenacolo, e dalla traduttrice, ha richiamato l’attenzione dei ragazzi incuriositi che hanno fatto domande a raffica per comprendere le origini e l’identità, le motivazioni del viaggio, la loro giornata tipo e le prospettive per il futuro”.

     

    Le interviste degli studenti si sono concentrate sul rapporto con i familiari rimasti nei luoghi di origine e sull’avventura del viaggio, dalla Libia in Italia.

    Un viaggio a tappe di cui l’attraversamento del mare rappresenta la parte conclusiva e quella più pericolosa tanto che dai migranti è stato definito il viaggio della morte. 

     

    “Abbiamo sofferto la fame e la sete – hanno dichiarato i migranti – abbiamo pianto e rischiato di non farcela, ci riteniamo fortunati perché siamo riusciti a sopravvivere ed arrivare fino a qui, dall’Italia vogliamo ripartire con i nostri sogni e il nostro diritto alla vita”.

     

    L’iniziativa si è conclusa con il pranzo degli studenti condiviso con i migranti che ha portato a tavola piatti tipici della tradizione gastronomica indiana e pakistana.

     

    “Anche in questo modo – ha aggiunto in conclusione l’assessore Esposito – i ragazzi hanno avuto l’opportunità di conoscere una cultura diversa e comprendere il valore dell’accoglienza, un particolare ringraziamento alla dirigente scolastica e alle insegnanti che in questa occasione hanno stimolato gli allievi ad elaborare spunti di riflessione sui temi dell’integrazione e della multiculturalità, un lavoro che culminerà con la redazione di alcuni articoli che saranno poi pubblicati sul giornale della scuola”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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