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lunedì 8 Agosto 2022
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    Presepi straordinari, costruiti da Giuseppe Talluri, in mostra nella chiesa di Santa Croce

    Aveva solo tredici anni quando, nel 1962, compose il primo, interamente in legno (esposto anch'esso)

    GREVE IN CHIANTI – Passione, volontà, minuziosità, tecnica, ingegno: questo è quello che rivelano i bellissimi presepi esposti nella chiesa di Santa Croce, a Greve in Chianti, realizzati dalla mano di Giuseppe Talluri, grevigiano doc e da sempre maestro nella costruzione.

    Aveva solo tredici anni quando, nel 1962, compose il primo, interamente in legno, con figure traforate e luci che lo illuminano nascoste dietro gusci di noci.

    Da allora, ogni anno ha continuato a costruirne sempre di più grandi, di più complessi ma come passatempo e per puro piacere, imparando da solo tutto quello che c’è da sapere.

    “Ho sempre amato il presepe, – racconta – non c’è Natale senza. E fin da piccolo mi son divertito a farlo tutti gli anni, per me, la mia famiglia e poi per i miei nipoti. Ed è sempre stato un divertimento, un modo per passare quell’oretta e mezza prima di sedersi a tavola, sia quando lavoravo, che adesso che sono in pensione”.

    L’uso dei materiali, la disposizione dei personaggi, la meticolosità nella rappresentazione dei dettagli, tutti curati al massimo.

    Basta affacciarsi alla finestrella della casa del presepe ispirato ad un ambiente cittadino, realizzato nel 2010, per rendersi conto che nulla è lasciato al caso: tutta arredata, a partire dal tavolo e il letto, fino ai più piccoli particolari, come i piatti, il santino nella camera da letto e un quadro che rappresenta un panorama di Lamole appeso alla parete.

    Tra i cinque esposti, oltre a quello in legno e a quello di ambientazione cittadina già menzionati, anche uno ambientato tra i ruderi di un tempio, realizzato nel ‘96 e un altro del ‘99 di ambientazione più rustica, del quale sicuramente colpiscono i dettagli del cancello in ferro, saldato a mano.

    Al centro, si trova invece il più recente, costruito in occasione delle festività natalizie di quest’anno. Una vera e propria perla ambientata nel borgo di Montefioralle, che è riprodotto in scala, secondo l’impianto del Borgo stesso.

    “Volevo creare qualcosa che avesse a che fare con il Chianti -racconta Giuseppe – Così, a partire da delle foto che avevo fatto, ho deciso di ricostruire esattamente com’è quest’angolo di Montefioralle, cercando di riprodurre persino l’incastro del selciato della strada”.

    Come per tutti gli altri, anch’esso è nato da un’idea di base, che era quella di rendere omaggio al nostro territorio, e da tre tavole di legno, ma da nessun progetto predefinito.

    “Solitamente – spiega – inizio da una base e lascio che le idee mi vengano via via che lo costruisco, e dedico qualche mese di lavoro per portare tutto al termine. Per l’ultimo, che ho iniziato a dicembre dell’anno scorso, ho impiegato circa due tre mesi”.

    “Ho saldato a mano le inferriate dei balconi e delle finestre – prosegue – e ho apportato solo una piccola modifica: lo slargo che ho aggiunto per poter inserire tutti i personaggi che di solito stanno sotto la capanna. In questo caso non potevo che collocarli in una cantina, insieme a delle botti col gallo nero”.

    E ovviamente, non possono mancare le scale e le tegole in cotto, e le viti vicino alla Chiesa di Montefioralle, altri simboli del nostro territorio.

    Una vera delizia per gli occhi, sia per chi crede che per chi no, e poi la maestria, la dedizione e la voglia di fare di un uomo che da sempre si dedica, nel più semplice dei modi possibili, ad una grande passione.

    I cinque presepi saranno esposti fino al 6 di gennaio, insieme ad un altro lavoro in legno posizionato di fronte all’altare e visibile non appena si entra nella chiesa.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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