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sabato 3 Dicembre 2022
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    “Tolleranza e solidarietà oltre i meandri della paura. E nessuno vi ha dato di razzisti né lezioni di vita”

    FERRONE (IMPRUNETA-GREVE IN CHIANTI) – E' un'estate calda, caldissima al Ferrone. E non solo per Caronte e per questa cappa torrida che ci sta opprimendo da giorni e giorni.

     

    Qui, oltre ai tradizionali mugugni da frazione di "frontiera" (e mai come in questo caso il termine è esatto, visto che metà paese è nel comune di Greve in Chianti e metà in quello di Impruneta), si è inserita negli ultimi tempi la questione-migranti.

     

    Qui infatti hanno trovato posto alcuni profughi in attesa dell'esame della richiesta di asilo. Qui le voci parlavano di altri migranti in arrivo, anche se lo stesso sindaco Paolo Sottani, nel corso di una assemblea pubblica, ha spiegato che l'amministrazione comunale non è d'accordo con questo (eventuale) ulteriore afflusso. E che non lascerà cadere la questione.

     

    La voce dei cittadini, almeno di una loro parte, è stata espressa nei giorni scorsi da una lettera aperta pubblicata sul Gazzettino del Chianti (clicca qui per leggerla), a firma Francesco Mugnai.

     

    Una lettera in cui si critica in maniera molto decisa l'assessore Maria Grazia Esposito: "E' troppo facile – si legge in un passaggio – buttarla sul razzismo o approfittarsi della semplicità della gente. Magari non saremo tutti avvocati ma le preoccupazioni di chi vive in posto sono legittime quando in quel posto capita qualcosa di diverso da come era stato fino al giorno prima".

     

    Ed è così che l'assessore ha preso "carta e penna" per rispondere al cittadino. E lo fa in maniera altrettanto decisa.

     

    "Io  sono un'immigrata – esordisce – non per studio, non per lavoro, sopratutto non per la speranza di vivere, ma perché ho scelto liberamente di seguire il mio cuore. Avevo un lavoro e una bella famiglia, ho scelto di ricominciare in un altro paese. I primi due anni sono stati comunque difficili…".

     

    "Il mio cognome – prosegue – rinvia a quelle  origini di cui sono veramente fiera; mi piace pensare di avere fortuna: vivo in uno dei comuni più belli d'Italia, mi sento parte di questo paese ma continuo con orgoglio a conservare le mie origini partenopee".

     

    Scela che "nel corso della campagna elettorale per le regionali (era candidata al consiglio, n.d.r.) mi è stato chiesto da un chiantigiano doc di mutare il mio accento "troppo meridionale", ho rifiutato il voto".

     

    Poi, rivolta al cittadino: "Caro signor Mugnai, credo che lei abbia, nel riportare il suo resoconto della serata del 9 luglio scorso, omesso  alcune circostanze ed affermazioni. Quando si sente dire che si prende il fucile e si spara ai migranti, laddove dovesse succedere qualcosa, si afferma implicitamente di avere la certezza che il reato è commesso dallo straniero appena arrivato, senza quindi neanche la necessità di "flagranza". Questo per me è inaccettabile: come napoletana, come grevigiana, come persona".

     

    "Nel corso della serata – dice ancora Esposito – abbiamo sentito la necessità di chiarire il percorso che stanno seguendo i migranti ed i tempi necessari e  utili alla loro graduale integrazione, evitando allarmismi e nel pieno rispetto delle vite degli ospiti.  Anche a questo serve un'assemblea".

     

    "Abbiamo chiarito – evidenzia – quale strada intendiamo seguire: difendere il principio dell'inserimento in piccoli gruppi, evitando il più possibile la concentrazione di un numero consistente di migranti nella stessa frazione. Questa è la nostra posizione, che resta ferma di fronte al Prefetto e a qualsiasi cooperativa".

     

    "Il nostro sindaco – tiene a dire – non ha mai dato di  razzisti o ignoranti  ai cittadini del Ferrone, semmai li ha elogiati e ringraziati per la collaborazione prestata".

     

    "Più volte nella sua lettera – dice ancora rivolta al cittadino – richiama il diritto alla  libertà di tutti, anche religiosa (di cittadini grevigiani e migranti), salvo poi affermare che il loro essere musulmani implica implicitamente una percentuale alta di pericolo, con conseguente necessità di predisporre un controllo H24 da parte delle forze dell'ordine".

     

    "Un maggiore controllo del territorio – rammenta Esposito – sarebbe necessario in generale, non certo per controllare i nostri richiedenti asilo politico. Il nostro compito è garantire una pacifica integrazione dei migranti e rispetto della nostra cultura, come ha suggerito una  stessa concittadina. Di contro il principio di tolleranza e solidarietà, in un momento storico come quello attuale, assumono un significato fondamentale che non può perdersi dentro i meandri della paura".

     

    "Non credo – conclude l'assessore – di essermi mai permessa di sfoggiare alcun titolo, né di impartire lezioni di vita o  di saggezza. Se lei lo ha percepito, mi scuso".

     

     

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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