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sabato 26 Novembre 2022
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    Replica dei socialisti a Monica Toniazzi: “Nel 2009 vennero negate”

    "E' singolare che una richiesta di rinnovamento come la nostra venga bollata dal segretario locale del Pd come metodo da vecchia politica”.

     

    Inizia così la replica del circolo grevigiano del Psi alle parole con le quali il segretario del Pd di Greve in Chianti, Monica Toniazzi (in foto), aveva risposto (clicca qui per leggere l'articolo) alle loro richieste e riflessioni in vista delle elezioni amministrative 2014 (clicca qui per leggere l'articolo).

     

    "Per partire dall'inizio infatti – dicono dal Psi grevigiano riprendendo le parole di Toniazzi – non ci sembrano “congetture di convenienza o di fantasia” le valutazioni numeriche sul voto del 24/25 febbraio. I numeri non sono interpretabili, sono sotto gli occhi di tutti e sono lampanti nella loro crudezza. Tant'è che non è stato indetto alcun incontro per valutarne gli effetti e le ricadute, anche a livello locale".

     

    "Fa piacere – proseguono – che il Pd mostri preoccupazione per la situazione di estrema difficoltà del Paese. E fa altresì piacere che lo stesso Pd sia interessato ad “avviare un confronto aperto al dialogo” in vista delle prossime elezioni amministrative. Tuttavia ci sembra oggettivamente difficile il dialogo con chi per quattro anni, in qualità di sindaco, l'ha sempre rifiutato".

     

    E qui si torna a parlare dei motivi che hanno portato alla rottura e all'uscita del Psi dalla maggioranza. "Potremmo tornare a parlare dell'accentramento dei poteri della giunta su una sola persona, delle promesse di attenzione alla partecipazione dei cittadini costantemente disattese (vedi le enigmatiche consulte di frazione: che fine hanno fatto?). Ma non vorremmo ripeterci. D'altronde questi sono alcuni dei motivi che hanno provocato l'uscita del nostro rappresentante dalla giunta e poi dalla maggioranza. Uscita che conteneva sostanza politica a cui tutt'oggi non è stata data risposta".

     

    "Se le argomentazioni di allora sono per noi ancora riproponibili – sottolineano – come può esservi strategia futura con chi fu ed è ancora responsabile di questa situazione? Com'è possibile stare vicino ai cittadini, coinvolgere la nostra comunità e ricercare la “massima partecipazione” riproponendo le persone che negli ultimi quattro anni hanno impedito tutto ciò? Alle cose impossibili nessuno è tenuto, dicevano i Latini".

     

    "Al Pd – concludono – noi torniamo a chiedere delle democratiche primarie di coalizione, che già chiedemmo nel 2009 ma che “democraticamente” ci furono negate dall'allora segretario Alberto Bencistà. Vediamo se oggi ci verranno concesse o se si preferirà andare dritti per la propria strada. E magari perdere altri punti percentuali alle prossime elezioni".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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