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sabato 13 Agosto 2022
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    San Casciano, il centrodestra su eliminazione medico 118: “Una gestione tutta targata Pd”

    Presentata mozione e chiesto consiglio comunale aperto. Enrico Farina: "O nel Pd il Chianti ed i nostri sindaci non contano niente, o sono allineati e complici in questa vicenda"

    SAN CASCIANO – Il centrodestra sancascianese presenta una mozione in consiglio comunale sul tema della riorganizzazione del 118, a San Casciano e nel Chianti fiorentino. Chiedendo un consiglio comunale aperto e attaccando duramente il Partito democratico.

    “Dal 16 giugno – inizia una nota firmata dal consigliere comunale Enrico Farina e da Maria Teresa Lumachi – non c’è più il medico a bordo dell’ambulanza del 118 a San Casciano, quindi neanche il punto di primo soccorso”.

    “L’intervento tempestivo – ricordano – permette di fare la differenza e salvare vite dalla morte o da un esito di vita non più dignitosa, specie per le patologie tempo-dipendenti quali ictus, infarto. L’infermiere, per quanto bravo e professionale, non può garantire manovre ed interventi o protocolli che sono specifici della figura medica e dovrà telefonare al medico “di appoggio” con ulteriori perdite di tempo”.

    “Vero che ci sono stati negli anni tagli ai finanziamenti sulla sanità – premettono – ma la Regione Toscana ha accumulato un buco di 500 milioni con una gestione a dir poco “allegra”. Perché il problema è soprattutto come sono state spese le risorse esistenti”.

    “La vicenda dell’Asl di Massa – rincarano – per mesi su tutti i giornali, ricorda nulla? La vicenda dei corsi di formazione in resort, anch’essa su tutti i giornali, ricorda nulla? Ma si potrebbe parlare della gestione degli ospedali, delle procedure d’acquisto e dei carrozzoni creati, Estar, Società della Salute fatte e disfatte, …”.

    “La cosa che balza evidente – attaccano – è che questa gestione è tutta targata Pd. La Regione – da sempre a guida PD – fa le scelte, nomina i direttori generali, dà direttive e ripartisce i finanziamenti e approva i bilanci delle Asl. Il Chianti ha un consigliere regionale – il sancancianese Massimiliano Pescini – che è vicecapogruppo del Pd in Regione”.

    “Insieme ai sindaci Pd dei nostri Comuni – accusano – Ciappi, Baroncelli, Sottani, hanno pensato bene, come soluzione al problema, di creare un “osservatorio” e di “monitorare la situazione”. E cosa si monitora? Il numero di morti per ritardato intervento? E quanti ce ne vogliono perché ci si ripensi? In realtà si fa finta di protestare comodamente sulla stampa per rifarsi una “verginità” davanti agli elettori”.

    “Non abbiamo visto un’assemblea pubblica – rilanciano – non abbiamo visto bloccare la superstrada o minacciare di dare le dimissioni (figuriamoci darle per davvero). Neanche un’azione, pur simbolica, come quella di strappare la tessera del Pd”.

    “Perché i casi sono due – proseguono Farina e Lumachi – o politicamente nel Pd il Chianti ed i nostri sindaci non contano niente o sono allineati e complici in questa vicenda dove conta più il Partito che la salute e la sicurezza dei cittadini”.

    “E guarda caso – incalzano – si è partiti da San Casciano, uno dei paesi che ha le più alte percentuali di voto al Pd e dove in definitiva, finora, non siamo stati neanche in tanti a firmare la petizione delle Misericordie contro il taglio del medico a bordo. Ma questa volta si sono spinti troppo in là, toccando direttamente la salute e la vita dei cittadini e tradendo così la fiducia avuta col loro voto”.

    “Abbiamo chiesto un consiglio comunale aperto sulla vicenda – concludono – Vedremo se sarà fatto e vi invitiamo a partecipare per far sentire la vostra voce”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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