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martedì 7 Febbraio 2023
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    “Se ne va un pezzo di volontariato di Greve in Chianti”: il saluto di Alessia Anichini a Lidia Comelli

    "Dagli anni '70 aveva vissuto in una piccola baita a Montelfi, piccolissima frazione di Lucolena. Da lì, partiva con la sua "Pandina" bianca. Per me era la zia Lidia..."

    GREVE IN CHIANTI – Riceviamo, e molto volentieri pubblichiamo, questo ricordo scritto da Alessia Anichini per la scomparsa di Lidia Comelli.

    Alessia che era andata a trovare Lidia anni fa, dopo che quest’ultima si era trasferita da Montelfi (Lucolena) al suo paese d’origine, Palazzolo sull’Oglio, per essere più vicina alla sua famiglia a causa di una brutta malattia.

    Un ricordo che traccia il profilo di una piccola-grande donna. 

    “Se ne va un pezzo di storia del volontariato di Greve in Chianti.

    Lidia Comelli, originaria di Palazzolo sull’Oglio, ma negli anni ’70 trasferitasi a Lucolena, ha vissuto per gli altri e per il suo unico grande amore Marcello.

    Figura fondamentale del volontariato grevigiano, viveva in una piccola baita a Montelfi, piccolissima frazione di Lucolena.

    Da lì, con la sua “Pandina” bianca partiva, con il sole o la neve, per andare all’Avg o alla Caritas a Greve.

    Amava curare il giardino e leggere piccoli libri gialli. Sempre presente alla Messa della domenica, sempre con il sorriso e una parola gentile scandita con la parlata bresciana che strappava un sorriso.

    La chiamavo zia, ma in realtà non eravamo neanche parenti, è stata una presenza fondamentale.

    Ricordo i compleanni festeggiati nel suo bellissimo giardino. Passava il Natale a casa nostra, battibeccava con mio nonno e scherzava con noi.

    Era la zia che ti dava la bustina con i soldi, che si ricordava dell’onomastico e che portava leggerezza ed umorismo.

    Ultimamente la chiamavo per raccontarle le novità della mia vita, ci eravamo ripromesse di fare una videochiamata, rimarrà solo un amaro rimpianto.

    Anche quando ero andata a trovarla a Palazzolo sull’Oglio aveva chiesto di Lucolena, di come stesse la sua piccola baita e di quanto dolore avesse comportato allontanarsi così tanto dal suo piccolo angolo di paradiso.

    Lucolena l’aveva salutata con una grande festa, nel 2014, per ringraziarla di tutto l’aiuto che aveva dato e che avrebbe voluto continuare a dare.

    Ha lasciato il cuore in quella piccola baita e la sua mancanza, nella nostra famiglia, si è sentita.

    Ci tenevamo in contatto con brevi telefonate e, anche in quel caso, sorridevamo per il suo dialetto, ma una volta riagganciato scendeva una piccola lacrima perché niente era e sarebbe stato più come prima.

    Porterò nel cuore la sua gentilezza e la sua perenne ironia anche in momenti di buio totale.

    Ogni volta che la penso mi vengono in mente i suoi consigli e la sua tenacia. Era una grande donna racchiusa in un corpo minuto ed esile. Rimarrà per sempre la mia “zia Lidia”.

     
    Alessia Anichini
    Con il sindaco Paolo Sottani
    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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