mercoledì 14 Aprile 2021
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    Trasporto Pubblico Locale: “La Città Metropolitana decide a svantaggio dei grevigiani”

    "Con questo strombazzato “miglioramento”, i cittadini di Greve, Strada, Chiocchio, non potrebbero più accedere a Università, Stazione, e centro se non via Ferrone-Galluzzo"

    GREVE IN CHIANTI – “La Città Metropolitana ha presentato alla stampa i progetti dei nuovi “hub” della mobilità metropolitana. Ma il comune di Greve in Chianti ne esce penalizzato”.

    Lo sostiene la lista Viva – Cittadini per Greve in Chianti: “Siamo andati a vedere questi progetti. In pratica sono stati individuati 4 siti destinati ad essere i nodi nei quali si vorrebbe concentrare l’interscambio di modalità di accesso all’area metropolitana: chi farà il suo ingresso nell’area metropolitana arrivando in auto, bus locale, treno, bici avrà in quei quattro luoghi, i punti di interscambio per le varie destinazioni, soprattutto l’area urbana fiorentina centrale”.

    # Auto, piedi, moto, bici, treno, bus. Arrivano i centri di scambio: ecco quello di Bagno a Ripoli

    “Il sistema però – evidenziano – nasce a nostro avviso monco, zoppo e forse strabico. Perché? Osserviamo quanto presentato ai media: i quattro nodi individuati sono Montelupo Fiorentino (stazione FS Montelupo- Capraia) per i viaggiatori dalla direttrice pisana, Calenzano (fermata FS Pratignone) per quelli via A1 Nord, via A11 e Pratese, le stazioni contigue di Incisa Valdarno e Figline Valdarno per quelli dal Valdarno e A1 sud, e l’area tra l’Istituto Gobetti-Volta ed il futuro Viola Park a Bagno a Ripoli per quelli da Chiantigiana, S.Donato, Rosano”.

    “In 3 dei 4 nodi – rimarcano – Montelupo, Pratignone e Figline, l’utenza avrà la possibilità di accedere a un vettore (quello su ferro) con corse dirette verso l’area Fortezza da Basso- Firenze SMN, con treni da 500-600 posti a sedere che viaggiano a 160 km/h. Insomma arrivare in centro in 20 minuti seduti, larghi”.

    “E Bagno a Ripoli? Ebbene – proseguono – nell’unico polo auto-bus-tram, l’utenza sarebbe convogliata sulla nuova linea tranviaria (da realizzare) con fermate ogni 500 metri assieme alla mobilità interna dell’area urbana. Lo stesso non succederebbe per i passeggeri su bus dalla Val di Pesa e dalla Val d’Elsa che dalla Certosa proseguirebbero verso la Fortezza”.

    “Nei fatti – accusano – con questo strombazzato “miglioramento”, i cittadini di Greve, Strada, Chiocchio, non potrebbero più accedere a Università, Stazione, e centro se non via Ferrone-Galluzzo. Il percorso storico di adduzione a Firenze sarebbe deviato e mozzato al Gobetti-Volta. In soldoni: perdita del posto a sedere, saliscendi obbligatorio, nessun guadagno di tempo, scaricati in periferia dopo 20-30m km di bus”.

    “Cosa dovrebbero e potrebbero fare secondo noi, il sindaco e la giunta comunale di Greve in Chianti per i loro cittadini?  – domandano – Intanto porre in rilievo l’evidente disparità di trattamento riservato agli utenti Tpl grevigiani rispetto al resto del Chianti, del Mugello, del Valdarno e della Valdisieve: l’unico gruppo di utenti ad essere di fatto penalizzato dalla nuova organizzazione”.

    E poi, “chiedere misure correttive e compensative, proponendo che il flusso dei bus da Greve via Ponte a Ema non sia arrestato a Bagno a Ripoli ma possa proseguire per attestarsi nei pressi dello Stadio Franchi con il percorso Ponte a Ema – Ist. Elsa Morante- Ist. Gobetti Volta- Ponte Varlungo- Ist. Peano- Stadio (FS Firenze CM – Ist Cellini), servendo gran parte delle scuole di interesse e permettendo l’accesso alla dorsale ferroviaria”.

    “Mantenere l’accesso alla zona Fortezza come San Casciano – dicono ancora – poiché sul bus non ci sono solo studenti di Bagno a Ripoli, ma anche i lavoratori e gli studenti del centro di Firenze. Chiedere che i km/ linea risparmiati siano reimpiegati per aumentare le corse in orario serale e festivo”.

    E, infine, “chiedere l’estensione della tariffa unica, trattando Greve come Impruneta, cioè come parte dell’area urbana fiorentina”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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