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domenica 26 Giugno 2022
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    Trattoria d’ì Borgo: nel cuore di Greve in Chianti la cucina è amore e legame con il territorio

    C'è una passione infinita nelle parole di Mariana quando racconta la sua "creatura". Quella trattoria che ormai guida, insieme a Giorgio, da 13 anni...

    GREVE IN CHIANTI – C’è una passione infinita nelle parole di Mariana quando racconta la sua “creatura”. Quella Trattoria d’ì Borgo che ormai guida, insieme a Giorgio, da 13 anni.

    Arrivata 20 anni fa in Italia, Mariana ha fatto la gavetta. Lavorando nei ristoranti, nelle cucine, apprendendo e imparando. Guidata da una grande forza di volontà. E un sogno.

    Realizzandolo 13 anni fa quel sogno: mettersi in proprio. Costruendo la trattoria a sua immagine e somiglianza. Pezzo dopo pezzo. Piatto dopo piatto.

    Siamo nel cuore di Greve in Chianti, in via Domenico Giuliotti 5, il “Borgo”, a pochi metri da piazza Matteotti e ai piedi della salita che porta al Museo (e alla sua splendida terrazza) di San Francesco.

    Questo è, appunto, il regno di Mariana. Che parte da un concetto base: si fa tutto in casa, con amore, scegliendo i prodotti quotidianamente.

    “Mi piace cucinare – inizia a raccontare – Sono qui da tredici anni. Ho la mia idea, cucino tutto partendo da zero. Abbiamo sempre lavorato sull’investimento nel locale, cercando continuamente di migliorare: sia sulle attrezzature che sui prodotti”.

    “Il menu è quasi giornaliero – riprende – con un po’ di piatti fissi e il resto che cambia quasi tutti i giorni. Perché mi piace variare, vedere quello che trovo al mercato, le verdure ad esempio. Gestiamo tutto in famiglia: diciamo che la trattoria… è la nostra seconda casa”.

    Sala interna, accogliente, calda in inverno e fresca d’estate. Spazio esterno, in mezzo alle piante, lungo lo “struscio” grevigiano.

    Andiamo a vedere, insieme a Mariana, alcuni dei piatti forti del ristorante: “Fra gli antipasti – ci dice – ci sono senz’altro i coccoli con stracchino e prosciutto crudo toscano; ci teniamo in particolare perché usiamo un prosciutto di altissima qualità”.

    “Poi – aggiunge – io faccio una specialità, ormai molto conosciuta: pera ripiena di pecorino, con rigatino intorno, cotta al forno”.

    Primi piatti? “Potrei dire senza dubbio i pici freschi – risponde Mariana – Con guanciale, cipolla rossa, pomodoro e pecorino a scaglie, serviti nella padella con cui si saltano”.

    “È un piatto – sorride mentre lo dice – che non posso praticamente togliere dal menu. Faccio anche la pasta fresca: ad esempio i tagliolini al tartufo o le pappardelle “riccie” al cinghiale“.

    Andiamo su qualche secondo piatto: “Cinghiale in umido. Del resto siamo… nella terra del cinghiale. O il petto di pollo ripieno con fichi e taleggio, quando è la stagione dei fichi. Seguo la stagionalità dei prodotti, mi piace inventare un po’. Mi ispiro a piatti della tradizione e ci metto del mio. Poi, ovviamente, la bistecca, servita con le nostre “famose” patate al forno“.

    Anche i dolci sono rigorosamente tutti fatti in casa: “In particolare – tiene a dire Mariana allargandosi in un sorriso – la “mia” torta al cioccolato, perché non ne esiste una simile. E’ molto avvolgente, non viene utilizzata farina”.

    Il tutto, concludiamo, accompagnato da vini del territorio: “La cantina è ridotta come quantità – specifica Mariana – ma con grande attenzione ai produttori locali, anche quelli un po’ più piccoli: sulle scelte ci avvaliamo anche della consulenza di mio figlio Vlad, sommelier”.


    Trattoria d’ì Borgo

    (CONTENUTO SPONSORIZZATO)

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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