“Vicenda Metaenergia, mancate fino ad ora trasparenza e partecipazione”: le domande di Viva al sindaco Sottani

"Una cosa positiva la Lega l'ha detta: mobilitare i consiglieri regionali, i parlamentari, perché si crei un movimento di opinione ed un clima di isolamento totale per la società proponente"

GREVE IN CHIANTI – “Su Metaenergia dobbiamo avere una posizione unitaria e chiara. La vicenda si giocherà tutta sul piano giuridico nonché sul piano della trasparenza e della partecipazione: tutte cose che sono mancate finora a Greve in Chianti. Per questo noi facciamo delle domande precise al sindaco in un question time di oggi in consiglio”.

E’ la posizione espressa dal gruppo consiliare di opposizione Viva Cittadini per Greve in Chianti sulla vicenda della centrale termoelettrica a Testi.

“Il sindaco – domandano – sapeva della richiesta di Metaenergia fin dal 2017: dalle parole dell’azienda abbiamo saputo che mai il Sindaco aveva detto a loro una parola netta di chiusura. E’ vero questo? Una risposta chiara su questo punto è essenziale per valutare la forza giuridica della posizione del Comune in sicuro contenzioso”.

“Perché – domandano ancora – i partiti, i consiglieri comunali, le forze di opposizione non sono state coinvolte in questa vicenda se non da pochi mesi? Se davvero la posizione del Comune era di netta chiusura da subito, fin dal 2017 si dovevano mobilitare associazioni, cittadini, forze politiche”.

“E se una cosa positiva l’ha detta la Lega nel suo intervento – rilanciano – è quella di mobilitare i consiglieri regionali, i parlamentari eletti nella nostra zona perché si crei un movimento di opinione ed un clima di isolamento totale per la società proponente. Noi lo abbiamo già fatto attraverso la consigliera regionale Serena Spinelli, che ci ha promesso un coinvolgimento di parlamentari nazionali di Liberi e Uguali”.

“D’altra parte loro – aggiungono – Metaenergia, parlano di essere attuatori di un piano energetico nazionale che qualcuno a Roma avrà approvato, di cui qualcuno, in un qualche Ministero, dovrà controllare l’attuazione. Se davvero la svolta che ci chiede la vicenda Covid-19 e l’Europa del Recovery Found è quella verso l’economia green e tutti da Conte in giù dicono che questo è il futuro, qualcuno a livello nazionale potrà fermare Metaenergia, sminando una situazione giuridicamente esplosiva. Ma le nostre preoccupazioni sono forti sul piano giuridico e formale”.

“Se le cose fossero così facili come ci ha fatto credere l’avvocato del Comune – rilanciano – nelle due assemblee, a cui hanno partecipato Oreste Tasso e Giordano Bindi, non si capiscono le motivazioni di tanta tensione da parte del Comune ed il silenzio di tanti consiglieri di maggioranza; troppe le situazioni non chiare: convenzione urbanistica ancora in vigore, ricorso pendente al Consiglio di Stato, diritti acquisiti, interessi legittimi, legittima aspettativa, legittimo affidamento, di fronte a queste parole occorre porre attenzione e non distrarsi”.

“Già al momento della revisione del Piano Strutturale e del Piano Operativo – sottolineano da Viva – avvenuta nella primavera del 2018 poteva essere detta una parola netta di chiusura a finalità speculative molto chiare. Se la posizione del Comune fosse stata espressa in quell’occasione sicuramente avremmo anticipato lo scontro ma minore sarebbe stata la legittima aspettativa della controparte perchè nel frattempo non avrebbe avuto tutti gli altri permessi ed autorizzazioni necessarie. Sicuramente quando si fanno trattative meglio essere chiari fin da subito”.

“Abbiamo l’impressione – argomentano – di una vicenda molto simile a tante altre nel più recente passato dove l’indecisione resta sovrana e gli uffici sono lasciati soli a gestire temi delicati ed importanti. A dicembre 2019 viene avviato un processo partecipativo che a nostro parere ha come minimo quattro elementi di debolezza”.

Che vanno ad alencare: “La stessa delibera che lo avvia e che dovrebbe segnare l’imparzialità formale della pubblica amministrazione procedente, già contiene il giudizio di merito della stessa giunta, un giudizio negativo vero ma con ben poche motivazioni; la delibera viene comunicata a Metaenergia ma la stessa società non viene invitata alle assemblee partecipative volte dall’amministrazione comunale al Passo dei Pecorai ed a Greve in Chianti; alle assemblee non è presente il garante della comunicazione; in tutte le assemblee pubbliche fino a quella in piazza Matteotti, i tecnici del Comune hanno rappresentato il progetto di Metaenergia in maniera non corretta: si è parlato sempre di nuova centrale da 150 Megawatt, tre volte più grande della vecchia centrale a turbogas; abbiamo capito nella nostra assemblea di Gennaio con tecnici specializzati ed in quella in Piazza Matteotti che la nuova centrale invece ha una potenza di poco più di 70 Megawatt ed un funzionamento non in continuità, bensì per un monte ore di molto inferiore. Si è fatta confusione, per volontà o per ignoranza, fra i Megawatt di energia consumati ed i Megawatt di energia prodotti”.

“Se vogliamo vincere questa battaglia difficile – spiegano – dobbiamo fare le cose per bene, non andando avanti a testa bassa basando la propria contrarietà su dati sbagliati, adottando procedure sbagliate, mettendo in campo motivazioni insufficienti. Infatti ad esempio non possiamo basarci sulla presunta incompatibilità paesaggistica o sui danni di immagine al Chianti, visto che lo stesso consiglio comunale nel 2008/2009 aveva approvato una centrale a turbogas del tutto simile come impatto ambientale. Ed addirittura ora Tommaso Cecchi, segretario Pd, rivendica come buona quella centrale. Illogicità manifesta potrebbe dire il Tar, visto che quella centrale non ha certo danneggiato il Chianti nel suo breve periodo di vita”.

“Le motivazioni – è la posizione di Viva – non possono che essere altre ovvero le nostre. Noi diciamo con forza e con chiarezza da sempre: “Questa centrale non s’ha da fare né a Greve in Chianti, né a San Giovanni Valdarno, perché questa centrale produce CO2, come tutte le centrali che bruciano combustibili fossili, ovvero inquina l’aria della Terra, l’unica che abbiamo, produce troppo rumore e rischia di mettere in ulteriore difficoltà i posti di lavoro della Sacci”.

“Siamo nell’era della “decarbonizzazione” delle fonti di produzione energetica – concludono – Per questo è passato il tempo delle centrali che bruciano qualsiasi cosa al Passo dei Pecorai, che sia carbone, rifiuti, CDR, metano”.

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