IMPRUNETA – Nelle scorse settimane, in seguito a un provvedimento nato dopo le segnalazioni di un'associazione, l'area rionale delle Fornaci, nel parcheggio di piazza don Binazzi, è stata smantellata in tutto e per tutto.
E' stata solo l'ultima delle problematiche relative alle aree rionali che i quattro rioni (Sante Marie, Fornaci, Sant'Antonio, Pallò), utilizzano per la realizzazione del carri e per la loro vita sociale e di auto sostentamento.
Per quanto riguarda le Fornaci, siamo di fronte al rione che per primo dovrebbe vedersi consegnato il suo nuovo spazio, in costruzione nell'area Soverini. Ma il presidente del rione rosso, Alessandro Vanni, esce allo scoperto e, con grande chiarezza e onestà, lancia un allarme… altrettanto rosso per la Festa dell'Uva.
"Parto dalla nostra situazione – dice Vanni – Come tutti sanno a giugno facciamo la festa della pizza, che copre il 50% dei costi di realizzazione del carro. Se quindi non avremo a disposizione e perfettamente funzionante il nuovo spazio, andremo in difficoltà tale da pregiudicare la nostra partecipazione alla Festa di settembre".
Come tutti sanno la rivalità fra rioni è altissima, ma nessuno si sognerebbe neanche per un istante una Festa dell'Uva con un rione assente in piazza. Semplicemente inconcepibile.
"Aspettiamo dal Comune – prosegue Vanni – informazioni precise sulla consegna dell'area rionale. Che verrà infatti ceduta da chi la sta realizzando all'amministrazione comunale, che poi la girerà al rione delle Fornaci con una convenzione. Noi vorremmo sapere quando avverrà tutto questo, visto che per sistemarla e renderla adeguata serviranno interventi. I tempi necessari? Fine gennaio-primi di febbraio".
Nei mesi scorsi anche il rione del Sant'Antonio ha avuto problemi con alcune costruzioni all'interno dell'area rionale sotto al monte; le Sante Marie hanno portato via la baracca del bar in piazza Accursio da Bagnolo.
Insomma, siamo a una svolta: "O il Comune dà corpo alle tante promesse fatte – sostiene Vanni – oppure la Festa dell'Uva è seriamente in pericolo. Bisogna che ci dicano se pensano che questa manifestazione, che unisce migliaia di persone, deve essere valorizzata e tutelata, oppure no".
"Io penso che sia un incontro di persone e generazioni unico – conclude Vanni – e ognuno di noi sa quanta pazienza ci voglia, tavolta, a "sopportare" certe nostre dinamiche. Ma penso anche che la soluzione definitiva al problema delle sedi rionali aiuterà molto in questo senso: noi ci mettiamo impegno e passione, ma è l'amministrazione comunale che deve dare delle risposte concrete e definitive".
di Matteo Pucci
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