Ha fatto tappa all’agriturismo “Olmi Grossi” una carovana davvero molto, molto speciale

IMPRUNETA – È giunta anche ad Impruneta la meravigliosa iniziativa “Cavalcando l’autismo” nella sua seconda edizione, ideata e promossa dall’associazione onlus “L’emozione non ha voce”.

 

Dieci ragazzi affetti da autismo hanno trascorso una settimana cavalcando nelle zone più belle del centro Italia, per quasi cento chilometri: sono partiti da Panicale (località vicino al lago Trasimeno, n.d.r.), hanno costeggiato il Trasimeno fino ad arrivare a Cortona.

 

Da lì poi si sono trasferiti per la seconda tappa della cavalcata nella zona del Chianti a San Casciano, per terminare la loro avventura a Impruneta, presso l’agriturismo Olmi Grossi di Alberto Torrini.

 

Quest’associazione, creata da quattro padri di ragazzi affetti da autismo, porta il nome di una delle canzoni più belle scritte da Mogol per Adriano Celentano, e non a caso.

 

Infatti ci racconta Orazio Feminò, uno degli organizzatori della cavalcata: “I nostri ragazzi hanno difficoltà a esprimersi, ma indubbiamente le emozioni che provano sono vere e provengono dal cuore. Hanno bisogno di tirarle fuori, e noi ci proviamo ideando nuove iniziative ed esperienze”.

 

È stato un bel gruppo quello partito dall’Umbria per giungere fino in Toscana: dieci ragazzi, un medico, e dieci operatori di settore, tra psicoterapeuti e istruttori di riabilitazione della Federazione Italiana Sport Equestri. Più, ovviamente, dieci cavalli.

 

Assenti invece i genitori di questi ragazzi perché “un viaggio nell’autonomia e lontano dai genitori facilita la comunicazione e la capacità di relazione” ha sostenuto Corrado, genitore e presidente dell’associazione.

 

“Spina dorsale del viaggio in Toscana è stato Alberto Torrini – ci ha più volte ripetuto Orazio  – una persona di cuore, sempre disponibile ed energico”.

 

Infatti Alberto, oltre ad ospitarli nel suo agriturismo, ha preso parte attivamente alla cavalcata: prima dell’arrivo del numeroso gruppo si è dato da fare per rendere i percorsi più agevoli, spostando massi franati oppure grandi alberi caduti.

 

Successivamente, ha accompagnato i ragazzi durante le loro uscite a cavallo e, giunti a Impruneta, si è pure improvvisato vigile per permettere loro il passaggio.

 

Tutto ciò ce lo racconta Orazio, non certo Alberto: “Voglio che si parli di loro e di questa bellissima iniziativa, non di me. Io non ho fatto niente, sono loro i veri eroi” ci ha subito detto il proprietario dell’agriturismo.

 

Ed è stato proprio nel suo agriturismo che si è concluso questo intenso viaggio, dove si sono consumati i saluti, non senza qualche lacrima, di alcuni giovani “cavalieri”, rapiti dall’ottima cucina della moglie Monica e dalle figlie Ughetta e Malvina.

 

“Quello che mi sento di dire – ci racconta Alberto – è che è stata un’esperienza meravigliosa e toccante allo stesso tempo. Questi ragazzi hanno bisogno di fare nuove esperienze, e sono contento se sono riuscito, anche solo in piccola parte, a renderlo possibile”.

di Costanza Masini

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