L’imprunetino l’unico a passare nella lista Città Metropolitana Territori Beni Comuni. L’intervista

IMPRUNETA – Sono ben due i chiantigiani eletti nel nuovo consiglio (diciotto in totale) della Città Metropolitana domenica 28 settembre: il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini, incredibilmente secondo nella lista del Partito democratico (clicca qui per leggere l'intervista), e l'imprunetino Riccardo Lazzerini.

 

Che, a sorpresa, nella lista Città Metropolitana Territori Beni Comuni ha sconfitto il "favorito" Maurizio Quercioli, risultando l'unico eletto. E andando a infoltire la rappresentanza del nostro territorio in quello che, dall'1 gennaio 2015, sarà l'organo di governo che sostituisce la Provincia.

 

Insomma: uscito dalla "finestra" dal suo ruolo di consigliere provinciale (nelle fila di Sel), ricoperto fino a pochi mesi fa, rientrerà dalla "porta" nel nuovo consiglio della Città Metropolitana.

 

Lazzerini, un passaggio sul filo di lana: soddisfatto?

"Premetto che contesto un sistema elettorale che "taglia fuori" il vero corpo elettorale e per questo motivo mi batterò da subito affinchè nel nuovo statuto sia reinserito il "suffragio universale". Siamo di fronte ad un sistema elettivo "medioevale", dove pochi, decidono per tutti senza essere insigniti da un benché minimo processo democratico!".

 

Detto questo… . Non pensa che all'interno di Sel, che puntava soprattutto su Maurizio Quercioli, la sua elezionoe aprirà qualche crepa?

"La mia elezione è di fatto una piacevole sorpresa. In prima istanza per il sottoscritto a conferma di un lavoro svolto negli anni precedenti a contatto con il territorio. Nessuna frattura in Sel, anche perché chiunque rappresenti questa lista ha il dovere di portare la voce di tutti coloro che l'hanno sostenuta (Sel, Rifondazione comunista, liste civiche e movimenti). Insomma: onore e onere".

 

Cosa pensa di portare in Città Metropolitana dalla sua esperienza in consiglio provinciale?

"La mia battaglia contro gli impianti di smaltimento (inceneritori) prosegue da dove era rimasta, così come l'opposizione alla svendita del patrimonio pubblico (vedi Mondeggi-Lappeggi), attenzione all'edilizia scolastica, le strade (vedi quelle lasciate "a mezzo"). E poi vedremo gli argomenti e le deleghe nel dettaglio man mano che la Città Metropolitana assumerà una forma più chiara e definitiva".

 

Quale il suo rapporto con il Pd, conflittuale a Impruneta, non sempre idilliaco in Provincia?

"Il rapporto con il Pd sarà valutato di volta in volta e sulla base delle scelte che quest'ultimo porterà all'attenzione; ritengo che la Città Metropolitana sia uno strumento concreto. E sulle cose quindi dovrà tenere di conto delle istanze dei cittadini e dei territori dato che l'elezione di per sé, come ho già detto, non ne tiene conto!".

 

di Matteo Pucci

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