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lunedì 6 Febbraio 2023
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    Dopo lo sporco e i vandalismi, lo Slargo dei Popoli diventa un laboratorio di… murales

    "Non ci possiamo accontentare di installare delle telecamere - dice l'assessore Laura Cioni - per far capire cosa significa il rispetto del bene comune"

    IMPRUNETA – Si è tenuta nei giorni scorsi un’iniziativa che ha coinvolto i giovani del territorio, a cui era presente anche l’assessore ai servizi sociali Laura Cioni.

    Per un percorso che, andando oltre lo sporco e i vandalismi di cui è stata fatta oggetto in passato questa zona del paese, racconta della creazione di un nuovo murales.

    “Lo Slargo dei Popoli – inizia Cioni – non è solo un luogo di ritrovo privilegiato dai ragazzi ma purtroppo è stato oggetto di danneggiamenti con scritte sui muri e sul pavimento. Da qui l’esigenza di un intervento educativo piuttosto che punitivo”.

    “Non ci possiamo accontentare di installare delle telecamere – continua – per far capire cosa significa il rispetto del bene comune; soprattutto quando pensiamo ai giovani abbiamo la responsabilità di far comprendere come prendersi cura dei beni comuni nel rispetto delle relazioni civili di una comunità”.

    “Occorre un intervento più incisivo e diretto – rimarca – ed è per questo che ho voluto coinvolgere la cooperativa sociale Coop.21, che gestisce il servizio di educativa di strada, per la realizzazione di un progetto che coinvolgesse i ragazzi in un’azione di riqualificazione del luogo”.

    La cooperativa sociale Coop.21 offre servizi socio-educativi rivolti a diverse fasce di età (infanzia, minori, adolescenti, anziani) ed è anche agenzia formativa accreditata che organizza corsi di formazione professionale per giovani in abbandono scolastico.

    Rispetto al target minori, realizza anche progetti nelle scuole contro la dispersione scolastica e per promuovere l’inclusione sociale.

    Gli interventi di educativa di strada mirano a realizzare percorsi ed attività di promozione del benessere giovanile, lavorando in rete con i soggetti del territorio impegnati in attività a carattere sociale, culturale ed educativo, nell’ottica di sviluppo di comunità.

    E’ un servizio rivolto alle compagnie informali di adolescenti (target 14-25 anni) durante il loro tempo libero nei loro luoghi di ritrovo.

    Il lavoro si basa sulla costruzione di una relazione di fiducia con le compagnie, sull’ascolto attivo e una volta create le basi relazionali si sviluppano percorsi specifici che hanno l’obiettivo di rafforzare i fattori protettivi (promuovere lo sviluppo delle competenze psicosociali e porre il focus sulle risorse, potenzialità e quindi il riconoscimento di capacità/interessi e la valorizzazione delle diverse forme espressive, cercando di coinvolgere i ragazzi e renderli protagonisti attivi nel loro contesto) e ridurre i fattori di rischio (isolamento, abbandono, senso di inefficacia, bassa autostima).

    Gli educatori di strada, Martina e Giuseppe, hanno stimolato le compagnie con cui sono in contatto sul comune di Impruneta per avviare questo percorso che ha visto i giovani coinvolti prendersi cura di questo spazio che frequentano.

    Mercoledì scorso, il 16 giugno, hanno rimbiancato i muri in preparazione del laboratorio di writing che si è svolto mercoledì 23 giugno durante l’iniziativa, denominata Impruneta Street, in cui è stato realizzato un laboratorio di murales,  condotto da un giovane esperto di writing, Tommaso Meli, che è una delle 4 discipline che caratterizzano la cultura hip hop.

    Il writing è stravolgimento e trasformazione delle lettere di un alfabeto che in questo modo si fa graficamente nuovo e dinamico. Il colore e le linee animano lo spazio urbano a disposizione e offre possibilità espressive e significati complessi dietro ogni tag.

    L’hip hop è un approccio efficace e vitale che le giovani generazioni hanno sviluppato per prendersi cura di sé e del proprio ambiente sociale in un’epoca di forti mutazioni e instabilità. Un insieme di pratiche in grado di sviluppare un originale approccio riflessivo alla realtà e attivare processi di apprendimento inediti.

    “Nell’ottica di prevenzione del disagio – riprende Cioni – promozione della partecipazione e sviluppo di competenze dei giovani, la realizzazione di questo percorso ha permesso di creare uno spazio condiviso e legittimato per promuovere l’espressione di sé e dei propri interessi da parte dei giovani coinvolti, oltre a rappresentare un intervento di riqualificazione urbana”.

    “Offrire ai ragazzi la possibilità di esprimersi – rilancia – e occuparsi, prendersi cura di uno spazio comune è la strada per aprire con loro un dialogo, stimolare il senso di appartenenza e renderli protagonisti all’interno della comunità”.

    “Sono convinta – conclude – che i giovani che si sentono coinvolti in prima persona nella vita del proprio paese possano essere a loro volta un esempio per i coetanei e sicuramente uno stimolo per tutti noi”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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