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venerdì 9 Dicembre 2022
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    Giuseppe Aglietti segue da anni la politica imprunetina. E indica il suo candidato a sindaco

    Giuseppe Aglietti è personaggio molto conosciuto a Impruneta. Segue con interesse da anni la politica locale, spesso con occhio critico. Ci ha inviato una lettera in cui racconta i motivi che lo hanno condotto a individuare il "suo" candidato per le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio prossimi. Ve la proponiamo qui di seguito.

     

    "Dopo molti anni di volontariato politico, non sponsorizzato, durante i quali ho diffuso le mie analisi su vari aspetti dell’amministrazione, ho deciso di appoggiare attivamente la nuova
    lista: “il coraggio di cambiare”, nata dall’incontro di varie forze politiche e di movimenti come “Indignamoci!” che ho contribuito a fondare.

     

    Per affrontare l’emergenza democratica e la paralisi in cui si dibatte il nostro comune occorre infatti che tutti i cittadini, singoli o associati, collaborino alla ripartenza del paese al di là delle differenti appartenenze politiche, dell’età, del genere o della residenza; imprunetini, tavarnuzzini o abitanti delle frazioni.

     

    Il coraggio di cambiare significa abbandonare le tradizionali abitudini di voto che tengono in vita gruppi di potere decotti e inconcludenti per tentare una scelta di cambiamento sostanziale, basata sulla competenza dei candidati e sulla bontà e ragionevolezza delle loro proposte.

     

    Ma nessun programma, per quanto condivisibile, e nessun leader, per quanto stimato, assicurano un’amministrazione all’altezza delle aspettative. Il buon governo è garantito solamente dal controllo continuato del suo operato da parte dei cittadini. Per questo il programma della lista il coraggio di cambiare pone al primo posto la trasparenza e la partecipazione di cittadini alle scelte, prima che siano fatte e non dopo come è stato fatto sino a ora.

     

    In questo periodo di crisi morale e politica, si è ritenuto indispensabile fissare al primo posto del programma i criteri di buon governo ai cui la nuova giunta dovrà attenersi. Tali criteri includono, oltre alla trasparenza e alla partecipazione, l’efficienza dei servizi, l’equità e il controllo delle spese. Il rigore dei conti non è un valore in sé ma lo strumento per liberare risorse da usare per gli investimenti e per mitigare il disagio sociale.

     

    I molti problemi che le giunte precedenti ci hanno lasciato, non potranno trovare soluzione a breve o in un solo mandato, ma è nostra ambizione segnare un percorso chiaro ed economicamente sostenibile. Il programma non promette miracoli ma cose buone, normali e ragionevoli che vogliono però uscire dalla chiacchiera per essere applicate, giorno per giorno, decisione per decisione, avendo in mente gli obiettivi a lungo termine programmati.

     

    Il partito al potere pur perdendo consensi dopo aver governato così male negli ultimi venti anni, potrebbe continuare nella sua opera distruttiva, se l’elettorato scontento dell’andazzo attuale si disperdesse fra molte liste di opposizione.  Considerato il sistema maggioritario in vigore, votare liste di pura protesta o di minoranza ideologica senza possibilità di vittoria significa consegnare il paese al PD per altri cinque anni.

     

    D’altronde l’affossamento delle primarie di coalizione da parte del PD, dimostra che il partito dominante non intende rinnovarsi né aprirsi a idee o persone nuove. Le stesse primarie interne hanno visto combattersi due candidati che hanno lungamente condiviso tutte le scelte delle amministrazioni passate e di cui fanno ancora parte; si è trattato quindi dell’abituale resa dei conti interna, piuttosto che di un confronto di idee o di modi di governare. Ne fa fede la lista dei candidati a consigliere che segna la continuità con il passato.

     

    Gli elettori devono anche tener conto che la disastrata situazione economica e finanziaria del comune esige sindaci preparati, con capacità ed esperienza gestionali, di grande personalità e con una visione moderna. Tutto ciò, a mio avviso, non si ritrova nel curriculum del sindaco designato dal PD né nel modo di governare dell’amministrazione di cui fa parte né nei quadri del partito che dovrebbero sostenerlo.

     

    La politica, anche locale, non si migliora se non si ha “il coraggio di cambiare”. Quello che vi proponiamo è una scelta nuova che designa come sindaco Riccardo Lazzerini, da tutti conosciuto come persona equilibrata, esperta e molto attiva nella comunità imprunetina, e un gruppo di consiglieri che, pur composto in prevalenza di giovani, non rincorre il giovanilismo di facciata, ma indica tutte persone con esperienza e capacità, cittadini impegnati da tempo sul territorio, ansiosi di rinnovare la politica.

     

    A tutti loro, è stato affidato un programma serio e con poche promesse se non quella dell’adozione dei criteri del buon governo sopra indicati. Vogliamo fare politica ma esclusivamente intesa come servizio".

    Giuseppe Aglietti

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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