IMPRUNETA – Lunedì 2 luglio, ore 12.30. Su via di Cappello un "bilico" sta facendo manovra, appena fuori dalla zona Pesci Ref, scendendo verso valle da Impruneta. Porta via un bel carico di bagni chimici.
Esce da un cancello, da cui si accede a quella villa (zona "lago Traballesi") da cui, nella notte fra sabato 30 giugno e domenica 1 luglio, è salita fino a notte fonda su nel cielo una musica continua.
Una musica che ha fatto letteralmente infuriare mezzo paese: bacheche social ribollenti, 112 chiamato più volte, così come la mattina la Stazione dei carabinieri di via Cavalleggeri.
Carabinieri che sarebbero intervenuti in piena notte, con i militari del Radiomobile di Scandicci. Inoltre, sempre durante la serata, sono stati lanciati in cielo fuochi artificiali.
Le proteste sono arrivate, ovviamente, anche in palazzo comunale: "Stiamo facendo tutte le verifiche del caso sulle autorizzazioni" ci dice il sindaco Alessio Calamandrei.
Pare (ma in questo caso il condizionale è davvero d'obbligo) che la serata fosse stata organizzata per festeggiare la vendita della villa.
Quello che tantissimi imprunetini si chiedono (e chiedono) è se si sono arrabbati e rimasti svegli per un qualcosa di autorizzato. Oppure no. E, inoltre, si chiedono anche se una cosa del genere può succedere di nuovo.
"Come detto – dice ancora il sindaco Calamandrei – sto parlando con tutti. Intanto posso dire che per i fuochi di artificio l'autorizzazione risulta. Per adesso non posso dire niente per quanto riguarda il resto: ho in corso verifiche accurate con gli uffici".
Anche perché in paese si aspettano risposte. E in molti si chiedono anche se chi ha suonato musica fino a notte fonda e ha sparato in cielo fuochi artificiali sapeva quello che era successo poche ore prima in via Longo numero 7, con il duplice omicidio di Osvaldo Capecchi e Patrizia Manetti. Con tutto un paese sotto choc.
di Matteo Pucci
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