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venerdì 19 Luglio 2024
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    “Bilancio comunale, Lega Nord populista? E’ il sindaco che ha un nervo scoperto…”

    Il segretario provinciale Scipioni: "Noi siamo con il popolo. E Calamandrei non dice come rientrare dal disavanzo"

    IMPRUNETA – "Se le accuse mosse dalla Lega fossero tanto inconsistenti come mai tanta premura nel controbattere e risposte tanto piccate quanto volte a minimizzare? Abbiamo toccato un nervo scoperto caro sindaco?".

     

    A parlare è Alessandro Scipioni, segretario provinciale Lega Nord Firenze: alla sua attenzione le dichiarazioni del sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei, che nei giorni scorsi ha ribattuto alle critiche della stessa Lega sul bilancio comunale.

     

    "Siamo populisti? E da quando essere dalla parte del popolo è un difetto? – dice Scipioni – Detto da un esponente di un partito che, numeri alla mano perde sempre più il contatto col suo popolo, non può che suonare come un complimento: quale onore sindaco Calamandrei!".

     

    "Entrando nel dettaglio – dice ancora Scipioni – ad un sindaco tanto solerte è sfuggito il nostro riferimento alla procedura di rientro del disavanzo? L'abitudine a svicolare, a non essere chiari, a rispondere non da politici ma da veri e propri Azzeccagarbugli si fa sempre sentire".

     

    "A rigor di logica – continua – la Corte dei Conti si sarebbe così prontamente attivata per un errore di poco conto come pensano di farci credere? Avrebbe ingiunto per di più misure di rientro stringenti e tassative (entro 60 giorni dal 3 agosto)? I numeri sono preoccupanti ma forse l'intento della Corte dei Conti era soprattutto quello di evidenziare un trend che sta diventando preoccupante tentando d'interromperlo il prima possibile: ogni anno il disavanzo è lievitato; e se i debiti sono un retaggio del passato, il disavanzo di amministrazione è un marchio distintivo".

     

    "Forse ha voluto avvisare che sarebbe opportuno cambiare – prosegue Scipioni – ma certo è che non è compito facile convincere chi ostinatamente pensa di aver sempre ragione a prescindere. Nella pronuncia di accertamento dell'ente si parla di azioni contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità e di “gravi irregolarità”. Visionando la deliberazione della giunta n.37 del 27 maggio 2015 è possibile estrapolare quanto anche la Corte dei Conti sostiene: a fronte di un risultato formale positivo di 2.430.565,31 si registra un disavanzo di amministrazione pari a 2.272.378,95 (riportato alla riga “totale parte disponibile”)".

     

    "Carta canta – rincara – Questo disavanzo è frutto dell'operazione: risultato di amministrazione dopo il ri-accertamento (totale parte accantonata, totale parte vincolata, totale parte disponibile). Il disavanzo di amministrazione è sintomo di illiquidità e può portare alla sospensione dei pagamenti, se non sopravviene il sollievo di un adeguato avanzo dell'esercizio in corso o di un consolidamento, con un piano di risanamento economico e finanziario".

    "Si tratta di un fatto eccezionale quanto grave – conclude Scipioni – che non si può liquidare e che avrà un seguito, non proprio quella “errata imputazione di una posta contabile” di circa 6000 euro come accennava l'Assessore, ma evidentemente va tutto bene Madama la marchesa. Risponda su questi numeri e sulle misure correttive che dovrà adottare. A margine non può sfuggire che siano già partite le alienazioni del patrimonio: fare cassa per ripianare. Siamo sicuri che non c'entri con la necessità di rientrare del disavanzo?".

     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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