Addio Mario Pescini, storico volontario della Pubblica Assistenza di Tavanuzze

Fu tra i primi a farne parte, fin dal 1987: un veterano apprezzato da tutti. Il ricordo, commosso, dell'associazione

TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – Ci ha lasciato intorno alle 6 della mattina di sabato 21 ottobre Mario Pescini, storico volontario della Pubblica Assistenza di Tavarnuzze, stroncato a sessantanove anni da un male incurabile.

 

Alle 15 del pomeriggio di oggi, lunedì 23 ottobre, si sono celebrati i funerali alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Tavarnuzze; sullo sfondo era presente una fitta folla di parenti, amici e paesani del defunto.

 

Mario è ricordato in paese per esser stato uno dei primi volontari entrati a far parte del servizio di pubblica assistenza di Tavarnuzze nel 1987, anno di nascita dell'associazione.

 

Un autentico veterano, che, già mentre lavorava come autista per l'azienda di trasporti pubblici Ataf di Firenze e successivamente durante la pensione, aveva scelto di dedicare il suo tempo libero anche per il bene comune, con impegno, serietà e costanza.

 

Matteo Aramini, uno dei volontari che conosceva molto bene Mario e con lui ha trascorso gran parte del suo tempo in associazione, ce lo descrive come “una persona che si impegnava assiduamente nel lavoro del gruppo ed era sempre pronta e volenterosa nell'aiutare il prossimo”.

 

TEMPI EROICI – Vasco Collini (a sinistra) e Mario Pescini (a destra)

 

“Un carattere vitale e spiritoso – dice Matteo – un uomo semplice soprattutto, aiutava gli altri spontaneamente e per il gusto di farlo”.

 

“Tra i volontari poi – continua – era uno dei più attivi, sempre sul campo e non lo faceva certo con l'intenzione di ottenere una speciale riconoscenza per questo dal paese”.

 

La sua pluriennale esperienza lavorativa da autista gli aveva assicurato la direzione delle ambulanze di servizio, oltre al compito di istruire i nuovi volontari alla guida dei mezzi.

 

Si occupava poi di seguire le pratiche burocratiche dell'associazione, in particolare le procedure di tesseramento dei soci, “che spesso effettuava a mano – ricorda Matteo – pur disponendo delle nuove tecnologie computerizzate di tesseramento”.

 

“Gli dobbiamo molto nell'associazione – sottolinea – ci ha insegnato tutto quello che sapeva  e grazie al suo grande aiuto penso che saremo perfettamente in grado di proseguire l'attività di volontariato bene come quando era insieme a noi. Comunque, la sua mancanza non smetterà mai di farsi sentire…”.

 

I volontari si ricordano di quando, ogni anno in autunno e in inverno, Mario preparava la valigia e si trasferiva per sei mesi al calduccio, nella sua casa alle Isole Canarie, per poi tornare a Tavarnuzze durante la bella stagione dei sei mesi successivi.

 

E, subito dopo essere tornato, si affacciava alla porta dell'associazione e chiedeva agli altri volontari di aggiornarlo sulle novità che erano accadute durante i sei mesi di assenza, in modo da ripartire velocemente al suo solito ritmo.

 

Colleghi, amici e parenti gli rivolgono un grandissimo saluto pieno di affetto, quasi come se Mario, anche questa volta, fosse partito per un altro dei suoi viaggi!

di Cosimo Ballini

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