“Eccedenze alimentari dei negozi alle persone indigenti: bocciata la mia mozione”

Matteo Zoppini (Centrodestra per Impruneta): "Purtroppo Impruneta Comune Aperto l'ha bocciata. Soprendente..."

IMPRUNETA – "Dobbiamo darci delle priorità: io nel primo consiglio comunale utile ho portato una mozione sul sociale. Una mozione frutto del lavoro della campagna elettorale, dove con tanti operatori del settore alimentare, dell'abbigliamento e del farmaceutico mi sono confrontato".

 

Matteo Zoppini, capogruppo del Centrodestra per Impruneta, spiega il suo primo atto ufficiale da neo consigliere comunale.

 

"Vi siete mai chiesti che fine fanno le eccedenze alimentari una volta che i negozi chiudono la sera? – domanda – Nella maggior parte dei casi vengono buttate. La mia mozione invece prevede che a fronte di un'agevolazione su imposte comunali gli esercenti siano incentivati a donare prodotti alimentari in eccedenza direttamente a privati o mediante delle associazioni, il tutto disciplinato in modo chiaro e puntale dalla legge 166 del 19 agosto 2016. Non di meno i generi non destinati al consumo umano sarebbero potuti essere al centro di un progetto di compostaggio e riciclo".

 

"Tutto questo – riprende – sarebbe stato possibile se Impruneta Comune Aperto non avesse bocciato la mia mozione. In un clima politico locale e nazionale dove i cittadini si stanno sempre più allontanando dalla politica questo sarebbe stato un segnale forte e concreto. E' evidente che aiutare chi magari non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena non sia una loro priorità".

 

"La cosa curiosa – dice ancora Zoppini è che questa mozione, anche se presentata da forze di centrodestra, è stata approvata all'unanimità in diversi comuni toscani a guida centrosinistra, tra cui anche Firenze. Mi domando se anche ad Impruneta di fronte a questo tipo di proposte si riuscirà mai ad andare oltre l'appartenenza partitica".

 

"Tengo invece a ringraziare le opposizioni – conclude – che hanno favorevolmente accolto questa proposta e a loro dico: da qua ripartiamo insieme. I potenti rammentino che la felicità non nasce dalla ricchezza nè dal potere, ma dal piacere di donare. Lo cantava De Andrè…".

di Redazione

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