mercoledì 28 Ottobre 2020
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    Non sarà un settembre come gli altri: quanto ci mancheranno quei quattro colori di Impruneta

    Niente Festa dell'Uva, niente sfilata l'ultima domenica di settembre. Ma, soprattutto, niente di tutto quello che le "gira intorno" per settimane. Che è la sua vera essenza. Popolare. Identitaria. Unica

    Sono tante, tantissime le rinunce che ognuno di noi ha dovuto fare a partire dal quel giorno di febbraio. Da quando venne individuato il “paziente 1” e iniziò, anche in Italia, tutto quello che sappiamo.

    Rinunce grandi, grandissime, enormi per qualcuno. Per quanto riguarda la salute. O il lavoro. 

    Le rinunce di bambini, dei ragazzi, privati della scuola, mai così desiderata.

    In un mondo completamente stravolto, guardando al “piccolo”, è saltato praticamente tutto. Sono saltate anche le feste, le sagre, tutto quel che di conviviale (ed è tantissimo) rende vivo il nostro territorio.

    Oggi è il primo giorno di settembre. E c’è il sole dopo il brutto tempo degli ultimi giorni. Ma all’Impruneta non scalda. Manca qualcosa.

    Mancano soprattutto quei quattro colori: il bianco del Sant’Antonio, il rosso delle Fornaci, il verde del Pallò, l’azzurro delle Sante Marie.

    Manca quella data come chiodo fisso, quell’ultima domenica di settembre quando il caos diventa una fila, in ordine di uscita, e sale altissima l’adrenalina.

    Poi la Commenda, la discesa davanti al palazzo comunale. E lo schierarsi di fronte al Pozzo, alla giuria. Mettendo in scena quello per cui si è lavorato per settimane.

    Chi scrive segue da anni la sfilata della Festa dell’Uva di Impruneta in piazza, quell’ultima domenica di settembre.

    Ne ha viste in giornate che pareva inverno (e una volta fu talmente inverno che non si sfilò), e altre in cui il sole cuoceva i volti.

    Mancherà quel giorno, certo.

    Ma a me mancheranno soprattutto i giorni, le settimane precedenti. Quei giorni che oggi sarebbero… già iniziati.

    Quando trovi un po’ di tempo per passare una serata nelle aree rionali. E senti l’odore del mastice per “inchiccare”, le tute sporche e le magliette con le scritte. Il rumore delle macchine da cucire che non si fermano un secondo.

    E le cene ai tavoloni. Tutti insieme. Gomito a gomito. Parlando e vociando. I volti dei tanti che sui rioni ho visto quasi bambini. Una grande famiglia allargata, che va anche oltre quei quattro colori. A volte senza neanche accorgersene.

    E’ una grande ruota del tempo la Festa dell’Uva di Impruneta. Scandisce il passare degli anni, le nascite e i lutti.

    Grandi amicizie. Litigate furibonde. Amori e rotture.

    Quest’anno sarà così. Non sarà. E dovremo farcene una ragione. Ci sarà il Peposo Day l’ultima domenica di settembre. E si aprirà il Museo della Festa dell’Uva affacciato sulla piazza. 

    In attesa di una nuova alba. Di un nuovo anno. Con la speranza di ritrovarsi gomito a gomito. E guardarsi negli occhi.

    Con quei quattro colori che brilleranno come non mai.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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