IMPRUNETA – Anche Italia Nostra fa parte del nutrito schieramento di chi ha presentato osservazioni contro il piano di recupero dell'area delle vecchie fornaci, lungo via di Cappello.
"Le abbiamo presentate – dice il presidente, Leonardo Rombai – al Comune di Impruneta, alla Regione Toscana e alla Soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato, insieme con la nostra totale opposizione al cosiddetto “Piano Attuativo” per la realizzazione di una mega-lottizzazione sul versante a ripida pendenza della collina imprunetina, in prossimità del centro abitato, e precisamente fra via Cappello e via Fornaci".
"Come è noto a molti imprunetini – prosegue – le due vecchie e dismesse fornaci “Cotto REF” e “Pesci” verrebbero sostituite da edifici residenziali (e in parte minore artigianali), con realizzazione altresì di una nuova strada di accesso e di strade di lottizzazione, parcheggi e giardini".
Al riguardo, Italia Nostra esprime la sua "preoccupazione circa l’impatto macroscopico di una lottizzazione di abnorme consistenza che – anziché contribuire al rilancio della produzione del cotto e dell’occupazione del comparto, come si legge nel “Piano Attuativo”, negli atti amministrativi che alcuni anni fa lo prepararono e in quelli recenti che lo approvano – va, invece, esclusivamente a vantaggio della speculazione privata; per di più, compromettendo gravemente gli equilibri idrogeologici dell’area. I previsti interventi edilizi, con il pesante carico volumetrico degli stessi (ben 42.871,63 metri cubi ovvero ben 14.288 metri quadri di fabbricati), infatti, ricadono in zona collinare del tutto sfavorevole in termini idrogeologici, essendosi formata questa in superficie, negli anni, con materiali terrosi (argilla) di riporto e con derivati da scarti delle vecchie fornaci, che hanno contribuito, pertanto, a renderla insicura sotto l'aspetto edificatorio".
"E’ del resto a tutti noto – continua Rombai – che gli edifici realizzati ex novo o radicalmente ristrutturati in questi ultimi anni in via Fornaci, principalmente a monte e limitrofi alla ex “Fornace Agresti”, hanno richiesto rilevanti misure di consolidamento atte a contenere i movimenti del terreno che già si presentavano durante i lavori; e che i terreni delle vicine lottizzazioni Presuria e via Ho Chi Minh sono stati oggetto, anch’essi, di assai consistenti interventi di consolidamento, per la loro franosità aggravata dalla presenza di materiali di riporto, di argilla e di molte sorgenti acquifere che, anche attualmente, creano seri problemi agli edifici esistenti".
"Ed è altrettanto noto – rilancia – che i lavori indispensabili per la messa in sicurezza hanno comportato notevoli spese per lo Stato e per le ditte appaltatrici delle già realizzate lottizzazioni, nonché per i singoli privati (a causa del necessario ripristino delle loro abitazioni), oltre a produrre la svalutazione parziale degli immobili e gravosi disagi sostenuti in quelle circostanze di pericolosità ambientale".
"A maggior ragione – dice ancora il presidente dell'associazione ambientalista – Italia Nostra esprime netta opposizione al “Piano Attuativo” per il fatto che l'area collinare individuata per la pesante lottizzazione è soggetta a diversi vincoli urbanistici: a partire da quelli paesaggistico e idrogeologico, e per essere l’area attraversata dal metanodotto e investita da frana stabilizzata artificialmente (porzione a nord di via Fornaci)".
"Al riguardo – conclude – del tutto sconcertante e inspiegabile – e in netto contrasto con i princìpi del nuovo Piano Paesaggistico regionale – appare il “parere favorevole all’intervento proposto” (in quanto “l’intervento comporta una complessiva riqualificazione dell’area senza compromettere i valori tutelati dai vincoli sull’area”), rilasciato in data 31/4/2017 dalla Commissione Comunale per il Paesaggio".
di Redazione
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