IMPRUNETA – “Le famiglie imprunetine i cui ragazzi e ragazze vanno alle media sembrano destinate ad accollarsi il trasporto scolastico dei figli fino a Tavarnuzze, come se avessero scelto loro di mandarceli”.
A dirlo è Matteo Ottanelli, referente Lega Nord Impruneta: “Del resto, anche volendo, a questo punto il Comune non avrebbe potuto assicurare la gratuità del trasporto scolastico perché ciò era consentito finché la collocazione a Tavarnuzze fosse restata transitoria".
"Ora non lo è più ed è un bel problema – prosegue – perché le scuole medie di Impruneta non esistono più. Questo nonostante o meglio grazie all'impegno che il sindaco Calamandrei ha profuso nel progetto scuola sin dall'inizio del suo mandato raggiungendo non trascurabili risultati".
"Oltre ai tre anni di tira e molla sulle medie – continua – che hanno visto i ragazzi andare in su e in giù tra vaste quanto inascoltate proteste, durante la gestione Calamandrei l'edificio dell'asilo di via Roma è stato chiuso e trasformato da preziosa risorsa per la comunità in inutile peso per il bilancio del Comune. Come non ricordare inoltre i disagi che, causa le chiusure delle scuole e i conseguenti accorpamenti nelle sedi esistenti, sono arrivati a cascata fino a Tavarnuzze”.
“Tutto questo – aggiunge Lorenzo Somigli coordinatore Lega Nord Chianti – senza che, al di là di fugaci esternazioni su Facebook, sia stata data la possibilità di capire le ragioni, soprattutto tecniche, di scelte tanto impattanti per la comunità imprunetina".
"Ne è una riprova – rimarca – la sequela dei nostri accessi agli atti con i quali cerchiamo invano, dal gennaio scorso ad oggi, di fare chiarezza sulla chiusura delle scuole: ecco qui la tanto sbandierata trasparenza della pubblica amministrazione. Forse ci sarà una svolta in questa ricerca: dipende da che atti ci saranno consegnati, se ci saranno consegnati, ma soprattutto da che cosa c'è scritto e come ovvero con quali presupposti. Sinceramente stupisce che ci si debba rivolgere ad un legale per visionare atti che dovrebbero essere conoscibili".
"Sorvolo – conclude – sul punto più basso della vicenda, la tragicomica costruzione del plesso dei Sassi Neri salvo ricordare che un Comune dovrebbe garantire alla propria comunità soluzioni semplici e chiare ma soprattutto tranquillità e certezze”.
di Redazione
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