“6 ottobre 1924, nasce la radio in Italia”, una mostra imperdibile alla Società Corale

Un percorso attraverso apparecchi di tutte le epoche, per capire come la radio ha inciso nella Storia

IMPRUNETA – "6 ottobre 1924": nasce la radio in Italia. La Società Corale di Impruneta, insieme al Comune e con il patrocinio della Rai presenta una mostra da non perdere nel salone di via Vittorio Veneto a Impruneta.

 

Alla mostra che ripercorre la storia della radio hanno partecipato l'associazione Italiana Radio d’Epoca di Firenze; l'associazione Radioamatori Italiani Sez. di Firenze , l'associazione “Il paese dei balocchi”  di Sesto Fiorentino e collezionisti di Impruneta.

La mostra vuole percorrere i primi anni dello sviluppo tecnologico degli apparecchi radio, fino all’avvento dei moderni apparecchi a transistor, cercando di mettere in luce la grande rivoluzione sociale che la scoperta provocò nel paese.

 

La Mostra sulla Grande Guerra, in occasione del centenario aveva mostrato il primo stravolgimento del sistema istituzionale europeo e la messa in contatto fra di loro di masse di popolazioni che per centinaia di anni vivevano in una società cristallizzata.

 

In questa dimensione “fluida” del primo dopoguerra, quando, per la prima volta nell’ottobre del 1924 si cominciarono a diffondere le voci, le notizie, i resoconti di fatti che avvenivano in Italia ed all’estero, quando per la prima volta si sentì parlare in “italiano” la popolazione abituata ad esprimersi in numerosi dialetti, quando tramite racconti di eventi si poterono trasmettere momenti di un “sentimento comune”, allora possiamo dire che si cominciava a costituire la "nazione degli italiani”, così come aveva auspicato Cavour dopo l’unificazione dell’intera penisola fatta da Garibaldi.

 

Lo stesso Regime comprese l’importanza di questo mezzo di comunicazione, e ne cavalcò le opportunità. Così come divenne strumento della voce dell’opposizione clandestina e della resistenza nel paese e nell’Europa occupata dal nazismo.

 

La Mostra presenta un percorso storico delle radio fatte in legno, quelle di bachelite, le radio dei poveri, cioè le galene, e le radio che hanno fatto epoca o curiosità.

 

Tutto questo grazie all’Associazione Italiana Radio d’Epoca (AIRE) di Firenze, ed ad un buon numero di amatori e cittadini possessori di vecchi apparecchi. Si presentano le prime radio dell’epoca dopo il 1924 in un percorso fino a quelle dei primi anni sessanta dove la tecnologia costruttiva a valvole si stava esaurendo lasciando il posto all’avvento della componentistica a transistor.

 

Sono esposti inoltre alcuni apparecchi dimostrativi della onde elettromagnetiche e menzione particolare è rivolta alla figura di Guglielmo Marconi, che con l’invenzione del telegrafo senza fili del 1895 rivoluzionò il mondo delle comunicazioni e aprì la strada alla possibilità di trasmettere un messaggio uniforme ad un pubblico indifferenziato di persone: un giornale radio parlato, musica e intrattenimento, o, meglio, quello che a partire dagli anni Venti del Novecento si sarebbe chiamato broadcasting, forse la più potente struttura che i media abbiano ideato nel XX secolo. L’avvio delle radiodiffusioni su vasta scala furono anche da incentivo alla commercializzazione dei primi apparecchi radioriceventi.

 

Una sezione particolare è dedicata, a cura dell’Associazione dei Radioamatori di Firenze, all’uso attuale della radiofonia, anche nel campo della protezione civile, con dimostrazione al pubblico visitatore di corrispondenze radiofoniche a livello locale ed internazionale.

 

La mostra è aperta da oggi, 15 ottobre al 22 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, tutti i giorni, festivi compresi

 

di Redazione

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