Sedi rioni: “L’Ente Festa dell’Uva presenterà le sue richieste ai candidati sindaco”

Il presidente Lazzerini: "Vogliamo risposte ufficiali, scritte nero su bianco. Poi la comunità rionale ne prenderà atto"

IMPRUNETA – Ieri, sabato 23 dicembre, il grido d'allarme sulla Festa dell'Uva lanciato sul Gazzettino del Chianti dal presidente del rione delle Fornaci Alessandro Vanni.

 

Un grido d'allarme per niente isolato. Per niente esagerato. E, si augura chi segue con passione e impegno una manifestazione unica, che venga ascoltato.

 

 

 

Lo rilancia e lo arricchisce di dettagli lo stesso presidente dell'Ente Festa dell'Uva, Riccardo Lazzerini.

 

Lazzerini come vede la situazione sedi rionali ed il rapporto con l'amministrazione comunale?

 

"Penso che l'ultimo investimento vero fatto da una amministrazione nei confronti della Festa dell'Uva, sia stato l'acquisto delle cucine, quindi roba di oltre quindici anni fa. È il momento di cambiare passo ed impegnarsi in scelte che rientrano nell'ambito "strutturale" e prevedere investimenti, fino ad adesso neanche presi in considerazione".

 

In che modo?

 

"L'Ente sottoporrà a questa amministrazione e a coloro che si candidano alle prossime amministrative questioni alle quali "pretendiamo" risposte concrete, scritte nero su bianco nei futuri programmi elettorali; dopodiché, la "comunità rionale", ne prenderà atto".

 

Insomma, basta chiacchiere…

 

"Come già espresso durante la recente conferenza stampa (nella quale abbiamo presentato il nuovo website), abbiamo alcune preoccupazioni in merito alla nuova sede del rione delle Fornaci (questione ben espressa dal presidente Vanni) che deve essere assegnata al rione stesso entro il mese di gennaio per non precluderne l'avvicinamento alla Festa 2018".

 

Poi ci sono gli altri tre.

 

"Naturalmente non ci lasciano sereni neanche le questioni legate alle altre sedi da realizzare; allo stato attuale, le soluzioni prospettate per Pallò e Sante Marie sono "futuribili" e, secondo me, da ridiscutere con il coraggio di prevedere piani alternativi alle soluzioni prospettate oggi (dieci/venti anni per la loro realizzazione?). Un po' diversa la situazione del rione del Sant'Antonio; luogo certo ma questione strutturale comunque da definire".

 

Quindi le sedi come questione prioritaria…e per quanto riguarda l'edizione 2018?

 

"Veniamo dal "mezzo miracolo" dell'edizione novantuno, possibile grazie alla ritrovata armonia all'interno dell'Ente ma che, indubbiamente, ci suggerisce come sia necessario pianificare e non improvvisare una manifestazione complessa a prescindere; indubbiamente la cosa che ha funzionato meglio è la promozione, sulla quale stiamo già lavorando senza sosta per allinearci a manifestazioni meno blasonate ma più connesse alla realtà odierna".

 

Ci spieghi meglio.

 

"Questo vuol dire ad esempio, avere la possibilità di acquisto biglietti on-line, prevedere dirette dell'evento (TV o streaming), accrescere posti a sedere, rendere il mese di settembre la rampa di lancio della 92° Festa dell'Uva (32° etichetta d'autore, Peposo Day)".

 

In una sua prima uscita, ha parlato di un eventuale Museo; fantasia o realtà?

 

"Il Museo può essere una realtà a patto che questa o la futura amministrazione destini un luogo (che noi abbiamo già individuato) a questo scopo. Questo il primo passo per avviare concretamente la realizzazione dello stesso".

di Matteo Pucci

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