Primarie Pd, Aramini: “Perso per pochi voti, il partito dovrà riflettere”

Lo sfidante ha perso per 52 voti: "Riflessione soprattutto su quello che dice il voto a Tavarnuzze"

IMPRUNETA – Cinquantadue voti. Sui 1.007 totali. Un margine molto ristretto, che però consentirà ad Alessio Calamandrei, sindaco uscente, di essere per la seconda volta, dopo il 2013, il candidato del Partito democratico alle elezioni amministrative che si terranno il prossimo 10 giugno.

 

La "rivolta interna" al Pd, con una parte di partito che mai ha digerito Calamandrei, è stata quindi sconfitta. Matteo Aramini, lo sfidante, che ha impostato una campagna molto aggressiva, alla fine non è riuscito a sfondare.

 

"Sono soddisfatto comunque – dice a caldo Aramini – nel poco tempo a disposizione, è stata una corsa intensa ma breve. Aver perso per pochi voti mi fa dire che sono soddisfatto del lavoro di tutti, di chiunque abbia dato un supporto".

 

 

"E adesso? Mi prendo un paio di giorni per riposare – risponde – poi mi metterò, con correttezza, a disposizione del partito".

 

"Un partito – conclude – che dovrà farsi però qualche domanda. Quale? Ad esempio che il sindaco uscente, che aveva vinto nel 2013 a Tavarnuzze, adesso invece vede quel paese che vota all'opposto".

 

Aramini fa probabilmente riferimento alle elezioni amministrative, che videro appunto Calamandrei vincere in tutti i seggi di Tavarnuzze e perdere in tutti quelli di Impruneta contro Riccardo Lazzerini (che arrivò secondo fra i cinque candidati sindaco).

 

Per quanto riguarda le primarie invece, il vero dato da confrontare, Calamandrei perse sì a Tavarnuzze, contro Marco Pistolesi. Ma di pochi voti (7). Stavolta il distacco su Tavarnuzze è stato maggiore (114 voti): nel 2013 votarono in 531, stavolta hanno votato in 354.

 

E anche qui sta un po' della delusione di Aramini: se fosse riuscito a portare più persone della "sua" Tavarnuzze a votare… . Anche qui ci sarà da capire: se la "colpa" è stata della domenica estiva e del ponte, oppure se il suo messaggio nel "suo" paese non è passato fino in fondo.

 

 

Insomma, la delusione c'è. E' inutile negarlo o nasconderlo. C'è una parte di partito che ha preso una "botta". La seconda in cinque anni.

 

Con dentro per l'appunto Marco Pistolesi, l'ex sindaco Ida Beneforti, l'assessore Lillian Kraft, il capogruppo in consiglio comunale Paolo Magnelli, Angiolo Fossati… .

 

Una parte di partito che adesso (subito) dovrà rispondere agli elettori del Pd, per capire se e come sosterrà Calamandrei. Perché poi, dettaglio da non sottovalutare, il 10 giugno ci sono le elezioni. Quelle vere.

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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