Dopo l’infuocato consiglio comunale aperto, le riflessioni di giunta comunale e Partito democratico

IMPRUNETA – Un lungo documento, che parte dal consiglio comunale aperto sulle scuole dello scorso 5 maggio, per analizzare in profondità una questione che sta dividendo e scaldando gli animi in tutta Impruneta.

 

A scriverlo il Partito democratico di Impruneta, con il gruppo consiliare di maggioranza, insieme alla giunta comunale.

 

 

"Dato l'atteggiamento assunto da parte di alcuni cittadini presenti – esordiscono – vogliamo sottolineare con chiarezza ciò che in quella sede non è stato consentito affermare ai nostri rappresentanti, vedendoci impedita la possibilità di esprimere la nostra posizione politica su un tema così importante".

 

"Vogliamo – iniziano – che finalmente si capisca che l'educazione non è spesa ma investimento produttivo? In particolare, ciò deve avvenire in un settore delicato come quello dell'edilizia scolastica. Ecco la sfida di oggi: creare un ambiente non costrittivo, capace al contrario di sollecitare e accogliere coloro che si stanno formando".

 

"Nel mondo – ricordano – si è affermata l'architettura del sapere, una corrente che ha abbandonato i tristi edifici anonimi composti da lunghi corridoi e da aule tutte uguali. I parametri sono stati rovesciati. Esempi se ne trovano ormai ovunque, dalla Danimarca all’Austria: gli edifici si compongono di grandi e di piccole aree, di spazi di varia forma e di varia ampiezza per favorire la diversità nella didattica delle varie materie e metodologie di insegnamento. Questa rivoluzione è arrivata fino a noi ad Impruneta".

 

"Il progetto del Parco Sassi Neri – spiegano – che ospiterà il nuovo campus scolastico, dovrà essere un percorso socio-educativo-sportivo rivolto ai residenti del comune con particolare attenzione ai giovani. Questo sarà realizzato per lotti, in modo da affrontare l’impegno economico dettato dalla fase storica che stiamo vivendo, all'insegna della realizzabilità".

 

"Per maggior chiarezza circa le ipotesi relative alle aree identificate per la costruzione del nuovo campus scolastico – spiegano – su alcune delle quali si sono realizzate anche analisi di fattibilità, è necessario tenere conto delle attese sui plessi scolastici comunali, che necessitano di una soluzione concreta entro settembre 2015 per poter dare un’efficace risposta alle istanze dei cittadini".

 

"E’ anche indispensabile considerare la normativa in materia di procedure espropriative – sottolineano – per l’acquisizione di aree a fini pubblici, che necessitano di procedure complesse per il cambio di destinazione d’uso comunque necessario, non compatibili con quelli derivanti dalle oggettive necessità dei cittadini, oltre a rappresentare un onere economico rilevante, pari circa al valore di mercato per terreni fabbricativi".

 

"A fronte di questa situazione – è la riflessione – l’unica area di proprietà dell’amministrazione comunale è quella di piazza Bandinelli, per la quale possiamo adottare un percorso di ottimizzazione per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico, già fino dalla prossima seduta del consiglio comunale; inoltre, vista la vicinanza del campo sportivo comunale, questo potrà essere utilizzato anche dal nuovo campus scolastico per diverse attività sportive".

 

"Dal 2004 la passata amministrazione ha speso circa 3 milioni di euro per ristrutturare le scuole del nostro territorio – riprendono – pur riuscendo con grande fatica a completare gli interventi, questa si è rivelata una scelta poco lungimirante. La nuova giunta ha ereditato, ed implementato, le risorse di Terna derivanti da alcuni interventi non realizzati e non da contributi casuali come sostenuto dall'opposizione".

 

Perché, si dice, "per anni la maggioranza della prima giunta Beneforti (composta da Ulivo e Rifondazione) ha condiviso la scelta di ristrutturare i plessi scolastici, successivamente la fuoriuscita opposizione ha rimproverato (ne sono testimonianza le registrazioni delle discussioni consiliari) di buttar via i soldi in plessi vetusti e che la passata giunta avrebbe dovuto vendere e costruire una nuova scuola, per l'appunto nel parco dei Sassi Neri".

 

"Inoltre – dicono riferiti alle proposte del Coraggio di Cambiare, ovvero la scuola da fare nel Campino del Prete – con particolare riferimento alle recenti dichiarazioni, facciamo presente che esiste una ipotesi di realizzazione del novembre 2001 sull'area dietro la Basilica che già presentava gravi inconvenienti all'epoca, ed ancor più oggi che le norme urbanistiche rendono impossibile una costruzione imponente di lato alla chiesa".

 

"Una soluzione questa – rimarcano – che non rispecchia lontanamente gli standard qualitativi e di accessibilità che saremo in grado di garantire nel progetto del parco dei Sassi Neri. Abbiamo la responsabilità di dare definitivamente una svolta alla situazione attuale nella convinzione che questo porterà un importante investimento a medio e lungo termine sia sui luoghi della didattica sia sull'ambiente. Se vogliamo che i nostri ragazzi abbiano una buona educazione, dobbiamo quantomeno dimostrarlo, dando loro un luogo degno del nome scuola".

 

"Dopo verifiche ed analisi approfondite – spiegao ancora venendo al trasferimentod elle medie a Tavarnuzze – anche a seguito di sopralluoghi e di tempistiche non dipendenti da questa amministrazione ma da altri enti, riguardanti i lavori di ristrutturazione della scuola elementare Paolieri, lavori non strutturali, la giunta comunale ha deliberato l'importo di 250mila euro per la ristrutturazione di nove aule all'interno del plesso di via I° Maggio a Tavarnuzze per poter trasferire alcune attività scolastiche attualmente presenti sul capoluogo, che nel futuro ospiteranno tutte le scuole elementari di Tavarnuzze".

 

"Questo perché il progetto politico del Partito democratico – precisano – non ha mai previsto l'accorpamento in un unico plesso delle scuole medie del territorio. Da anni si studiano le risposte ai tre ordini scolastici in entrambi in centri. Il Progetto Scuole prevede lo spostamento della durata di un solo anno, della scuola secondaria di primo grado di Impruneta (tre sezioni, nove aule) all'interno del plesso di Tavarnuzze, con il trasferimento della scuola primaria nell'attuale plesso della scuola secondaria di primo grado di Impruneta".

 

"Le tre sezioni di medie – concludono – saranno trasferite per massimo un anno scolastico, il tempo necessario ad eseguire i lavori di ristrutturazione della scuola elementare Paolieri, dopodiché torneranno nel capoluogo che, ci teniamo a ribadire, conserverà i tre ordini scolastici. Nonostante il periodo di carestia possiamo iniziare a cambiare. E se vogliamo un futuro migliore per le nuove generazioni abbiamo il dovere di credere in questa prospettiva".

di Redazione

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